Qui la Signora delle Riforme e i suoi Appelli 'very very' Doc
E' possibile inviare gli appelli che seguono - Servizio redazione
Metti una sera Sofri al Costanzo show
Appello dei Blogger e Internet al Presidente della Repubblica
 
Maurizio Costanzo
,
ha dedicato il suo spazio ad una lunga intervista ad Adriano Sofri partecipatissima, anche da tanti giovani, ospiti del Costanzo show. Il dialogo tra Costanzo e Sofri verteva sulla grazia che Ciampi potrebbe concedergli. Grazia che il Presidente della Repubblica potrebbe, anche "Motu proprio", concedere a Sofri, -come ha fatto notare Maurizio Belpietro direttore de il Giornale- anch'egli ospite in studio. Il Governo, e la maggioranza dell'opposizione, per una volta sono d'accordo ma, a mio modesto parere di cittadina, quel che veramente più conta sui risultati dell'Appello è la bellissima esortazione che ha lanciato Costanzo ai suoi fedeli spettatori i cui contenuti suonavano così: "Carissimi, è auspicabile e c'è bisogno della vostra partecipazione di cittadini, fatevi sentire, partecipate alla richiesta a Ciampi della grazia per Sofri, ciascuno con i mezzi che ha a disposizione.
Ognuno di noi può dare il suo prezioso contributo, se ne è convinto, a concedere la libertà ad un prigioniero sulla cui grazia si sono già espressi favorevolmente tante donne ed uomini della società civile, della cultura, della politica". Concludeva Costanzo.
Ma, purtroppo, vige ancora tra le cittadinanze una certa dipendenza, una sorta di sudditanza inconscia, sul fidarsi e decidere azioni di partecipazione e mobilitazione civile, dipendenza e sudditanza che, però, spariscono, se le iniziative vengono "lanciate" da situazioni ufficiali, apparati partitici e politici, "nomi di grido", status simbol, grande stampa e media. 
Dopo i "Blogger", i siti e la grande agorà della democrazia in internet, la grande stampa si è mossa quasi compatta a favore della Grazia a Sofri, quindi essi hanno fatto un lavoro egregio nonostante il totale silenzio dell'informazione sul loro prezioso operato. Informazione che, diciamolo, mal sopporta internet, pur utilizzandola a piene mani, ma la teme ben sapendo che è 3 passi avanti nell'informare fedele alla realtà e meno manipolata da esigenze di parte.
Premiamo i "Blogger", i siti, i Giornali telematici e la grande agorà della democrazia in internet e usciamo dal silenzio.
Grazie per l'attenzione, Giuliana D'Olcese - nome e marchio depositati-reg.ne Camera di Commercio Roma
Inviamo l'appello sottostante, scritto da Christian Rocca, semplice, efficace, sintetico, aggiungendo 2 righe alla fine tipo
"Signor Presidente "Blogger", Giornali telematici, siti internet e società civile Le chiedono di graziare Sofri".
Con nome, cognome e indirizzo postale tradizionale. NO allegati. Riceverai un messaggio automatico sulle le regole di spedizione.
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VirusilGiornaleonline: "Siamo d'accordo affinché il presidente della Repubblica conceda la grazia ad Adriano Sofri".
Riportiamo l'appello, sperando che ci dia una mano anche tu. E' per una campagna di giustizia.
Al Presidente della Repubblica, presidenza.repubblica@quirinale.it
al Ministro di Grazia e Giustizia, segreteria.ministro@giustizia.it 
al Governo, ai Cittadini, Appello da Blogger, Giornali telematici e Società Civile per la grazia ad Adriano Sofri.

Appello a Carlo Azeglio Ciampi
 P
residente della Repubblica 
Signor presidente - Adriano Sofri è in galera da circa 6 anni per l'omicidio del Commissario Luigi Calabresi.
