Storia di Ordinarie Assennatezze Chiancianesi 

di Alessandro Gerardi 
 La recente mozione approvata a Chianciano dal rinnovato Comitato di coordinamento dei radicali,
ha ottenuto 62 voti a favore. A parte tre isolate astensioni, nessuno ha invece espresso voto contrario. Un'unanimità senza colpi di scena, noiosa come un encefalogramma piatto. Strano però, anche perché di questo Comitato fanno parte  25 nuovi mem bri eletti online, dei quali è agevole  ricordare l'imbonimento elettorale vecchio solo di qualche settimana : a quel tempo, infatti, il forum della community radicale  (www.radicali.it) era il luogo degli intrighi, dei conflitti, degli entusiasmi a freddo e anche - a volte - del linguaggio violento. Invece al momento della votazione le posizioni dei vari Khaled Fouad e Giovanni Cominelli (lista RpPD), Marco Taradash ed Ernesto Caccavale (Lista  ALFR), Andrea Costantini e Giovanni Nicodemo (lista RpL), John Fischetti e Maura Bonifazi (lista R.3000), Michele Capano ed Elisabetta Zamparutti (lista Internet 3L) -  solo per citarne alcuni - hanno trovato come per incanto una qualche forma di sintesi nella mozione generale. L'unica che ha cantato fuori dal coro e che è sembrata la meno timida e incerta nell'azione, è stata l'On.le Tiziana Parenti (lista LFpePUE), già ribattezzata la "barricadera" per il suo gesto estremo: dopo un lungo travaglio interiore ha infatti deciso di astenersi.
C'è stato anche un interludio simpatico: ad un certo punto - durante la votazione avvenuta mediante appello nominale - è inter- venuta Emma Bonino  che, scherzando, ha invitato gli astanti a mostrarsi più entusiasti. Ebbene, da quel momento in poi, le persone che venivano chiamate da Marco Cappato ad esprimere il voto, hanno tirato fuori un tono più squillante, una convin- zione maggiore:" SI' !" " SONO FAVOREVOLE ! " " VOTO A FAVORE!". Il tutto, ovviamente, accompagnato dalle risate dei più.
Anche durante la discussione i rappresentati di lista parevano tanti salmodianti amabilmente colloquiali, senza note stridule, affabili, insensibili alle contraddizioni, un po' "understating" come si dice dalle mie parti. Nulla di male, per carità: del resto in politica è importante non avere l'aria di ciò che si è, anzi, meglio recitare la parte di uomini impertubabili dissimulando le collere più violente sotto i sorrisi più rassicuranti : proprio come in un cimitero o in un museo delle cere. Di certo si è fatta sentire l'asse- nza di  Vittorio Sgarbi (a proposito: per favore, qualcuno gli comunichi l'avvenuta elezione), la cui prosa trasuda sempre umore polemico.  Ed allora ci ha pensato un non-eletto, Armando Crocicchio, a mettersi in lizza con gli altri e a scontrarsi con essi. Quest'ultimo infatti, sabato pomeriggio, poco prima dell'intervento di Paolino Pietrosanti, ha chiesto la parola. Giustamente gli è stato risposto che in quella sede sarebbero potuti intervenire solo gli eletti, ossia i componenti del Comitato e che comunque gli avrebbero fatto sapere. A quel punto Crocicchio è esploso: ha cominciato a urlare che i congressi non si 
fanno più, che questo non è il P.R. di una volta, che le persone che sono estranee al partito vengono cancellate ecc..
Certo, tempi e forme e contenuti di questo suo improvvisato j'accuse saranno pure stati non del tutto condivisibili. Del resto, mentre quello urlava per cercar di prender la parola, Emma Bonino si affrettava a liquidare la faccenda così: "Armando sta attraversando un momento difficile perché non è stato eletto". Già, può essere abbia ragione lei. Può essere che Armando Crocicchio sia poco più di un semplice "caso umano". Eppero', viva la faccia : tra tutti quegli eletti di già "inveltronitisi", lui perlomeno ci ha ricordato che all'interno di ogni partito deve per forza esserci anche una qualche forma di "faida", magari alimentata da uno scontro freddo, lucido e linguisticamente non filtrato. In tutto questo non v'è disonore.
 Alessandro Gerardi -
bastogne10@hotmail.com