Gli editoriali di VirusilGiornaleonline
In Nome della Monnezza Campana:
Bianco ci fa o ci è?
di Marina Salvadore
Sudichi? Briganti, emigranti
e camorristi secondo l’iconografia post-risorgimentale ed i luoghi comuni dello
scibile umano profuso lungo le coordinate geografiche del centro-Nord. Ma
beccarsi del camorrista da un siciliano, per giunta "un politico siciliano"
è inaudito! E voi che fate, che dite, come pensate di rispondere per
le rime al nostro ministro degli Interni? A
piacimento, sotto ogni campagna elettorale, ci scaricano tonnellate di sterco
o di "monnezza"; questa volta, trattasi della seconda e le giuste rivendicazioni
della gente campana vengono segnalate come atti di pirateria, connivente con
la camorra, da questa promossi. Ora basta, signor Bianco, lei
è accusato di vilipendio del Popolo Campano e di Falsa Dichiarazione; Lei, ci ha chiamato "camorristi" senza neppure studiare
gli opportuni approfondimenti in tema di monnezza, di raccolta e smaltimento
della suddetta, tacciando la gente comune di connivenza con il potere occulto
delle cosche, evitando come la peste il dramma in numerosi atti, rappresentato
ogni giorno da anni, dagli amministratori pubblici di quella cosa astratta chiamata
Regione Campania, condotta dai Suoi colleghi in gessato grigio e con la Montblanc
tra le dita, che si distinguono dai mafiosi solo perché non calzano un Borsalino,
a nascondere le corna! E la completa statalizzazione del Suo cervello, con i
relativi astrattismi pittorico-politici di regime - inconcludenti e vani - non
riescono a coprire le responsabilità e le tonnellate di monnezza ed il puzzo
di ambedue che squisitamente promana da un solo unico putridume: l’insana
gestione degli affari di una Regione! Il suo collega Bassolino -
quello, con tanta voglia di blasone, tanto da ostentare sovente una borbonicità
regale, reputandosi "‘o Rre" unico e incontrastato ‘e Napule,
ci ha messo la bellezza di due anni, per decidere se valesse la pena di firmare
un certo contratto con una ditta tedesca o con un’altra di derivazione Fiat,
per l’approntamento delle strutture di smaltimento della monnezza imperversante
che ha cercato poi asilo presso le discariche ovunque sorgenti e controllate
- queste! - dalla camorra! Di certo, ai camorristi, è risultato molto utile
il ritardo nell’opera di realizzazione degli impianti di smaltimento e trasformazione
della monnezza (chè, poi - come si è visto - "tanto monnezza non pare" se il
raccattarla a quelle condizioni esose ed il redistribuirla , un camion per volta,
su terreni di clan e "famiglie", vale tanto oro quanto pesa!).
Orbene, signor Bianco,
perché non ha chiesto spiegazioni a Bassolino e ai suoi moschettieri? In
tale situazione, lampante, Lei crede che la popolazione insorta - quella, che della monnezza ne gode
solo la parte peggiore - sia stata manovrata da quei clan ai quali tale profusione
di monnezza cade come abbondante cacio sui maccheroni?
Ministro Bianco, Lei
ci è o ci fa? Perché non condanna invece il lassismo, l’assenza dei
suoi pari? Solo questa, infatti, può essere definita "connivenza", alla stregua
del silenzio-assenso della Pubblica Amministrazione. La monnezza ce l’abbiamo,
abbiamo tante discariche che - Bassolino sapeva - si sarebbero riempite in un
battibaleno. Che fine hanno fatto i progettati impianti di smaltimento e di
trasformazione della monnezza in energia?... un’energia tale, data l’abominevole
quantità di materia prima, che avrebbe fatto della Campania Felix il Kuwait
d’Italia? Ci porga immediatamente le sue scuse!