"La vita è bella"? Un rosolio
fatto in casa
di Rick Casablanca
Da sempre siamo grati a Woody Allen (e al regista Herbert Ross,
purtroppo defunto recentemente) per averci permesso di confessare apertamente
il nostro amore per il film "Casablanca".
Con "Provaci ancora
Sam" (sua è la commedia mentre la regia è di Ross) Allen ha svelato che in tanti nutrivamo una passione segreta
per un brutto film che è diventato un cult movie. Adesso vogliamo ringraziare
il direttore del Mondo, Gianni Gambarotta,
il quale ha scritto sul Foglio che il film "La vita è bella" di Roberto Benigni non
gli è piaciuto. Anzi, Gambarotta è stato convinto
ad aderire alla manifestazione pro Usa
del 10 novembre proprio dopo aver rivisto in tv quel film "melenso, dolciastro, un rosolio fatto in casa". A noi Benigni non piace. "La vita è bella" ci è sembrato
sopravvalutato, incomprensibilmente premiato con un Oscar. Poi, ci sono altri
aspetti segnalati da Gambarotta. Se un regista non venerato dalla sinistra
si fosse permesso di fare la caricatura dell'Olocausto lo avrebbero fatto nero.
Invece, a coloro che hanno la patente
tutto è consentito.
Si veda il caso di Nanni Moretti, che sembra il nuovo
Fellini del cinema italiano.
Chi scrive non ha visto "La stanza del figlio": sarà punito?