'De reclusione' 3. La galera
dei potenti
di Fausto
Cerulli
La galera non ha
nulla a scompartire con 'a livella' di totò. Macina solo il grano debole,
quello che fatica a stare al vento del successo, e si piega come le canne
di Deledda. Se hai la faccia come il culo ed il culo come la faccia
in genere sei un uomo politico e la galera è un argomento di cui parli nei
seminari e scuoti il capo. Ma che cazzo di mondo è questo, con queste galere
che aggalerano la plebe; quella plebe che ti elegge vomitando e che vomita
eleggendoti: e che conosce la disperazione, il lavoro frustrante, le umiliazioni
impostegli. Parlo di te, homo politicus.
Una legione di onorevoli vanno
a fare una delle non so quante opere di misericordia andando a visitare i carcerati;
insieme a don Gelmini e Califano, sadici
che gli piace vedere la gente dentro le celle. Qualcuno veramente fa eccezione;
la Majolo se scopre un'ingiustizia fa il diavolo a quattro, anzi faceva. anche
per questo i parlamentari l'hanno cacciata dal club. I
verdi vanno a far visita alle patrie galere, gli promettono che questo sistema
ha da finire, e che ci penseranno loro, che non pensano ad altro che a verdeggiare
in dollari riciclati. I rossi, che una volta- Gramsci insegna- erano di casa
in carcere, ora non hanno tempo da perdere: sono stati occupati a massacrare
il governo che era loro ed ora sono occupati a massacrare l'opposizione, sempre
loro. Il carcere, per loro, è roba da turchi, e da albanesi e marocchini; e
va bene che diamo il voto a tutti, ma questi pori fregni manco votano. Il grano
forte, quando tira aria di galera, si ammala che è una epidemia: e tutti quelli
che contano, quando un piemme ardisce di chiederli in galera, gli prende il
mal di cuore, si ricordano che avevano un tumore, e poi la moglie soffrirebbe
troppo, e i figli con che faccia vanno al Parini se babbo sta in galera. La
galera dei potenti, anche se un po' perdenti, si chiama arresti domiciliari.
Villa e piscina: non potrebbero telefonare, ma per fortuna c'è la e-mail.