Condannato e assolto e ancora condannato da una serie infinita e contraddittoria di sentenze. Per la legge ora è colpevole, nonostante lui abbia sempre dichiarato il contrario. C'è chi non gli crede, e chi gli crede. E' la sua parola contro quella
di un altro imputato, Leonardo Marino, che lo ha accusato 16 anni dopo il delitto di Milano. Sofri non è stato condannato ne' per aver sparato ne' per aver ordinato l'omicidio ne' per averlo organizzato, ma per non essersi opposto a una decisione già presa da altri. Ma Sofri rifiuta anche questa ricostruzione ed ha tentato di provarlo. Alcuni giudici gli hanno creduto, mentre l'ultima sentenza ha dato ragione a Marino. Una parola contro l'altra. L'imputato Marino non è in carcere, e nemmeno gli imputati Bompressi e Pietrostefani sono in carcere. L'unico è Adriano Sofri. Che ci resta, dopo essersi difeso confidando nella giustizia e non avendo mai chiesto né la Grazia né i permessi, né gli affidamenti ai servizi sociali, né di scontare la pena al domicilio. Cose che se le chiedesse gli sarebbero concesse. Sofri non lo fa, perché si dichiara innocente.
E'  un prigioniero a cui decine di giornali italiani e stranieri chiedono l'opinione, a cui case editrici e saggisti mandano libri sperando che li legga e li consigli ai lettori, a cui le televisioni chiedono interviste e commenti. Non è una cosa normale, nonostante Sofri faccia finta di vivere una vita normale. Non è normale neanche che il nostro sistema mandi in galera qualcuno al di là di ogni ragionevole dubbio. E quale dubbio più ragionevole ci può essere oltre a una sentenza di assoluzione?
Il governo, nella persona di Silvio Berlusconi, ha scritto che è giunto il momento di procedere alla Grazia. L'opposizione è largamente d'accordo. La famiglia Calabresi ha detto che non si opporrebbe. I passaggi burocratici al ministero della Giustizia sono quisquilie. Signor presidente spetta a Lei decidere. In un modo o in un altro. L'unica cosa che non può fare è girarsi dall'altra parte. Signor presidente i weblog Le chiedono di graziare Sofri.
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Metti un giorno in prima Sofri e il Direttore,
scrivi sul tuo articolo, ma che sia la volta buona che Sofri esce? La magistratura comunista mai gli ha perdonato d'aver creato
LC: atempi di LC il PCI fu messo alle corde -è lo stesso discorso di Craxi che finì in esilio per averlo (il pci) messo alle corde. Vittorio Baccelli.  
Sì, sarà la volta buona, cari Baccelli e [forum_immoderato_degli_immoderati]
Questa volta l'appello funzionerà. Stamani sul Corsera adesioni di parlamentari trasversali, da Radio Radicale sentiamo di dieci deputati che hanno raccolto l'appello e stanno facendo firmare altri per inviare tutto a Ciampi e a Castelli. Vedrete, sarà una discreta, se non ottima, mobilitazione anche parlamentare. Anche dal Senato arrivano notizie in tal senso dal senatore Cortiana, squisita persona, ed efficente. Ci voleva davvero internet a smuovere decisamente le acque sempre ferme a livello di dotte disquisizioni da cui mai si usciva.... Alla Camera e al Senato, sanno che l'appello è stato diramato per ben due volte a migliaia
di copie, oltre che a tutti loro parlamentari. Evviva la democrazia e l'informazione di internet!!!
Grazie per le adesioni e, chi è d'accordo, dirami l'appello alle proprie liste. Giuliana D'Olcese
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Serie "Sfiga&Sfighe": Appello dai Veneziani in rivolta.
 ZanonList: Veneziani in rivolta - Della rinomata serie "Sfiga & Sfighe"
Esimi Storici ed autorevoli Cattedratici, nonchè affermati esperti delle acque veneziane, in rivolta per 2 fatti
                          "La nostra Città è anche patrimonio dellUmanità!!"
             "Venezia affonda definitivamente", dixe ZanonList
Fatti & Misfatti 1.Sig. Sindaco e Commissario per il moto ondoso,
dopo aver appreso dalla Stampa del grazioso dono che ha fatto ai taxisti acquei di Venezia, mi sono andato a prendere l’ordinanza in questione (la OR. 10/2003 DEL 4.7.2003) in internet, e mi sono ancora più convinto della sua assoluta incapacità di gestire la nuova tragedia che incombe su Venezia e che si chiama "MOTO ONDOSO". Tra tutte la altre ridicole ordinanze che ha emesso negli ultimi tempi, questa è quella che farà definitivamente affondare Venezia! E’ universalmente riconosciuto che i maggiori nemici per la fondazioni della case di Venezia sono i taxi acquei, e lei permette a loro di scorrazzare per il Canal Grande a 9 Km/h e per i rii a 7!! Dia retta a uno che davvero conosce la Laguna e i canali della città: per il bene di Venezia: se ne vada, e porti via con sé i suoi pseudo consiglieri! Quando, ai bei tempi della Serenissima i Magistrati alle acque venivano presentati al pubblico, venivano pronunciati a famosi "TRE P", ossia: PESEI, ossia pesateli per quello che valgono, PAGHEI, per quello che meritano, e PICHEI, INPICCATELI SE SBAGLIANO! Ai tempi della Serenissima sia lei che i suoi "esperti" sareste già impiccati!
