De reclusione&elettroscioccati

Scorrerie delle squadrette? "Atti di autolesionismo"

di Fausto Cerulli

Se parli di carcere senza parlare del tribunale di sorveglianza, fai come chi parla dello zoo senza parlare dei guardiani dello zoo; il tribunale di sorveglianza è un pianeta che non si vede ad occhio nudo, ma che incide sulla gravitazione universale; non si capisce bene se deve sorvegliare. 1) l'applicazione delle pene; 2) il trattamento dei carcerati (brutta parola, ma non trovo di peggio); 3) il trattamento della psicopatologia dei carcerieri. Per non sbagliare, in genere non sorveglia proprio niente, fatta eccezione dello stipendio di tutta una sterminata trubù di psicologi graziati dalla legge Basaglia, di assistenti sociali che assistono e basta, di esperti in tutto perchè esperti in niente. non conosco le statistiche, ma saranno un centinaio di migliaia di persone che esistono perchè esiste la galera; la galera come business, dove chi conta meno sono le merci
(i carcerati, brutta parola, ma non trovo di meglio-peggio) Mi rendo conto di generalizzare; non è che tutti gli psicologi, gli assistenti sociali e gli esperti siano degli sprovveduti o dei rubastipendio: il fatto è che se lavorano seriamente, il meccanismo s'inceppa; la funzione del tribunale di sorveglianxa si regge proprio sulla disfunzione, e per far disfunzionare il meccanismo, occorrono operatori adeguati, e dunque inadeguati. Ne ho conosciuti, di operatori seri: hanno cambiato mestiere in quattro mesi o sono diventati feroci e sadofrustrati....al  Tribunale di sorveglianza non si rivolgono istanze, ma solo e sempre suppliche: i carcerati le chiamano le lettterine, e siano corte e succinte e parlino soltanto di scemenze: se a un carcerato gli venisse in mente di scrivere al Tribunale di sorveglianza che il direttore è un sadico, che qualche guardia picchia perchè la moglie gli ha cotto male il pollo, e che i medici del carcere sono come i sanitari dell'esercito: l'aspirina fa bene a tutto, e poi non si trova di meglio. (I medici del carcere, poi, conoscono soltanto una diagnosi, quando succede qualche scorreria delle squadrette: il detenuto ha compiuto atti di autolesionismo: un mio assistito era riuscito ad autoledersi quattto costole, ed a procuarrsi, per far dispetto ai guardiani, autoferite a sangue sulla schiena). Se sei mafioso, o comunque appartieni ad una associazione a delinquere degna di rispetto, il Tribunale di Sorveglianza si accorge di esistere: e le letterine dei boss diventano messaggi: chiedono di esere trasferiti? Nulla di più facile; hanno bosogno di un po' di coca: detto
e fatto. Quis custodiat custodes? Ho denunciato almeno quattro Tribunali di Sorveglianza: tutto è stato archiviato, ed un mio amico giudice mi ha detto che mi è andata bene: avrei potuto divenire un cliente del Tribunale di sorveglianza, un sorvegliato. Della serie che se dici matto ad un giudice matto, nella migliore delle ipotesi ti ricoverano; e poi ti fanno scegliere: se ritiri l'offesa, ti becchi solamente una denuncia; se insisti, vai a finire elettroscioccato o antipressivato. (continua?)