VirusSerenissimi
il Testimone
 
C'era una volta 8...Storia di un Serenissimo che scalò San Marco
 
di Luca Peroni, ottava parte 
 
Cominciammo a trasmettere a ritmo serrato e tutte le sere rientravamo quasi a mattina.
Una macchina andava in giro con la radio accesa per sentire dove arrivava il raggio d'azione delle onde ed eravamo abbastanza contenti perché in molti casi, riuscivamo ad uscire anche dal Veneto. Le trasmissioni continuavano, ed una sera un amico di Treviso ci chiamò perché c'erano delle persone che volevano parlare con noi; erano dei simpatizzanti che avendo sentito le nostre trasmissioni volevano fare quattro chiacchiere con noi. Quando arrivammo trovammo due persone molto interessate alle nostre idee, anche se non riuscivano a capire bene come noi potessimo fare breccia sull'opinione
pubblica soprattutto con la radio che avevamo. Inizialmente fummo un po' delusi da quell'incontro perché pareva che volessero solo criticare il nostro operato come erano soliti fare i vari Venetisti delle varie correnti, invece dopo aver chiarito bene i nostri obbiettivi ed i nostri ideali, quell'incontro risultò molto soddisfacente.
Principalmente criticavano l'enorme dispendio da noi sostenuto per far funzionare tutto l'apparato radio e gli enormi rischi da noi sostenuti per non essere individuati dalle forze dell'ordine. Prendemmo atto, con un po' di tristezza che avevano ragione perché anche se questa volta la radio emetteva la nostra voce per un raggio di tanti chilometri lavoravamo in A.M. e purtroppo quelle frequenze non erano e non sono più ascoltate dalla maggioranza delle persone per cui era come se parlassimo al vento.
Per fortuna, questi due amici, non si limitarono solo a criticare il nostro operato, ma proposero un nuovo metodo, che a dire la verità ci sembrò abbastanza utopistico, e cioè entrare nelle trasmissioni della televisione di stato con uno strumento relativamente economico che comportava oltretutto un limitato spazio d'ingombro.
Poco tempo dopo il Veneto Serenissimo Governo si riunì a consiglio per discutere le varie problematiche e fare il punto della situazione. Discutemmo anche dello strumento per entrare nelle frequenze della RAI. Quasi tutti noi eravamo scettici perché la cosa sembrava irrealizzabile, soprattutto perché pensavamo che la TV di stato avesse dei filtri invalicabili per qualsiasi organizzazione che volesse interrompere i suoi programmi. Fausto e Herthy tenendo i contatti con gli amici di Treviso, erano molto fiduciosi sull'esito e dopo averne discusso per buona parte della seduta decidemmo che la cosa si poteva fare; avevamo speso un sacco di soldi e tempo per le altre radio, potevamo spendere gli ultimi spiccioli in questo nuovo strumento anche perché arrivati a quel punto non sapevamo più dove sbattere la testa per ottenere un risultato soddisfacente: era la nostra ultima spiaggia.
Intanto i lavori sui tanki erano a buon punto e calcolavamo che per fine anno o inizio del 97, potevamo spostarli in un magazzino lontano da occhi indiscreti. Sempre in quel periodo si cominciò a pensare anche a come e dove si potessero adoperare i tanki, ricordo che una sera io non potei andare ad una riunione di Governo per cui mi trovai con Andrea per sapere gli esiti e le decisioni prese; lui mi disse che il Presidente aveva proposto di liberare piazza San Marco a
Venezia con un azione affiancata dal tanko (M.B). Io al sentire tutto ciò mi misi a ridere perché la cosa mi sembrava impossibile, soprattutto per l'impossibilità di trasportare il grosso mezzo in una città dove non esistono strade ma solo canali d'acqua. Nel frattempo, arrivò una bellissima notizia e cioè che Luigi aveva trovato il posto, da un suo vecchio amico, per parcheggiare e mettere al sicuro i tanki e tutte la nostre cose: questo amico era un contadino che viveva da
solo ed aveva a sua disposizione una grossa azienda in un posto abbastanza isolato nella campagna Padovana.
Per noi fu come rinascere, perché il pensiero di convivere sempre con la paura che qualcuno scoprisse i nostri mezzi ci assillava giorno e notte ed eravamo arrivati al limite della tenuta psicologica. (8 - continua)