Mi dica una cosa in confidenza, che non senta nessuno…, ma cosa hanno dato i taxisti perché si emettesse una ordinanza simile? E mi dica un'altra cosa: perché i suoi sbi vigili, in laguna, oltre che solo i Diportisti della domenica, non fermano MAI i conduttori dei Lancioni e dei Taxi? Va bene che alle prossime elezioni non la vogliono più nemmeno i suoi compagni di cordata, ma con questo non è giusto che lei, finchè resta su la cadrega, affondi ancora di più la nostra Città: la quale è anche patrimonio dell’Umanità! Si prenda un remo, assieme ai suoi "esperti", e se ne vada in po’ in giro con una barca a vedere cosa fanno i suoi amici taxisti, e solo dopo emetta altre simili ordinanze. Gigio Zanon. Cell. 348.2809201.  
Fatti & Misfatti 2. la "Lettera aperta al Sig. Paolo Costa sindaco Pro-Tempore -speriamo ancora per poco- di Venezia.
E per conoscenza: a tutte le Istituzioni, Senato, Camera dei Deputati, Governo, ecc. a tutti gli Amministratori Regione, Provincia, Consiglio Comunale, alla Stampa, a quante più persone possibili possano leggerla". (-diramata dal Professor Luigi Zanon-).
Leggiamo dalla stampa che il sindaco di Venezia sig. Costa è volato a Parigi per presentare il nuovo Teatro della Fenice che aprirà a dicembre dopo soli 6 anni (!), che è la Fondazione della CARIVE a sponsorizzare alcune sue iniziative, che nel castello di Versailles è stata organizzata dal Comitato Francese per la salvaguardia di Venezia (presidente è il noto Jerome Zienesiss) per raccogliere fondi per la Fenice e per il restauro dell’ala detta "napoleonica" del Museo Correr, e che si è fatto scortare da moglie, burocrati vari, consigliori, e incensatori con i relativi turiboli: ossia Stampa di regime e altro. Premesso che con i propri soldi ognuno fa ciò che vuole, mi domando -e domando- come mai la Fondazione CRV trovi i "bessi" per la trasferta del sig. Costa & C., per comperare una statua di Napoleone, ecc. ma non li trova per attività più necessarie per la Città come, la contribuzione del restauro della Fenice o della gradinata del ponte di Rialto che sta crollando sotto gli effetti del moto ondoso. Moto ondoso che dovrebbe essere di esculiva pertinenza del sig. Costa, come Sindaco e Commissario al… moto ondoso! (Un inciso: il 13 dicembre del 1836 il Teatro la Fenice fu distrutto da un violento incendio che lasciò in piedi solo la facciata esterna; in soli 7 mesi fu ricostruito com’era e dov’era ad opera dei fratelli Tommaso e Gianbattista Meduna. (già: ma allora c’erano gli austriaci…).
Ma dopo aver letto gli sperticati elogi della Stampa (più o meno di regime…) di queste iniziative, torna in mente il fatto del "grazioso" dono che la Fondazione e il Comitato francese hanno fatto a Venezia, complici proprio il sig. Costa e Romanelli, quale Direttore del Museo Correr, già dal gennaio 2002: la statua del famigerato, boia, delinquente, assassino, ladro, predatore, ecc. che risponde al nome di Napoleone Buonaparte. Ecco che il cerchio si chiude! 
Faccio una breve storia di questo triste evento. Il 12 luglio del 1816, il governo austriaco mise in vendita la statua del boia Napoleone, eretta sotto la sua occupazione, e viene acquistata dallo scultore Bosa per 3mila lire. Prima della consegna la statua viene danneggiata dal popolo Veneziano in segno di dispregio, in seguito la polizia austriaca ne sfigura la faccia a colpi di martello  rendendola irriconoscibile. Questo lo si deduce dall’Almanacco della Regione Veneta, scritto dallo storico Giovanni Marangoni, edito da Filippi. Il Romanelli stesso, in un libro dedicato al Museo Correr, ribadisce l’assunto, così come lo descrive a chiare lettere anche lo storico Ugo Fugagnollo, nel suo libro dedicato ai 10 giorni di Napoleone a Venezia...
