VirusSerenissimi
il Testimone
 
C'era una volta...Storia di un Serenissimo che scalò San Marco
 
di Luca Peroni 
Storia di un Veneto Patriota (settima parte) 
 
Nel frattempo, dopo tanto girare, trovammo in una concessionaria  di Trento un camper che era adibito
a lavori di manutenzione autostradali, e con un ennesimo sforzo finanziario lo portammo a casa.
Era il mezzo che andava bene proprio per noi, perché aveva le 4 ruote motrici e si poteva adoperare anche come fuoristrada, aveva poche finestre che ci davano la possibilità di nascondere l'interno da occhi indiscreti e nello stesso tempo aveva lo spazio necessario per contenere l'impianto radio e tutto il necessario per farlo funzionare.
Dopo aver smontato tutto l'arredamento interno sistemammo la radio che era composta da 2 grosse scatole metalliche
e altre 3 un po' più piccole, nel primo scompartimento fissammo nel settore posteriore un grosso generatore con relativi canestri di carburante per far funzionare l'impianto. Oltre a questi avevamo installato una piccola officina con tutto l'occorrente in caso di necessità. Una cosa molto importante per il buon funzionamento della radio era l'antenna che, seguendo i consigli dell'esperto, doveva essere alta: in poche parole, più l'antenna era alta più il raggio d'azione delle onde si allargava. Avevamo già fatto esperienza con l'altra radio e sapevamo che nelle nostre condizioni non si poteva usufruire di una grossa antenna, anche perché comportava l'ingombro di tutto il portapacchi superiore del mezzo, con l'impasse che era troppo vistoso e poteva dar nell'occhio (cosa che noi non potevamo permetterci). Questo problema fu risolto quando ci venne detto che l'antenna poteva essere semplicemente un filo elettrico innalzato; acquistammo dei palloni di gomma che gonfiati con l'elio salivano altissimi portando in alto il filo. Arrivammo ad agosto e finalmente riuscimmo a fare il II congresso del Veneto Serenissimo Governo. Fu molto rilevante perché fu fatto con molta serietà e partecipazione di tutti noi.
Per noi era una di quelle poche ma importantissime tappe per cui avevamo lavorato tanto. Fu proclamata l'indipendenza della Veneta Repubblica, ed a ognuno di noi venne dato un ruolo. Fu ufficialmente riconfermato il ruolo di Presidente a
Luigi Faccia, membri anziani Flavio e Gilberto, per poi arrivare al resto del Governo formato da Herti, Fausto, Andrea ed io. Fu una giornata molto importante soprattutto dal punto di vista spirituale, perché ci autocaricava in maniera profonda e ci aiutò a continuare negli nostri sforzi quotidiani fino ad arrivare al 1997. Sapevamo che da quel giorno in poi le cose per noi e per il Veneto sarebbero cambiate e noi avevamo la responsabilità di portarle nel binario giusto, verso l'autodeterminazione. Nel frattempo la nostra propaganda di volantinaggio continuava freneticamente, sempre con il rischio che ci beccassero e risalissero a noi ed ai nostri mezzi. Da qualche tempo avevamo conosciuto Segato: un personaggio alquanto singolare, perché conduceva la sua vita cercando di vendere libretti fatti da lui su cui c'erano degli scritti di storia veneta. Fu proprio tramite uno di questi libretti che ci mettemmo in contatto con lui e con passare del tempo cominciò a frequentarci. Inizialmente eravamo un po' scettici sulla sua fede nei nostri confronti, perché sapevamo che aveva degli amici che in passato avevano presentato delle liste con dei pseudo partiti Venetisti (con quella gente era ormai certo che non si riusciva a togliere un ragno dal buco). Comunque col passare del tempo, avendo ormai assoluto bisogno di personale, cominciammo a informarlo dei nostri piani e vedendo lui abbastanza interessato gli affidammo alcuni incarichi di stesura dei nostri volantini. Intanto il lavoro per l'installazione della radio era ormai terminato e non rimaneva che cominciare le trasmissioni, prima di ciò, comunque, dovevamo cercare i posti adatti per trasmettere ed anche delle basi per poter parcheggiare il camper una volta dopo aver trasmesso. Il lavoro operativo che riguardava la radio lo svolgemmo soprattutto noi giovani del gruppo, e devo dire che non fu del tutto semplice perché ci fu una marea di lavoro per trovare gli spazi aperti lontani dalle case. Dopo migliaia di chilometri di sopralluoghi, ci eravamo fatti una grossa opinione del territorio Veneto: a parte la bassa veronese ed alcune zone del Padovano e del Veneziano non esistono più spazi verdi, tutto il territorio sembra un grosso paese senza distinzione tra città e campagna, ci sono centinaia di discariche e l'urbanizzazione forzata ha distrutto tutto il territorio originale. Comunque riuscimmo a trovare 5-6 posizioni dove si poteva operare e degli amici che poco lontano ci assicuravano il posto per parcheggiare il camper dopo le trasmissioni, in modo da poter tornare a casa in tranquillità. (7- continua)