Un
Ministro Akkiappavoti? No grazie!
MINISTERO DEI DIRITTI DEI
CONSUMATORI? SI' SENZA PORTAFOGLIO NO. E' BAVAGLIO A NUOVI DIRITTI
Nel confronto politico in corso per la campagna elettorale,
è stata anche proposta, con
la speranza di attirare più voti, l'istituzione di un ministero per
i diritti dei consumatori.
A farlo è stato
il candidato dello schieramento di centro-sinistra Francesco Rutelli. Persona quotata
per tale proposta.
Rutelli ha trascorsi ambientalisti, nei diritti della persona e, impegno nell'amministrare una città complessa
e difficile come Roma, pur col giudizio (più volte da noi espresso) di
aver galleggiato sull'esistente per mantenere gli equilibri del governo
capitolino piuttosto che amministrare con scelte coraggiose: ne sono testimonianza
le troppe opere incompiute di
Roma. E'una persona che quando parla, sa cosa dice: a ragion veduta. E
proprio per questo, vista la formulazione della sua proposta,
la cosa preoccupa, e molto. Ciò che Rutelli
vorrebbe è un ministero senza portafoglio: un fiore all'occhiello
in campagna elettorale e anche
dopo (se dovesse vincere le elezioni).
Un ministero dei diritti dei consumatori senza portafoglio? Ma vogliamo sherzare?
??
Vogliamo continuare nelle politiche
suicide come quella sul'allarme mucca pazza, dove i consumatori sono
l'orpello delle corporazioni degli allevatori e macellai, tutelati a spese
degli stessi consumatori? Per capire meglio, è come se si volesse fare un ministero dell'Industria
senza portafoglio ... nessuno ci penserebbe, perchè sarebbe assurdo.
E perchè non è assurdo anche per
il ministero dei diritti dei consumatori?
Forse questi non sono un soggetto economico
su cui dovrebbe ruotare l'economia di mercato che, anche il Governo,dice
che sta edificando? Proprio qui sta il problema, quando, al di là della inevitabile
strumentalizzazione che dell'argomento non si può non fare
in campagna elettorale, si fa una simile proposta "senza portafoglio":
la considerazione del consumatore come un portatore di diritti quasi come quelli
della persona (quasi un orpello nel nostro sistema giuridico/amministrativo,
visto che anche la Costituzione è fondata
sul lavoro e non sulla libertà, piuttosto che di quelli economici di base,
di una società articolata sulla costruzione e consapevolezza (soprattutto giuridica)
della ricchezza individuale come motore di quella collettiva. L'impressione
è che una simile proposta sia la logica
estensione della legge del '98 chiamata "per i diritti dei consumatori", che è
solo servita a riconoscere la necessità dei consumatori a far valer i loro
diritti solo attraverso associazioni che fanno parte di un Consiglio nazionale
presso il ministero dell'Industria, e che si sottomettono alla direzione
di quel ministero che dovrebbe essere il loro principale controllato.
L'impressione è che il ministero senza portafoglio sia un sistema
per mettere il bavaglio alle nuove istanze che stanno emergendo e che,
per essere soggiogate al potere economico e politico, possono solo esprimersi chiedendo
sempre prima il permesso, pur per comprare una metita.
Vincenzo Donvito Presidente Associazione
per i diritti degli utenti e consumatori Tel.055290606 aduc.it@aduc.it