PETIZIONE
AI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO NO VIOLANTE E MANCINO NO AL DECRETO
SI' A RINEGOZIAZIONE
INDOTTA DALLA BANCA D'ITALIA
di Vincenzo Donvito
Perche'
trasformare la legge in una sorta di sentenza ordinatoria di un mero contenzioso?
Questo il testo inviato a Luciano Violante e Nicola Mancino dal
presidente dell'Aduc.
Gentile Presidente, il decreto è anomalo e
preso in un contesto di urgenza ed emotività simile a quello del 1996,
quando fu approvata la legge per combattere l'usura. Poichè quest'ultima
non ha sortito tutti i sui effetti, crediamo che ci siano buone possibilità
che altrettanto succeda con questo decreto. Ci preoccupa l'intervento
del Governo e del Parlamento per modificare accordi fra privati, presi
nel rispetto delle leggi dell'epoca. Un intervento che appare anche distorsivo
e punitivo rispetto all'attuale situazione di erogazione del credito: il tasso
di rinegoziazione fissato a 12,21% è piu' alto rispetto a quello
stabilito trimestralmente dalla Banca d'Italia (10,95% in questo trimestre). Quale
civiltà giuridica il governante e il legislatore vogliono indicare al cittadino?
Forse la legge ha perso valenza educativa con ispirazione alla Carta
Costituzionale, trasformandosi in una sorta di sentenza ordinatoria di un
mero contenzioso? Ci faccia sperare, signor Presidente, di avere un Governo
che governi rispetto alle leggi fatte e discusse dal Parlamento. Può
una sentenza della Corte di Cassazione (quella del 17/11/2000
n.14899) assurgere in assoluto ad indicazione legislativa? Non sarebbe
meglio si limitasse a quello che è, con l'aggiunta dello stimolo -anche
da parte delle autorità dello Stato- agli organi preposti (Banca d'Italia)
perchè invitino le controllate (banche) a sanare ciò che la nuova legge
sull'usura ha trasformato in anomalia? Perchè dare forma giuridica alla rinegoziazione,
legittimando la violazione di liberi accordi tra le parti?
Non giudica questo, signor Presidente,
un precedente insidioso per la costruzione di quella certezza
del diritto a cui ognuno di noi aspira? Perche', in virtù di questo precedente,
domani un Governo e un Parlamento, a fronte di una crescita dei tassi,
dietro forte pressione delle banche, non potrebbero prendere analogo provvedimento
imponendo la rinegoziazione ai consumatori?
Per queste ragioni, signor Presidente, le rivolgiamo questa petizione:
perchè, grazie all'anomalia scoperchiata dalla sentenza della Cassazione, si
consideri la possibilità e l'opportunità, non solo di soddisfare i mutuatari
direttamente interessati, ma di dare un costrutto giuridico che impedisca
il rinnovarsi di queste situazioni.Perciò -consci che a questo nuovo costrutto
giuridico si potrà metter mano solo nella nuova legislatura alle porte-
le chiediamo di comunicare la nostra richiesta di non approvazione del
decreto, senza trasformazioni di sorta dello stesso, perchè -per i motivi
sopra enunciati- sarebbe una sconfitta per i consumatori di oggi e del
prossimo domani.