Orbene: I sigg. Segre, Presidente della Fondazione CRV e Zienesiss, Presidente dal Comitato francese per la salva… ecc., nel nome del piccolo corso operano il miracolo e resuscitano la sua statua, donandola a quel 'sempliciotto' del Sindaco di Venezia!
Il quale, da buon NON veneziano, la accetta e tramite il suo dipendente Romanelli, al quale fa dire che "Napoleone ha fatto qualche cosa per Venezia…!", gli trovano un posto proprio nell’ala del Museo che il nefasto, e nefando, generalone ha fatto erigere per ricavarne un salone da ballo: cioè nello stesso posto e luogo in cui fin dal XVI secolo esisteva una graziosa chiesetta dedicata a S. Geminiano e fatta erigere da Jacopo Tatti, detto il Sansovino! Però, stando alle dichiarazioni del sig. Romanelli, è indubbio che Napoleone abbia fatto "qualche cosa per Venezia" (l’ha quasi rasa al suolo…!), ma è ancor più indubbio che anche Mussolini ne abbia fatto qualche cosa: almeno lui ha fatto costruire il Ponte del Littorio (o translagunare), quello degli Scalzi, ha fatto scavare il rio Nuovo e fatta la Caserma dei Pompieri, la Mostra del Cinema e il Casinò, tutti i complessi abitativi di Baia del re, di S. Girolamo, il Ponte dell’Accademia, ecc. ecc. Allora anche a lui è necessario trovare un posto per una sua statua al Museo Correr: proprio per la tanto invocata a mai applicata "par condicio"!!! Come se ciò non bastasse, il buon Zienesiss ha fatto pubblicare nel numero 13 della rivista "Insula", novembre 2000, che il suo comitato sta restaurando la detta ala e che presto sarà abbellita dalla citata statua, ma con l’aiuto della "FONDATION NAPOLEON", DI CUI LUI NE FA PARTE!
Il fatto è che da quando si è appreso del ritorno della statua sono sorti spontaneamente numerosi Comitati affinchè tale oltraggio non venisse perpetrato ai danni di Venezia. Detti Comitati -da Verona, da Vicenza, da Padova, Treviso, Brescia, ecc.- si sono riuniti in un unico coordinamento e per oltre un anno hanno dato battaglia a suon di lettere, comunicati stampa, diffide, denunce, ecc. ecc. Ma il sig. Costa & C. furono irremovibili! La statua arrivò e fu apollaiata nel salone da ballo dell’ala napoleonica.
Arrivò alle 3 di notte, col favore delle tenebre...:  alla stessa ora in cui le pantegane escono dalle fogne e scorrazzano per i canali! Solo che la statua arrivò sotto scorta delle Forze dell’Ordine, chiamate dal sindaco! Il quale, dal momento che sapeva di fare uno spregio alla Città di cui dovrebbe essere il rappresentante, temeva che gli amici del Coordinamento dei Comitati scendessero allo stesso livello dei suoi compagni di maggioranza e i no-global, dimenticando che i Veneziani hanno un elevatissimo senso di vera democrazia, di signorilità, di educazione e civiltà cui lui non è abituato. Ed ora, a nome di Venezia, va ancora a mendicare i famosi "trenta denari" per i restauri del Correr e della Fenice, di cui, sua moglie, ne fa parte come consigliera....
Quello che ha fatto e che continua a fare è un cosa ignobile e degna solo di un Giuda: non si può chiedere la carità a chi ci ha preso ancora una volta in giro. E’ cosa storicamente più che nota che i signori francesi, tramite i 2 Napoleoni primo e terzo ci hanno dapprima saccheggiato, depredato, umiliato, quindi deriso, e poi per ben 2 volte ci hanno venduto: prima agli Asburgo e poi ai Savoia! Ed ora ci stanno nuovamente deridendo: prima con il dono della statua e adesso con la festa a Versailles per raccogliere i "trenta denari" da consegnare al sig, Costa e corollario. Mentre lui questuava a Parigi, a Venezia molti Cittadini, gli stessi che gli si sono rivoltati contro, organizzavano un "Processo" contro Napoleone per mettere in chiaro tutte le sue malefatte. Se non chè tale "Processo" è divenuto un evento culturale di tale prestigio da richiamare personaggi Storici e Intellettuali di alto livello, al punto che se prima si credeva di finire il tutto in 3 giorni, ora ne necessitano almeno 5! E non è detto che la sentenza non arrivi pochissimo tempo prima dell’inaugurazione del Teatro la Fenice. Così gli eventi culturali, anziché 1, saranno 2!
