L'ADUC 11.000.000 DI VISITATORI SNOBBA IL MINISTRO LETTA. MUTUI USURAI  PEGGIO DI PRIMA 

DECRETO VA RITIRATO LA RINEGOZIAZIONE DEVE USCIRE DALLE IMPOSIZIONI DI LEGGEE PARLAMENTO METTA MANO ALLA LEGGE SULL'USURA. I CONSUMATORI ATTENDANO SVILUPPO LEGISLATIVO DELLA SITUAZIONE. QUALCUNO IN PARLAMENTO SI FARA' INTERPRETE DELLA LIBERTA' DI MERCATO

Non vediamo fatti positivi all'orizzonte del decreto governativo sulla rinegoziazione dei tassi usurai sui mutui casa. Interviene il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito. Qualunque sia la soluzione che crescerà intorno al decreto del Governo, sarà una fregatura per i consumatori. Il problema è proprio il decreto, o comunque un suo sostituto per armonizzare banchieri, alcune associazioni di consumatori e recalcitranti della maggioranza governativa. Il Governo deve disinteressarsene, la Banca d'Italia dia disposizioni per la rinegoziazione ai tassi attuali e a costo zero per i consumatori, e il Parlamento metta ma-
no alla legge sull'usura. E' un decreto che ammazza il mercato, crea il tasso unico di Stato e legittima l'intervento del potere esecutivo e legislativo per stroncare liberi accordi tra privati che non violavano alcuna legge; alimenta l'incertezza del diritto, mentre i consumatori hanno bisogno di leggi chiare e precise che, spezzando il monopolio delle banche e la loro corporazione guidata dal governatore della Banca d'Italia, creino le condizioni di un libero mercato del credito. Prima di tutto, per esempio, creando un'Autorità (come l'Antitrust) che verifichi l'andamento del processo di liberalizzazione del mercato, rimuovendo gli ostacoli alla concorrenza. La sentenza della Corte di Cassazione ha avuto il pregio di scoperchiare la situazione, non certo di indicare un percorso: la retroattività di una norma, pur nell'apparente soddisfazione di qualcuno, serve solo a sanare l'insanabile. E' la stessa logica da cui nascono quei condoni (fiscali, edilizi, etc.) che finiscono per premiare chi ha violato la legge. La situazione di oggi è peggiore rispetto a quella precedente la sentenza della Cassazione, perchè il tetto massimo dei mutui fissato dal decreto è piu' alto (12,21%) di quel 10,95% attuale che è fissato trimestralmente dalla Banca d'Italia. E questo è successo perchè, invece di prendere spunto è dalla sentenza della Cassazione per rimettere in discussio-  ne la legge sull'usura (che da quando esiste non ha debellato il fenomeno, che è cresciuto, ma ha solo legittimato gli usurai bancari), alcune associazioni hanno preferito gridare per il recupero del maltolto, e i banchieri giustamente li hanno lasciati fare. Oggi, piazza o non piazza, unitarietà o non unitarietà delle associazioni dei consumatori, qualunque risultato potrà essere raggiunto, sarà comunque peggiore della situazione precedente, perchè il consumatore si ritroverà solo a pagare di più: ed è questo che conta! L'Aduc non partecipa al consiglio nazionale presso il ministero dell'Industria, perchè ci sembra improprio farsi presiedere da chi dovrebbe essere la nostra controparte (il ministero dell'Industria, per l'appu- nto), cosi' come abbiamo sempre contrastato l'attuale legge sui consumatori, perchè stabilisce il diritto delle associazioni nei confronti delle istituzioni, ma non quelli del singolo, che per farsi valere è obbligato alla mediazione di un'associazione. Noi sia-  mo portatori delle istanze del settore, forti degli oltre 11 milioni di contatti -che nel 2000 ha segnato il nostro sito in Internet  www.aduc.it- di chi ci ha chiesto consulenza, informazione e consigli, che forniamo gratuitamente e senza acce- dere ad alcun finanziamento pubblico. Facendo appello perchè qualcuno in Parlamento si faccia interprete di queste istanze, consigliamo ai consumatori di aspettare, sia se hanno dei mutui a tassi oggi usurai, sia se devono accende- rne uno nuovo, e sia se hanno un contenzioso già in corso: ogni azione in questo momento legislativamente  indefinito, è solo buttar via soldi.
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