"IL CASO ITALIA, QUELLA PESTE DEL DIRITTO CHE
SI AGGIRA PER L'EUROPA"
di Vittorio Pezzuto da L'Opinione del 15 ottobre 2003
A Filippo Mancuso, ex Guardasigilli, sono andati gli applausi maggiori, ha parlato di giustizia "peste italiana"
In un convegno la preoccupante analisi dei Radicali sullo stato della democrazia e della giustizia in Italia

"La sfida del tempo presente - in ogni parte del mondo - è quella della e per la democrazia, bene di cui la maggior parte degli abitanti del pianeta è costretta a ignorarne l'esistenza, prima ancora che il possibile funzionamento. Per questo riteniamo che si debba operare per la nascita di una Organizzazione Mondiale della Democrazia che rilanci e riproponga per tutti il modello della libertà individuale, della democrazia, dello Stato di diritto. E' nostra convinzione che anche nel mondo occidentale la legalità
e la democrazia non siano mai da considerare come acquisizione definitive ma che sia continuamente necessario monitorare il rispetto dei diritti e delle libertà su cui uno Stato di diritto e una democrazia liberale dovrebbero fondarsi. E' urgente iniziare a porre mano a quella che deve divenire un'incessante, umile e puntuale opera di monitoraggio della vita effettiva delle istituzioni rispetto a ciò che le Costituzioni e le leggi prescrivono. Il caso dell'Italia - paese occidentale di grande rilievo politico ed economico, che siede rispettato nei maggiori consessi internazionali - è in questo senso  emblematico. Siamo in assoluto il Paese più condannato per violazioni dei diritti umani dalla Corte europea di Strasburgo, con un record ormai largamente superiore a una condanna al giorno. E in numerose e gravi circostanze la riduzione del diritto formalmente vigente a puro e semplice richiamo di valore ordinatorio appare ben più di un rischio, ponendo le stesse istituzioni della Repubblica nella condizione tecnica di realtà che vivono 'fuori legge, cioè al di fuori del perimetro della legalità". E' con queste parole che Daniele Capezzone ha aperto nella sede del Partito Radicale il convegno sul caso Italia. La denuncia dei Radicali si articola in 5 dettagliati dossier sul mancato plenum della Consulta e della Camera dei deputati, sulla negazione al diritto costituzionale al referendum, sulla giustizia, sul carcere e sulla negazione al diritto all'informazione. Documenti allarmanti nella loro puntualità e condivisi da un nutrito gruppo di autorevoli giuristi. In collegamento telefonico da Parigi, Giovanni Battista Ferri (ordinario di diritto civile alla Sapienza di Roma) ha deplorato l'intasamento delle aule che da anni impedisce a decine di migliaia di cittadini di ottenere giustizia in tempi ragionevoli.
"Manca una norma che eviti il protrarsi di processi manifestamente infondati e non aiuta il modo in cui vengono redatte le leggi". Critico con la logica dei maxi-concorsi per l'ingresso in magistratura, ha proposto che i candidati vengano almeno costretti a mandare a memoria 'La colonna infame' di Alessandro Manzoni, "laddove si racconta come i giudici preferissero estorcere confessioni piuttosto che cercare la realtà". Per Giuseppe Di Federico, autorevole membro del Csm, la reiterata condanna internazionale del nostro Paese conferma in qual misura il cittadino italiano sia pericolosamente esposto alla denegata giustizia.
