il
Comitato Nazionale per la Giustizia
Presidente
del Comitato Avvocato Giacomo Borrione - tel. 0755731188
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Il Comitato
nazionale per la giustizia nasce dall'esigenza di informare, in modo chiaro,
diretto e preciso, l'opinione pubblica sull'urgenza di una riforma giudiziaria.
Il Comitato non è solo un'associazione culturale e un'agenzia di stampa, ma
ha, in coerenza con il precipuo impegno informativo, carattere itinerante,
organizzando, ogni anno, una sorta di tour politico-culturale su tutto il
territorio nazionale, in forma di convegni, presentazioni, dibattiti, per
diffondere in maniera capillare la giusta attenzione verso la "questione giustizia".
Un sistema giudiziario classista al contrario, mirato all'accanimento contro
i "colletti bianchi" e al perdonismo verso la criminalità comune e comunista,
quella socialmente più pericolosa, un sistema comunque schizofrenico
(o oltremodo permissivo sino a reale
allarme sociale, o ingiusto e persecutorio) merita di essere meglio conosciuto,
analizzato e studiato, visto che rappresenta una spada di Damocle su tutti
i cittadini. Informare è il primo passaggio per l'individuazione delle soluzioni
legislative, partendo da un principio basilare: garantismo e civiltà giuridica
non sono sinonimi di permissivismo, bensì di Stato di Diritto, e possono coniugarsi
con il rigore e la certezza della pena. "Dura lex, sed lex" non può valere
solo per l'accusa, ma anche a favore dell'imputato, quando la legge, ad esempio
la Carta Costituzionale o la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, gli
siano di ausilio. Il Comitato, attraverso il dibattito ed il confronto, pubblicizzerà
via via soluzioni e proposte emerse dai convegni, per superare la serie di
strozzature, anacronismi, disfunzioni, che hanno determinato e determinano
sfiducia e preoccupazione nell'opinione pubblica. L'impegno del Comitato nazionale
per la giustizia, infatti, è, dopo aver individuato le patologie, di indicare
al Legislatore, con spirito costruttivo e collaborativo, gli itinerari capaci
di riportare l'Italia alla civiltà giuridica.
Giovanni Falcone, nel 1991, inquieto per la deriva
sociologistica e le semplificazioni sostanzialistiche, avendo, per giunta,
sperimentato anche sulla propria pelle la vocazione politicistica e politicante
di certi settori dell'ordine giudiziario, lanciò un grido d'allarme ed una
profezia ("l'Italia, pretesa culla del diritto, rischia di diventarne la tomba").
Falcone avrebbe potuto essere un ostacolo potente, autorevolissimo, forse
un muro insormontabile per la barbarie e l'epidemia giustizialiste, che, dopo
la strage di Capaci, ebbero campo libero.
Chi decise di eliminarlo, coscientemente o non,
favorì di fatto l'assalto violento, eversivo e ideologicamente mirato alle
istituzioni politiche repubblicane. In attesa delle annunciate commissioni
parlamentari d'inchiesta sull'archivio Mitrokhin e sulla gestione di Tangentopoli
- e non pochi nessi e collegamenti potrebbero essere scoperti tra i due fenomeni
-, il Comitato nazionale per la giustizia si farà carico di organizzare una
serie di seminari per l'inquadramento storiografico dei tristi e tetri anni
del giustizialismo, ripartendo anche dalla seguente ipotesi formulata da Vladimir
Bukovskij: "... documenti riguardanti il passato sconveniente del PCI uscirono
sulla stampa italiana verso la fine del 1991 e gli inizi del 1992.
Si cominciò persino a parlare della necessità di aprire un'indagine per verificare
eventuali violazioni delle norme fiscali.
Di colpo, come risvegliandosi da
un lungo sonno senza sogni, la magistratura italiana (dove negli ultimi anni
il PCI aveva attivamente piazzato i suoi uomini) scoprì una corruzione sbalorditiva
nel finanziamento di tutti i maggiori partiti politici italiani escluso, bene
inteso, il PCI. Il seguito della vicenda può essere in un certo senso paragonato
alle purghe di Stalin del 1937-1938, non tanto per le dimensioni, quanto per
lo stile... E l'Italia, un paese fino a quel giorno in piena fioritura, cominciò
a declinare: l'economia era sull'orlo del disastro, la lira si deprezzava,
l'apparato governativo era alla paralisi, la disoccupazione cresceva.