E finalmente i "Posteri" potranno emettere "l’ardua sentenza"! Ma anche nei confronti dei sigg.i Costa, Romanelli, Zienesiss, Segre, ecc. ecc. Un’ultima cosa, sig. Costa, dal momento che nella sua compagine vi sono anche Verdi e Ambientalisti, vorrei sapere cosa dicono della nuova darsena per circa 400 barche che stanno scavando ai limiti estremi della Laguna, in quel di Porte Grandi, nel Comune di Quarto d’Altino. E’ pacifico che, oltre allo stravolgimento del territorio, queste barche passeranno per il Canale Silone, per la Laguna dietro Torcello, Torcello, Burano, il Canale di Punta Sabbioni per poi andare in mare: è certo che il moto ondoso, del quale lei ha la delega da parte del Ministro dell’Interno per eliminarlo, anziché diminuire sarà ancora di più forte e deleterio per la morfologia della Laguna Nord! E che mi dice delle chiacchere che si fanno da quelle parti, alle quali ho dato il peso che si meritano, secondo le quali uno dei proprietari della detta darsena sarebbe una certa signora Maura Collarini?
Ai posteri…. Gigio Zanon.
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No ostrega! No ghe semo tutti froci!! Ma che C..... d'Italia è questa?
Ma che C..... d'Italia è questa??, mi è piaciuta e mi chiedo: Noi italioni allora siamo tutti froci?.
   Scrive De Pauli: Che C.... d'Italia è questa?? Io non capisco, viviamo in uno Stato che non ha più i soldi per la benzina ai Carabinieri, ai Militari dell'esercito, ecc. ecc. ecc., non ha i soldi per i giubbotti antiproiettili per la Polizia, non ha più i soldi per il cambio dell'olio alle macchine della Polizia di Stato, fra poco i poliziotti si dovranno portare da casa anche la carta igienica, e il Governo spedisce migliaia di Carabinieri, esercito, alpini, personale civile e militare a spasso per il mondo "per fare bella figura"
e ci lascia qui in M..... in casa nostra. Ma che è? Marketing? Restailing? Maquillage?
Il Presidente della Camera Onorevole Pierferdinando Casini è venuto a Montegrotto (atterrando con gran rumore e giri di "pale" di elicottero) per comunicare alla platea dei disabili che egli fa parte assieme ai 630 Deputati e 315 Senatori di un teatro che oramai non ha più ragione di esistere poichè è tale la distanza che ci separa da questi 945 e più personaggi che con il loro contorno di privilegiati, che vivono sempre a sbafo ma con i soldi dei cittadini, e sembra, secondo stime ufficiali, che vanno oltre le 5.000 persone se non di  più). Io non capisco perchè Casini non abbia spiegato che assieme agli altri del Suo Governo sta facendo chiudere alla chetichella, senza chiasso molti ospedali. Se è venuto da Roma fino qui, perchè qualche disabile o parente non gli ha chiesto come mai è d'accordo anche lui che si chiudano le strutture che devono assistere proprio i disabili?
A noi Italiani piace essere presi per il Cu'.

Siamo forse tutti froci (domando io) dato che proviamo un gusto matto quando ci troviamo a doverci pagare tutto e a strapagare questi personaggi? Chiudo qui questo sfogo di cittadino che vive in questo Stato pietoso che si ricorda ogni tanto
di questi nostri sfortunati concittadini svolazzando in elicottero sopra le loro teste e le loro sofferenze.
A Roma c'è altro da fare bisogna lavorare per chiudere qualche altro ospedale.
P.S. Non appartengo a ideologie politiche di destra o di sinistra o di centro, sono solo un cittadino che si sforza di rimanere obiettivo e al di sopra delle parti. Parti che vengono comunemente definite "TEATRINO DELLA POLITICA".
Gino De Pauli un cittadino di Montegrotto Terme, e Giuliana D'Olcese che gli da' proprio ragione, oltre che avere grande affezione per Montegrotto Terme e annessi Colli Euganei.
