Da Machiavelli a Manhattan l'altra sera
 
di Marina Salvadore
 
C'era una volta il Principe di Machiavelli, surrogato di cinismo e perfidia ma pur sempre galateo per il "buon governo" e c'erano i codici militari e c'era l'onore delle armi. La guerra era una questione per "guerrieri", per chi faceva dell'arme  il proprio mestiere. Ci fu anche un tempo, molto prima della Rivoluzione Francese, in cui l'arme e l'onore erano questione prettamente cavalleresca, ancora oggi di persona galante è in uso di questi dirsi "cavaliere". Poi, vennero nuovi armamenti. Poi venne il tempo del "Terrore" che Storia via Storia sconfinò nel conclamato Terrorismo. Non occorre andare molto indietro nel tempo per rintracciare in molti Padri di Patrie sulla Terra ex banditi, negrieri, pazzi e autentici delinquenti e spesso interi Paesi di tradizionale Civiltà han visto cambiare musica e direzione d'orchestra in virtù d'un colpo di stato o di un bagno nel proprio stesso sangue, annientati dalla loro stessa progenie, della stessa stirpe. A fomentare gli scempi, nell'intervallo di guerre e conflitti tra il periodo del Terrore e quello odierno dell'Orrore, il percorso che va dall'onore al disonore delle armi, si è amplificato anche il senso relativo al concetto di Razzismo, trasponendolo in Integralismo.
Morti "inutili"? Tutt'altro! Morti 'provvidenziali' che si misurano per peso specifico: un cadavere yankee ha più peso di un cadavere sudafricano, un morto israeliano è più importante di uno palestinese, e quale migliore strategia di un atto terroristico, dove con un colpo solo, come al gioco dello Shangai, si riesce a far fuori la gamma dei colori più ambiti?
Mi chiedo quale sia per questi burattinai del mondo l'acme del piacere a strage avvenuta, ad olocausto
o apocalisse compiuta ed in quale bar della loro disumana esistenza si ritroveranno, per festeggiare il loro disonore di uomini. 
Che sia rosso o bianco, giallo o nero, l'Uomo ha perso se stesso e identità. Con le sempre più raffinate tecniche di terrore studiate in un'apoteosi di suprema fantasia malata, nel delirio di onnipotenza e nell'ottundimento totale di ogni senso di umanità. Ed evitiamo di dare a queste carneficine l'imprimatur religioso: non chiamiamole Guerre Sante, Lotte di Fede, finiamola di mescolare il Sacro con il Profano: chi opera in tal senso, in ogni Paese d'Occidente o d'Oriente, ha un unico
Dio ed un solo Grande Architetto, il Denaro, un unico Sacramento, il Potere ed un solo Credo, la Menzogna!
Di fronte all'impazzare di questa vigliaccheria crudele non v'è più nemmeno il balsamo di una speranza, di un sogno che ci riporti nella nostra condizione umana, perché la nostra fede nell'Uomo è morta in quel campo di Sabra e Chatila, è morta in Algeria, è morta in Irlanda, è morta nell'Africa nera, è morta in Sudafrica, è morta definitivamente a Manhattan
l'altra sera.
Risorgerà dalle proprie ceneri, come l'Araba Fenice, l'Uomo?
E questo Pianeta ci sopporterà ancora o preferirà a noi le tigri, gli squali e tutti i rospi che gli abbiam fatto ingoiare? marina.di.partenos@libero.it