VirusSerenissimi
il Testimone
C'era una volta...10
Storia di un Serenissimo che scalò San Marco
Storia di un Veneto Patriota
di
Luca Peroni, decima parte
Finalmente, con l'inizio del
1997, arrivò anche lo strumento per le interferenze in RAI ed
in poco tempo eravamo pronti per provarlo. Avevamo deciso di andare, di
domenica, in qualche grosso paese della zona, quando
lo strumento entrava in funzione; 3 o 4
di noi entravano in alcuni bar provvisti di televisione, e chiedevano di poter
vedere la trasmissione sportiva della domenica sulla RAI, dopo di che si
aspettava di sentire l'interferenza causata dalla musica che
noi mandavamo. La prima interferenza che
producemmo non diede grossi risultati in termini di distanza coperta, però ci
rese molto fiduciosi perché almeno fin dove arrivava, la musica si sentiva
chiaramente.
Tornando a casa eravamo contenti perché
Herthy ci disse che c'erano dei grossi margini di progresso e
che in poco tempo avremmo ottenuto buoni risultati.
Nel frattempo
arrivò Febbraio ed eravamo pronti per l'operazione dello spostamento di
mezzi e materiale.
Ricordo che fummo impegnati per più di 3 giorni: era una
vera corsa contro il tempo a cui assolutamente non dovevamo arrivare in ritardo.
Per ben 2 giorni caricammo le nostre cose nel cassone
del camion che alla fine risultò stracolmo; eravamo arrivati al sabato sera e
dovevamo svolgere il lavoro più delicato: caricare i tanki sul
rimorchio. Fu una faticata perché per non farsi scoprire dal vicinato
dovevamo fare l'operazione in piena notte, facendo il minor rumore possibile.
Eravamo intralciati anche dal terreno
fangoso, per le piogge dei giorni prima, e faticammo non poco per allineare il
tanko al rimorchio.
Arrivati a questo punto
eravamo tutti occupati per dar indicazioni al conducente del tanko,
perché le ruote dello stesso erano quasi più larghe delle pedane del rimorchio
quindi si temeva un probabile ribaltamento del mezzo.
Dopo parecchi
tentativi andati a vuoto, il terreno si era sfondato di parecchi centimetri ed
il tanko non era più in grado di salire lentamente perché ad ogni prova si
bloccava con le ruote che slittavano. A quel punto era ormai notte ed i nostri
nervi erano
a pezzi: c'era chi voleva provare a
lanciare il tanko di corsa rischiando di non riuscire a salire correttamente
sulle rampe, chi voleva riprovare ancora col metodo di prima ecc. Decidemmo con
un compromesso fra tutti noi, coprire i mezzi con un grosso telone e tornare la
mattina presto, la domenica, per
riprovare l'operazione.
Tornammo a casa a dormire un paio d'ore per tornare
giù all'alba e riprovare un po' assonnati ma sicuri di farcela.
Ci accorgemmo subito che
con la luce del giorno i nostri problemi più grossi sarebbero stati superati.
Infatti, con nostra grande meraviglia, al primo tentativo, il conducente del
tanko riuscì senza grosse difficoltà a farlo salire perfettamente.
Per ingannare lo sguardo di presunti
passanti cominciammo l'opera di mimetizzazione del mezzo attraverso vari teloni
che modificarono la forma in maniera non sospetta, eravamo pronti oramai per
l'operazione più delicata e cioè il trasporto.
(10 -
continua)