"Pizzato Adalberto" risponde: Siamo tutti froci? No ostrega!!!
Il Gino De Pauli ci chiede se siamo tutti froci.: non proprio, ostrega!
Siamo solo imbottigliati dalla politica di Stato. Il Gino ha parlato di Carabinieri, Polizia di Stato, Militari..ecc. in giro per il mondo (ben retribuiti dal Palazzo s'intende). E di penuria di equipaggiamenti e di carburante ecc. ecc. ecc. per i loro mezzi di casa. Crede forse che sarebbero disposti a intonar la Carmagnola assieme al "poppolo sovrano" (quand'anche lo pensino in cuor loro!) dal momento che esplicano una stipendiata professione? Quindi sta a noi, cosidetti da lui "froci", a intervenire prima o poi!
E' necessaria una costante, feroce polemica contro le spudorate angherie illiberali e antidemocratiche di Palazzo.
Una polemica che "assordi" la assonnata opinione pubblica serenamente evidenziando soprusi d'altura, latrocinii, imposture, violenze, illegalità, arbitrii, evasioni fiscali del potere! (avete mai visto la Guardia di Finanza denunciare un evasore politico d'altura?) Impunità parlamentari!, spregiudicati loro aumenti!, ..... Sulle rive della Senna ce ne volle prima che si cantasse la Marsigliese! Ma alla fine anche il poppolo capì! Forse oggigiorno non ci sarebbe bisogno della ghigliottina.
Ricordate quando "gladio" voleva spedirli tutti all'Asinara (e ci mancò un pelo)? Quindi il Gino non ci consideri froci!
Le nespole, prima o poi, maturano col tempo. Non occorre essere dei descamisados rivoluzionari. Serve solo una costante feroce critica ben generalizzata in modo da metterli di fronte a questo dilemma: o con noi, o contro di noi! In tal caso il Gino stia pur certo che calerebbero le braghe, e gli italiani non sarebbero di certo un poppolo di froci! Adalberto della Spezia
Gino De Pauli aggiunge:
Gentile signora D'Olcese, chissà quanto è costato il palatenda e la 3 giorni per prendere per il Cu' i nostri sfortunati concittadini.
Dico questo, naturalmente, per fare un po' di sana e onesta demagogia. Da qualche parte ho letto che il significato di questa parola è "il tentativo da parte delle classi più basse di togliere i privilegi alle classi più alte". Tutto qui. Chiaro no?...
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Caro Casini, Indulto o, se no, scriviamo al Papa
Lettera aperta al Presidente della Camera dei Deputati
Caro Presidente della Camera Casini,
letta la tua lettera aperta ai carcerati degli istituti di pena italiani, -scritta con il rapporto del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria- aperto sulla scrivania presidenziale, i detenuti sono al corrente che, lunedì 7 luglio, è la data fatidica in cui riprende il dibattito alla Camera sull'indulto, o altro, ritornato dal Senato, alla Camera, a mo' di patata bollente attraverso una serie di
"iter Parlamentari" che, definire in stile da Terzo impero, di Bisanzio, è una coccola affettuosa ed amichevole, non una scortesia.
Sta cuore, a molti italiani, che lo spettacolone inverecondo sulle loro carceri e sulla amministrazione della giustizia a cui assistono oramai da anni abbia termine. Come ci sta a cuore in quanto elettori, e contribuenti, vuoi di destra che di sinistra, non renderci complici degli orrori raccapriccianti, degni solo di regimi alla Poll Pott, che si perpetrano, nel silenzio di Stato, nelle carceri italiane. Ora anche per mancanza totale dei finanziamenti più elementari, come gli stipendi ai medici carcerari, i medicinali di primaria necessità, i legittimi stipendi ai detenuti che lavorano, la derattizzazione e la disinfestazione di celle e camerate, delle mense, delle infermerie, la fornitura di acqua calda, lo stasamento e il ripristino delle fogne intasate e colabrodo, ecc. ecc.
Bisogna dire a Tremonti, e a certe Regioni, che i soldi per restauri e costruzioni di istituti di pena, modello, vanno trovati. Sono,
di certo, più urgenti e indispensabili, per esempio, del Faraonico Ponte sullo Stretto di Messina.
