Società Libera da ingerenze
dei partiti
di
Giancarlo Pagano
Molti sono stati
i mutamenti politici di rilievo, da quando Marco Minghetti ebbe a scrivere il
suo saggio del 1881 contro l'ingerenza dei partiti nella giustizia e nella pubblica
amministrazione.
Infatti, se da un lato si è
passati dallo Stato "guardiano" a quello del benessere, dall'altro,
in particolare sul versante dell'amministrazione della giustizia, è del tutto
mutato un intero universo funzionale: non solo, quindi, il rapporto fra il giudice
e la Legge, ma il carattere stesso della produzione legislativa
che si è spaventosamente dilatato. La conseguenza di tutto ciò forse non
voluta ma certamente prevedibile - è stata che l'intera magistratura, a causa
del nuovo e immenso potere di cui è venuta disponendo - è diventata oggetto
di interesse e di pressione politica dando luogo a dinamiche del tutto nuove.
Sicchè le soluzioni che Minghetti
proponeva nel suo saggio oggi sono palesemente inattuali.
Non lo è però il suo insegnamento
che resta valido sotto molteplici aspetti; intanto perchè mostra uno spirito
indomito, genuinamente liberale e fortemente antidogmatico, sensibile all'importanza
del dato empirico e alla ricerca comparata.
Poi perchè - come sottolinea
anche Carlo Guarnieri
nell'introduzione - le sue prescrizioni, al di là delle specifiche indicazioni,
mostrano di essere tutt'altro che tecniche rivelandosi invece preziosi condensati
di liberalismo. Vere e proprie lezioni
nelle quali Minghetti ha inteso indicare all'uomo di Stato
il percorso da seguire per impostare una sana azione di governo, fondata sul
perseguimento dei fini generali e sui princìpi di libertà e di giustizia. Sta
tutto qui, dunque, il significato della sua diuturna lotta contro l'uso che
gli uomini politici fanno delle istituzioni dello Stato; contro
"l'ignobile" tendenza ad insinuarsi nella giustizia e nell'amministrazione,
e farvi penetrare spiriti partigiani per trarle a profitto di sè medesimi e
degli aderenti o almeno per conservare forte e vigoroso il partito, diffonderlo
coi benefici e colle minacce e mantenere il governo nelle proprie mani"