"Il Pm è totalmente irresponsabile e latita la stessa professionalità dei giudici. Garantiti nella loro carriera per anzianità molti decidono di darsi nel frattempo alla politica o a lucrosi incarichi extra-giudiziari. A questo si aggiunga che la corporazione considera quello dell'indipendenza come un valore assoluto e non invece strumentale. In queste condizioni vengono meno le condizioni per l'imparzialità del magistrato. Non deve quindi sorprendere se oggi il processo penale di per sé sia già una grave condanna per il malcapitato di turno". Attila Tanzi, ordinario di diritto internazione all'Università di Verona, ha ricordato come sulla carta il nostro sistema giuridico si presenti perfetto. "E' la realtà italiana che non lo è affatto: per questo condivido i contenuti seri e scientificamente apprezzabili dell'analisi radicale. E se la politica governativa e quella parlamentare si rivelano del tutto inadeguate, non resta che mobilitare la società civile. Nelle prossime settimane studieremo le modalità più idonee per un eventuale utilizzo del vostro dossier a livello internazionale con l'obiettivo di attivare un monitoraggio internazionale delle elezioni e della democrazia italiane". Per Francesco Rotunno, presidente dell'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati), tra i tanti problemi della giustizia vi è anche quello della selezione e dell'aggiornamento professionale della magistratura onoraria (che comprende i giudici di pace). Così come va riformato il rapporto tra il processo penale e i mezzi di comunicazione: titoloni in prima pagina al momento dell'arresto, piccoli trafiletti in ventiduesima pagina in caso di assoluzione. "Per legge l'informazione di garanzia va recapitata con raccomandata in plico chiuso. Come mai allora la Corte costituzionale ritiene invece che sia possibile darne notizia una volta che questa è pervenuta al destinantario?". Il presidente dell'Unione camere penali Ettore Randazzo - che insieme ai Radicali promosse il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati ("Ricordate? Berlusconi alla vigilia del voto invitò a non andare alle urne, tanto ci avrebbe pensato lui.") - ha invece sottolineato come i principi costituzionali del giusto processo siano solo "una medaglia di latta: a tutt'oggi manca una loro compiuta traduzione nel codice di procedura penale".
A Filippo Mancuso sono andati gli applausi maggiori, l'ex Guardasigilli ha parlato di "peste italiana" e ha ironizzato ("Esprimo tutto il mio compatimento") sulla relazione con cui il Procuratore Generale della Cassazione Francesco Favara ha aperto solennemente l'anno giudiziario: "Un torbido luogo comune accolto con vile compiacenza. Questa valutazione statistica dell'attività giudiziaria la sento purtroppo ogni giorno anche in Parlamento: tra garanzia dei diritti e speditezza dei processi prevale sempre quest'ultima istanza, anche se comporta la macelleria dei diritti delle persone". Protagonista insieme a Marco Pannella della battaglia contro il Quirinale affinché al Presidente della Repubblica sia riconsegnato l'esclusivo potere costituzionale della concessione della grazia, Mancuso ha stigmatizzato l'assenza del ministro della Giustizia Roberto Castelli in occasione del dibattito sulla legge sul ricorso penale in Corte di Cassazione: "Il fatto grave non è consistito nella somma criticabilità della norma approvata ma piuttosto nel fatto che ad assistere a questo scempio sia stato mandato - in rappresentanza del governo proponente - un cireneo sottosegretario alla Pubblica Istruzione". Dopo aver criticato il disegno di legge-delega sulla riforma dell'ordinamento giudiziario ("Il governo sbaglia a ingaggiare un corpo a corpo contro la magistratura: ha una visione vendicativa che finisce per dare ragione a chi aveva torto"), il giurista si è scagliato contro la "consorteria giudiziaria che non risponde più delle azioni compiute fuori dall'esercizio delle sue funzioni. Per un cittadino normale è ormai impossibile vincere anche solo una causa di condominio contro un magistrato in veste di privato". Anche questo è il caso Italia. Fonte:
http://www.radicali.it

Perchè la protesta di Olga Babenko davanti al Ministero della Giustizia

From: "VirusilGiornale" To: affariregionalipgalazzochigi>, <affariregionali>, <ministrogiustizia>, <sen.robertocastelli> simonettigiustizia
Olga Babenko, mia moglie, ha attivato una protesta davanti al Ministero di Grazia e Giustizia a Roma. Ciò e scaturito da una serie di persecuzioni ai danni della nosta famiglia sin dal 2002. Di rientro da una trasferta di lavoro con mia moglie e i miei 2 figli Andres 11 anni e Valentina 5, abbiamo trovato la porta di casa (vi abitavo dal 1988) con la serratura sostituita. Rispettoso delle leggi, mi sono recato presso il Comando dei Carabinieri del paese ma inutilmente. Il giorno seguente mi sono rivolto alla Polizia di Stato facendo una regolare denuncia, ma anche ciò fu inutile. Nel frattempo, attivate indagini personali, scoprii che il proprietario della casa dove abitavamo era fallito già da diversi anni e che il nuovo proprietario, a nostra insaputa, era diventato il Demanio.
