De Justitia 5: Cavaliere-Europa tre a zero e palla in campo
 
di Fausto Cerulli
 
Colmo dell'ingiustizia: sulla giustizia il Cavaliere batte l'Europa per tre a zero. Strillando come oche del Campidoglio
i mai convinti alla sconfitta, avevano fatto del mandato di cattura all'europea il loro vessillo;e gira gira ensavano di avere incastrato il buon Berlusca, accusato di fare i propri affari a costo di ridurre questa italia culla della giustizia a suo sarcofago;
poi sono arrivati i primi dubbi: quel vassallo di Vassalli, che a parte il socialismo, è un buon giurista, ha provato a dire quello
che dicevano i vassalli del giure di Berlusca: e cioè che quel mandato all'europea, era tutto un casino giudiziario, quasi una bufala. Piano piano, senza farsi troppo notare, altri giuristi hanno sparato a zero sul mandato, scoprendone l'assoluta antigiuridicità: che per scoprirla bastava aver studiato al primo anno di Legge.
Uno a zero e palla in campo.
Sembrava che l'Europa avesse messo l'Italia fuori legge, e l'arbitro dell'Ulivo pronto a fischiare il rigore: poi Berlusca incontra qualche europeo che conta, e fa un accordo che neppure Andreotti ai tempi d'oro.
Col che siamo due a zero e palla in campo.
Quando tutti hanno capito che il Berlusca stava vincendo la partita, i più scaltriti hanno cercato di cambiar maglia, e si sono tesserati alle tesi del giure berlusconiano: come si poteva capire da lontano, gli ulivisti hanno cominciato a litigare tra loro;
solita storia: quando non puoi litigarti la vittoria, ti metti a litigare la sconfitta.
E siamo, per adesso, a tre a zero.
Ma non mancheranno i tempi supplementari.
A nemico che fugge ponti d'oro; ma a un nemico che non esiste, quali ponti?
Con un'opposizione come questa, sarei capace anch'io di governare.
A questo punto Berlusconi ha solo un nemico, la sua ombra, e può contare, per far finta che esiste una dialettica,
solo sui castelli di Castelli.