VirusSerenissimi

il Testimone
 
C'era una volta...Storia di un Serenissimo che scalò San Marco
 
di Luca Peroni 
 
seconda puntata
 
Le mie perplessità erano molte e soprattutto non riuscivo a capire in che maniera concreta potevamo fare qualcosa per la Causa, perché con le riunioni che facevamo, si rimaneva abbastanza anonimi e non si riusciva ad aprire un dibattito con la gran parte dei Veneti. Luigi Faccia, una sera, mentre discutevamo su questo problema, mi disse che la soluzione per far breccia sull'opinione pubblica esisteva e mi chiese di seguirlo in garage; io andai con lui e d'improvviso mi ritrovai davanti i famosi tanki. Non avevo parole e a dire la verità, non sapevo neanche a che cosa potessero servire. Per le loro dimensioni pensai che potessero essere usati per azioni violente, o quanto meno a causare danni a persone; chiesi stupito spiegazioni al Presidente, lui mi rispose che assolutamente non servivano per nessun scopo violento, ma soltanto dimostrativo dato che il Veneto Serenissimo Governo non avrebbe mai fatto del male a nessuno; anche perché c'era una gloriosissima storia fatta di infiniti eroismi da non macchiare con atti di terrorismo. Io dissi che se così stavano le cose, poteva contare concretamente su di me. a quella sera cominciai a lavorare insieme agli altri al perfezionamento dei mezzi, allo stesso tempo partecipai alle riunioni di Governo per discutere le varie problematiche tra cui: i modi per finanziarci (dato che era una delle lacune maggiori), e per farci conoscere. Col passare dei mesi conobbi sempre meglio tutti gli altri e dopo qualche tempo che militavo nel Veneto Serenissimo Governo mi accorgevo sempre più della giustezza della mia scelta. Passava il tempo ma i finanziamenti a nostra disposizione erano sempre gli stessi: cioè la maggior parte dei nostri stipendi (e la faccenda si faceva sempre più pesante, soprattutto perché eravamo arrivati a sacrificare i nostri risparmi ed a vivere alla giornata). Oltretutto le persone che intervenivano alle riunioni allargate, visto che noi domandavamo l'impegno concreto, ci voltavano le spalle per seguire, il più delle volte, le promesse fasulle della Lega Nord, che nel frattempo era diventata una potenza politica. Noi continuavamo a testa bassa per la nostra strada.
Il Veneto Serenissimo Governo decise di stampare degli adesivi da applicare sui cartelli stradali dei paesi: in questo periodo si lavorava anche quasi tutta la notte per raggiungere un obbiettivo concreto; anche se questi raggiunsero lo scopo, di lì a poco furono o tolti o cancellati, così il lavoro fatto fu quasi inutile; inoltre sapevamo con certezza che la maggior parte degli adesivi tolti erano per mano di chi in teoria doveva appoggiarci: i leghisti. I tanki ormai erano quasi pronti, ci prefissavamo di poter entrare in azione per l'inverno, ma come tutti gli inverni passati o ci mancavano le persone per poter confezionare una valida azione dimostrativa, o i soldi per poter comprare tutto il necessario. Arrivavamo puntualmente a fine anno e come sempre ci prendeva la disperazione, per non avere raggiunto l'obbiettivo e perché sapevamo che bisognava aspettare un altro anno di duro lavoro. Per fortuna c'era Luigi, che in ogni situazione sapeva trasmetterci la forza per continuare a lottare sia moralmente che fisicamente. In questo periodo la mia ragazza, Lorena, fu per me un valido sostegno morale e materiale: essendo ormai inseparabili, sopportavamo insieme tutte le privazioni che la Causa imponeva.
(2- continua)