Brutti e Dannati: a ciascuno il suo Rasputin
di Massimo Nardin
 
 Dopo le ennesime proposte in materia di riforma elettorale, la domanda è d'obbligo:
questi partiti, rissosi, frammentati, sono capaci almeno a fare i propri interessi?
Proprio così: ma questi statisti a tempo pieno sono in grado di prendere posizione sulla base del loro semplice gretto, unic- o interesse di parte? Ebbene, gli ultimi sviluppi ci confermano che la loro visione politica è talmente ristretta da impedirgli di ve dere i vantaggi che una riforma elettorale positiva (mi riferisco al sistema uninominale maggioritario)gli apporterebbe. 
Iniziamo con l'Ulivo. La (penosa) ricerca di varare un sistema proporzionale per raggruppare i vari spezzoni del centro-sinistra a tutti i costi non è solo e semplicemente una forzatura rispetto al necessario percorso bipartisan che dovrebbe essere seguito: è un suicidio politico da parte di chi pensa di fare una " rimonta storica" basandosi sugli stessi elementi che frenano e appannano l'immagine della coalizione di governo, cioè questi (e quanti!) partiti. 
Una rimonta storica ha bisogno di radicali riforme all'interno dello schieramento: concretamente, ciò significa presentarsi con un unico simbolo, e non con 20 (o con 4 sigle che tutti sanno bene durerebbero solo per le elezioni, per poi sciogliersi il giorno dopo). Scordatevi di fare miracoli con l'UDEUR o con i Comunisti italiani. O volete fare una campagna all'americana con Rifondazione? Rutelli  può avere speranze di ribaltare i sondaggi sfavorevoli solo facendo arretrare i partiti e puntando sulla società civile e sulla qualità delle candidature (elementi, questi, propri di una competizione di tipo maggioritario), dato che il vero problema del centrosinistra non è stata la capacità dell'esecutivo di governare il Paese quanto una ecessiva frammen- tazione  e litigiosità dei partiti della maggioranza
Riguardo il Polo. La decisione di boicottare il referendum dello scorso 21 maggio non si può spiegare; come qualcuno direbbe, un Rasputin si aggira presso Via del Plebiscito, un consigliere nefasto che consiglia male. Come si potrebbe giustificare altrimenti l'impegno contro il completamento del maggiortario da parte di chi avrebbe tutto da perderci dall' introdu- zione di un sistema tedesco come quello proposto da Urbani-Tremonti (che peraltro sono due parlamentari di Forza italia.
Il Polo coeso, unito all'ombra del suo leader sarebbe  invece danneggiato da un sistema proporzionale, dato che correrebbe il rischio di vincere la sfida contro l'Ulivo ma al tempo stesso di perdere le elezioni se l'opposizione tutta (Ulivo + Rifondazione + Di Pietro + D'Antoni, sommabili indifferentemente nella proporzionale) riuscisse ad essere maggioranza, pur non essendo programmaticamente tale in assenza di un vero accordo tra le tre componenti sopra richiamate. E' vero che ora sono contrari a modificare la legge elettorale: ma se il centrosinistra proponesse il testo Urbani-Tremonti a suo tempo sostenuto, come potrebbe il centrodestra rifiutarlo? E allora, non sarebbe stato meglio raggiungere il quorum il 21 maggio anziché "rimanere a casa a lavorare"? La compattezza del Polo massimizza i vantaggi del sistema maggioritario; la debolezza e le divisioni dell'Ulivo necessitano, a maggior ragione, di una spinta aggregante per poter rimontare e vincere. E' la dinamica bipolare, come si può vedere, quella che ci conduce inevitabilmente alla conclusione che il maggioritario sia l'unica strada che noi possiamo percorrere. Senza il maggioritario lo sforzo di costruire la casa della Libertà e di dare immagine di coesione si rivelerebbe inutile ai fini elettorali; senza il maggioritario, l'Ulivo verrebbe privato di uno stimolo aggregante che oggi rappresenta la vera, unica possibilità che il centrosinistra ha di rimontare.
Massimo Nardin  masmo30@hotmail.com