VirusSerenissimi
il Testimone

 
C'era una volta 3...Storia di un Serenissimo che scalò San Marco
 
di Luca Peroni, terza parte
 
Verso la fine del 1993 pensavamo che le cose si mettessero bene perché attorno al Veneto Serenissimo Governo c'erano parecchie persone disposte ad aiutare la Causa. Purtroppo col passare dei mesi e soprattutto dopo che avevamo esposto in maniera chiara il nostro problema principale, cioè i finanziamenti, tutti i simpatizzanti si dileguavano: con la scusa che il nostro progetto era troppo ambizioso, non fattibile e chi invece semplicemente per seguire la marea della moda, ossia la Lega Nord. Mi ricordo una sera, mentre discutevamo sul problema di come renderci maggiormente visibili, un nostro amico ci disse che con pochi soldi si potevano fare delle mongolfiere di carta. Lo scopo era quello di farle passare sopra a qualche paese con un carico di volantini da far cadere. Noi prendemmo la proposta sul serio e cominciammo la fabbricazione di alcune di queste: erano veramente economiche e bastava anche poco tempo per costruirle, il problema stava tutto sul carico, e cioè sulla quantità di volantini che potevano portare. Eravamo arrivati a caricare un pacchetto consistente e sembrava che la cosa funzionasse a meraviglia: erano delle vere e proprie mini mongolfiere che con un piccolo meccanismo di combustione fatto da un cestino di metallo con cotone ed alcool si autogonfiava e saliva; arrivata a destinazione entrava in azione un altro meccanismo che faceva cadere i volantini. Dopo il primo lancio di prova sembrava che tutto funzionasse, ma nel secondo lancio tutto andò a rotoli a causa di un po’ di vento in più. Decidemmo di abbandonare tutto il piano, e con il morale a terra prendemmo le auto e tornammo a casa. Io come al solito ero in macchina con Luigi e Andrea, e tornando a casa non sapevamo più cosa dire o pensare quando a un certo punto Luigi ci disse: "Non scoraggiatevi, ho la soluzione per i nostri problemi!", noi lo guardammo un po’ increduli. E lui continuò: "lunedì parlerò con un mio caro amico, e con lui troverò il sistema per comprare un elicottero". Eravamo abituati alle idee del Presidente, ma questa volta ci aveva presi proprio alla sprovvista e quasi non credevamo alle sue parole. Questa idea andò poi accantonata per un po’ di tempo, perché fra tutte le cose che il Veneto Serenissimo Governo possedeva era rispuntato un vecchio apparato radio, e dedicammo anima e corpo per farlo funzionare. Avevamo speso parecchi soldi per farlo revisionare e potenziare; arrivò il giorno in cui lo portammo a casa, però ci accorgemmo che per far funzionare tutto l'apparato e portarlo in giro per il Veneto per far sentire la nostra voce c'era bisogno di un furgoncino o qualcosa di simile. Cominciammo a girare le concessionarie per vedere se c'era ciò che ci occorreva per essere autosufficienti e sicuri di non avere intoppi, finché Luigi trovò un fuoristrada. Con l'aiuto di un amico che se lo intestò sganciammo un po’ di soldi a testa e lo portammo a casa per qualche fine settimana. Abbandonammo i lavori di finitura sui tanki e ci dedicammo a costruire una piccola centrale, modificando quasi del tutto la macchina. Per finire il tutto acquistammo una piramide per alzare l'antenna radio da installare sul tetto della vettura, acquistammo poi un generatore per dare corrente all'apparato. Uno dei più grossi problemi con cui dovevamo convivere per tutto il tempo era che mentre eravamo operativi (sia con la radio, sia con i vari volantini che periodicamente stampavamo) non dovevamo farci intercettare dalle forze dell'ordine, in questo caso c'era la possibilità che gli stessi venissero a perquisire le case e così trovassero i tanki a casa di Flavio. In questo caso tutti i nostri sogni sarebbero svaniti perché potevano accusarci di essere delle persone violente, e che potessimo adoperare i tanki per azioni terroristiche. Per essere tranquilli verso questo problema avevamo comperato delle radio trasmittenti, ed ogni volta che ci spostavamo con l'apparato radio con 2 o 3 vetture facevamo la scorta del mezzo. (Storia di un Veneto patriota 3- continua)