Quindi avevamo a che fare con un'esproprio dovuto a debiti del proprietario!! Ma perchè non aveva provveduto nessuno ad avvertirci??? In sintesi ci siamo trovati in mezzo a una strada nel vero senso della parola, prima una pensione, poi un'appartamento turistico a costo altissimo, poi problemi nel ricominciare il lavoro: praticamente un disastro. Che fare allora?
Rivolgersi al Sindaco del Comune di residenza Sig.Traversone Giorgio poteva essere una soluzione. Il giorno seguente mi recai a Sesta Godano (Spezia) e fui ricevuto dal Sindaco che mi consigliò di andare dall'Assistente Sociale Sig.ina Silvia Miano, la quale mi indicò un'agenzia immobiliare dove con “solo” 5 mesi d'affitto (3 di cauzione, uno corrente, uno all'agenzia) mi avvrebbero affittato un appartamento. Presi dalla disperazione chiedemmo aiuto alla Caritas di Chiavari che decise di ospitare, stranamente, solo mia moglie e i bambini nel Centro Benedetto Acquarone. Io potevo arrangiarmi perchè essendo Agosto la spiaggia poteva andar bene, mi dissero, ed infatti vi dormii 2 mesi. In seguito mia moglie fù molestata in questo Istituto, e così dovette denunciare il responsabile del reparto ed un operatore. La denuncia fece inasprire i rapporti e rafforzò i contatti fra Assistenti Sociali dell'Istituto e del Comune. In breve tempo fecero una segnalazione al Tribunale dei Minori, contenente falsità incredibili (ad esempio che il papà non era presente sia economicamente che come figura paterna), e ne scaturì un provvedimento di 3 righe senza alcun contenuto circa il mantenimento dei rapporti famigliari (in barba alla Convenzione Internazionale dei Diritti del fanciullo ratificata in Italia nel 1991) che doveva collocare i miei figli in un qualche Istituto.
Non ci fu nulla da fare, presero i bambini strappandoli dalle braccia di mia moglie, dopo che tentammo di ricevere assistenza e aiuto dalla Svizzera, chiedendo asilo politico. Perdemmo le tracce dei bambini per ben 2 mesi, ci fu negata la possibilità di avere loro notizie, l'assistente sociale ci disse di dimenticarli, e così iniziammo le proteste che portarono mia moglie ad incatenarsi davanti al Tribunale dei minori di Genova per circa 2 settimane. Ottenemmo un nuovo provvedimento che collocava mia moglie insieme ai bambini in un'altro Istituto, ma al momento di attivarlo l'assistente sociale negò la sua collaborazione e ci costrinse a denunciarla nuovamente. Per riabbracciare i nostri figli siamo stati costretti a chiedere l'intervento dell'Ambasciatore dell'Estonia,
in quanto cittadini di quello Stato. Così, in una domenica, vidi partire la mia famiglia forzatamente, ma con la speranza di rivederla al più presto. Mia moglie non sopporta ancor oggi questa grave ingiustizia, soprattutto vorrebbe riavere ciò che ci è stato tolto senza una ragione (casa, mobili, vestiti, unità famigliare), insomma quei diritti umani per cui ognuno lotterebbe. Ed è per questo che è ritornata con un pulmann, dopo 3 giorni di viaggio, è scesa a Roma con la convinzione e la decisione di ottenere giustizia. Sono disperato pensando a lei che ora è lì, davanti al Ministero, con i suoi cartelli che giustificano la sua azione ma forse vengono derisi... Il giorno prima, 16 Ottobre, era il nostro anniversario. Ancora divisi ma insieme...
Ciao Olga... ti voglio bene. - Antonio Mercier e Olga Babenko Tel. 340-2741271
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Cara redazione di Virus, Non sò come ringraziarti Virus per l'inoltro che hai fatto ai vari Ministri preposti, io non possedevo questi indirizzi e non sò ancora utilizzare bene la posta elettronica, ma ho dovuto imparare per poter divulgare tutte le notizie riguardanti il mio caso e quello di altri genitori. Spero di rimanere in contatto con te, sono così pochi coloro che mi stanno aiutando anche solo moralmente. Si è fatta viva la Rai....servirà?? Ciao e molte grazie.... Antonio e famiglia