De reclusione 4. Sbirri no. Operatori penitenziari
 
di Fausto Cerulli 
 
Già, gli avvocati: fanno parte della galera, i penalisti, e anche quando sono in buona fede sono amici del direttore e degli sbirri (pardon: operatori penitenziari), e se un detenuto gli racconta che l'hanno picchiato l'avvocato gli dice di non cercar rogne, perchè tanto non lo può dimostrare e magari lo massacrano; e quando esce, con la borsa piena di pensieri di soldi, fa un'inchino agli sbirri e gli sbirri fanno un inchino a lui; si chiama Istituzione ed è un balletto. Io faccio l'avvocato, massacrarono in carcere uno slavo, riuscii a trovare un piemme che ci credette, gli sbirri finirono sotto processo: e furono assolti, anche perchè l'unico detenuto disposto a testimoniare sul massacro ebbe ad evadere un mese prima del processo: sul Mainifesto scrissero che lo avevano fatto evadere. (Per inciso, mia moglie che insegnava in quel carcere fu elegantemente sbattuta fuori, così imparo). Questa è L'Istituzione e i miei colleghi, che hanno giurato come me di difendere i deboli e gli ingiustiati, mi dicono con sufficienza chi te l'ha fatto fare. Mi è capitato un detenuto libanese che era stato operato ad una gamba e gli sporgeva un osso: gli chiesi spiegazioni e mi spiegò che il medico del carcere gli aveva spiegato che l'osso era d'avanzo...il medico del carcere era il fratello del medico che aveva operato il libanese. Questa è l'Istituzione, ed io che faccio l'avvocato sono un ingranaggio, una rotella: ma qualche volta sono una rotella impazzita: all'Istituzione non gliene può fregare di meno. L'Istituzione è una catena di montaggio, e sa come si espellono i trucioli, e come si aggiusta l'ingranaggio e come si ungono anche gli avvocati. - continua: con i giudici che vanno a visitare i carcerati, opera di misericordia numero x.