MUTUI: IL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLE BANCHE USURAIE 

L'ABI/GOVERNO O IL COMPROMESSO: LA SOLUZIONE E' NEL RISPETTO DELLE LEGGI E DEL DIRITTO A FARSI VALERE CON LA GIUSTIZIA E LEVANDO TUTTI I PALETTI AL MERCATO DEL CREDITO.
di Vincenzo Donvito
 
Il potere esecutivo sta per sentenziare la sua supremazia su quello giudiziario, alla faccia di quella separazio ne degli stessi che e' alla base del nostro contratto costituzionale. Sta per succedere con le proposte del Governo per arginare la sentenza della Cassazione che ha stabilito l'applicazione del tasso soglia usurario ai contratti sui mutui stipulati prima dell'aprile 1997 (quando e' entrata in vigore la nuova normativa sui tassi usurai): infatti, a partire da gennaio 2001, anche per i mutui stipulati precedentemente, ci dovrebbe essere una sorta di allineamento al tasso soglia di quegli interessi pattuiti che superino lo stesso (che viene ancorato al rendimento medio dei titoli pubblici venticinquennali con vita residua superiore ad un anno). Dall'altra parte assistiamo ad alcune associazioni di consumatori che, facendosi interpreti di un presunto popolo di risparmiatori, fanno pressione per giungere ad un qualsiasi compromesso (chi per due lire, chi per qualche soldo in piu'), purche' qualche denaro finisca nelle tasche del loro popolo, compensandoli, cosi', per la mobilitazione che hanno messo in essere. Due soluzioni disastrose per il diritto e per il futuro della politica del credito, che, in questo modo, si affermerebbe trasformando in carta straccia le sentenze (pur brutte e discutibili) della magistratura (in questo caso Cassazione, non un giudi ce di pace di uno sperduto paesello di altrettanto sperduta provincia). Il problema centrale e' che si vorrebbe che a decidere fosse, da una parte il Governo delle banche, dall'altra il Governo dei risparmiatori. A nessuno viene in mente che il Governo dovreb be solo governare, prendendo atto delle decisioni di chi fa le leggi, anche con le sferzate delle sentenze giudi ziali? Si', certamente gli viene in mente, ma sembra non far parte del suo dna ... che poi e' solo quello scritto nella Costituzione.
Perche'
una banca non accetta di andare in giudizio e non cerca di farsi emettere una sentenza opposta rispetto a quella della Cassazione dello scorso 17 novembre? O, magari, una sentenza di una Corte ancor piu' autorevole come quella Costituzional
e? Perche' non si gioca ad armi pari nel rispetto del diritto e della sua certezza? Ci si rende conto quale disastro normativo e di fiducia nelle istituzioni avranno l'azione d'imperio del Governo o il compromesso straccia-diritto? Il monopolio bancario ha mobilitato il suo colonnello Abi in una vera e propria guerra, dove -proprio per essere tale- non contano le leggi e il diritto ma la forza, e i capi del sempre presunto popolo dei risparmiatori hanno accettato di pugnare (prendendo forza essenzialmente grazie alle capacita' di ricatto mediatico). Una sentenza non fa primavera, per nessuno, sia banche che risparmiatori.
E' solo l'interpetazione di una Corte, che puo' essere confermata o meno da un'altra. Questo non vuol dire che la legge sull'usura vada bene, tutt'altro: e' un vero schiaffo alla liberta' di mercato e non ha dato gli effetti che si volevano, perche' usurai legali (banche) e cravattari, continuano imperterriti nella loro opera vampiresca. Ma non vuol dire neanche che debba essere mo dificata con ulteriori paletti -come quelli che sembra proporre il Governo- sull'onda di un'urgenza e di una fretta che penalizzerà i risparmiatori: se passa la proposta del Governo e' "frittata con colpo di spugna del passato" e pesante condizionamento della concessione del credito (sparisce il tasso fisso frutto di una trattativa tra le parti, e viene introdotto il tasso fisso di Stato); se si da' fiato al compromesso, niente garantisce che situazioni del genere possano ripetersi in futuro.
In situazioni difficili bisogna trovare le soluzioni nell'applicazione della legge partendo dal principio dell'uguaglianza dei diritti.
Vincenzo Donvito presidente dell'Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
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