Chi, a questo punto, era chiamato
a salvare il paese, chi era degno di governarlo, chi altri se non quelli dalle
'mani pulite'?..."
(cfr. V. Bukovskij, Gli archivi segreti
di Mosca, Milano 1999).
Il Comitato, insieme ai contributi per le ricostruzioni
storiche, intende affrontare, fra le altre, le seguenti questioni:
1. Responsabilità penale e civile dei magistrati. Trasferimenti d'ufficio
per i magistrati dopo il settimo anno di servizio nella stessa città. Separazione
delle carriere.
2. Reintroduzione dell'immunità parlamentare, principio basilare dell'architettura
liberaldemocratica, nonché passaggio fondamentale per scongiurare rinnovate
tentazioni di usare lo strumento giudiziario con finalità politiche.
3. Soluzioni idonee a garantire, salvo casi eccezionali, una durata media
di
90 giorni dei processi, con la conseguente limitazione del periodo di custodia
cautelare in carcere.
4. Revisione del tribunale dei ministri, che attualmente svolge dapprima
funzioni di PM, quindi da giudice terzo.
5. Urgente sanatoria della barbarie, voluta ed imposta dalla maggioranza
precedente, della compresenza del "giusto" e dell'"ingiusto" processo, cosicché
tra gli imputati dello stesso reato, alcuni subiscono lesioni gravi al diritto
di difesa, altri godono i vantaggi della nuova normativa.
6. Revisione dell´art. 110 del Codice Penale al fine di ovviare alla surreale
fattispecie di reato giornalisticamente nota come "concorso esterno"
7. Restituzione alla polizia giudiziaria delle indagini preliminari.
8. Reato di opinione
9. Riforma della figura del PM, perché possa davvero impersonare lo Stato,
cioè, rappresentare gli interessi della comunità. Rafforzamento dell'organico
degli avvocati dello Stato.
10. La riforma del CSM, come premessa di un ritorno alla civiltà giuridica
ed al dettato costituzionale. Giovanni Falcone già nel maggio 1990 avvertiva:
"Il CSM è diventato, anziché organo di autogoverno e garante dell'autonomia
della magistratura, una struttura da cui il magistrato si deve guardare...
le correnti trasformate in cinghia di trasmissione della lotta politica".
Sul CSM il Comitato si ripromette un ampio lavoro di approfondimento:
a) analisi delle degenerazioni;
b) ricostruzione storica della mutazione anticostituzionale del CSM in una
sorta di vera e propria terza Camera;
c) proposte di riforma per il superamento del concetto stesso di autogoverno;
d) nuova legge elettorale.
11. Riforma della Corte Costituzionale.
12. Sollecitazione del pensiero giuridico sulla definizione, predisposizione
e attuazione della pena nel Terzo Millennio: superamento del carcere come
cassonetto generico, indistinto e universale, dove finiscono insieme soggetti
pericolosi e non, sani e malati, tossicodipendenti, disagiati mentali, etc.
etc. Affrontando il tema della pena e del carcere, si discuterà anche della
terribile eredità lasciataci dalla legge 180.
13. Il problema della rifondazione in Italia di un pensiero giuridico liberale,
di contro ai rigurgiti positivistici, autoritari e neocomunisti.
14. La questione delle esternazioni politicamente orientate ed eversive dei
magistrati, con la conseguente riformulazione dell'articolo 289 c.p. o la
creazione di nuovi articoli del codice penale, a garanzia degli equilibri
costituzionali tra i poteri dello Stato. 15. Il progetto di un tribunale di
saggi per una Norimberga culturale nei confronti del comunismo italiano e
di quanti, specie nelle Istituzioni e all'interno della magistratura, si siano
resi complici, quand'anche nella sola forma del "concorso esterno", di una
teoria e di una prassi contrarie ai diritti umani e dichiaratamente ostili
ai valori fondanti della civiltà Occidentale. Il tribunale dei saggi per la
Norimberga "rossa" servirà, fra l'altro, a porre la questione della incompatibilità,
presente, passata e futura, tra chi ricopra il ruolo di magistrato e la professione
di ideologie nazionalsocialiste e comuniste.
CONTATTA IL COMITATO NAZIONALE PER LA GIUSTIZIA
Avv. Giacomo Borrione, Presidente del
Comitato - tel. 0755731188
Il
Comitato sul piano tecnico giuridico si propone di affrontare gli argomenti elencati
nel suo sito