Tutte cose che stanno a cuore a Sua Santità il Papa che ha chiesto e richiesto, a Governo e Parlamento, un Atto di Clemenza con la quale formula egli ha inteso, da vero Politico quale è, dare ai politici un ampio ventaglio di possibilità, politiche, di
come mettere a nome tale Atto di Clemenza e provvedere anche a che i suicidi dei detenuti, oramai quasi quotidiani, che avvengono in queste autentiche polveriere italiane, abbiano fine.
Caro Presidente, per farla breve, ti diciamo, quale massimo rappresentante della Camera dei Deputati, che qualora la Camera non partorisce un Atto di Clemenza, o l'Indulto, o non raddrizza l'"indultino", scriviamo una lettera aperta a Sua Santità il Papa.
Il Papa Giovanni Paolo con cui, il Parlamento italiano, si è pregiato di fare uno struscio pasquale in piena regola, per liturgie e fasti di Stato, degno delle grandi tradizioni delle case regnanti Borboniche. Il nostro desiderio, come quello del nostro amico ex carcerato di cui ti accludiamo la lettera, è quello che la sua lettera, legittimamente, tanto sfiduciata, venga smentita dai fatti che seguiranno alla data del fatidico 6 luglio. Un saluto cordiale e buon lavoro da Giuliana D'Olcese. <segue lettera dell'ex detenuto>
Ti scrivo per.
Sono un ex carcerato che ha pagato interamente il debito
(28 anni di reclusione di cui 12 trascorsi a Rebibbia) e posso considerarmi nuovamente una persona libera, impegnata e molto molto orgogliosa così come il mio vecchio amico Radicale Sergio D'Elia di Nessuno tocchi Caino che seguo sempre con interesse e affetto. In questi giorni, mi ha molto colpito la sensibilità e l'attenzione dimostrata dalla sig.ra Giuliana D'Olcese durante tutta l'intervista data a Radio Radicale e in particolare il fatto che ella vorrebbe farsi promotrice di un nuovo appello al Papa a favore di un atto di clemenza per i detenuti. Per tutta l'esperienza che ho acquisito in tanti e tanti anni a Rebibbia, ho molti dubbi che si riesca a smuovere le coscienze delle persone che ci governano e sopratutto delle persone che non ci governano più (le sinistre) poichè è proprio alle sinistre che deve attribuirsi tutta la responsabilità dello sfascio del carrozzone giustizia, carceri comprese.
Sono molto scettico sul buon esito del tentativo vista la mia precedente esperienza di lotte e iniziative perpetrate dapprima dall'interno e successivamente dall'esterno del carcere. Anche io ho ancora voglia di lottare per un bene comune e per la riapacificazione sociale, ma non vedo alcuno spiraglio, non vedo alcuna volontà politica da parte di coloro che oggi sono opposizione (fasulla). Comunque, sono e resto a disposizione della sig.ra D'Olcese.... qualora lo ritenesse opportuno per fornirle tutto il materiale cartaceo di quegli anni bui inclusa una bellissima lettera inviata a SS Giovanni Paolo II, proprio in occasione del decreto Scotti-Martelli quando per far vedere la forza e i muscoli, da parte dello stato, si riarrestarono i detenuti che erano appena usciti in semilibertà per lavorare all'esterno del carcere. Sarebbe molto lungo e dispersivo parlare di quegli anni, per cui resto in attesa di un cenno di riscontro e cordialmente saluto. Salvatore Soddu.
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Appello da Da Cuba.
Salve: Mi chiamo Joel Rodriguez Riveron, sono un cubano rifugiato politico in Italia, e faccio parte della Unione per le Libertà a Cuba. www.cuba.subito.cc  sito in allestimento. Mi rivolgo a lei per il seguente motivo: il prossimo 5 di luglio arrivano a Roma un rappresentante di Judicial Watch, organizzazione non governativa americana che si occupa di questioni legale, diritti umani, ed è molto impegnata nella lotta pacifica contro la dittatura cubana, assieme a loro arriva Alina Fernandez, figlia in esilio di Fidel Castro, Isabel Roque, sorella di Martha Beatriz Roque, l’unica donna arrestata nell’ultima ondata repressiva del regime condannata a 20 anni di galera e ratificata la condanna,
e Blanca Gonzalez madre del giornalista indipendente Normando Hernández anche esso arrestato nell’ultima ondata repressiva e condannato a 25 anni. Loro staranno in Italia 3 giorni, 5, 6 e 7, il 7 saranno ricevuti nell’ambasciata americana a Roma, ma loro chiedono se sarà possibile contattare o incontrasi con qualche membro del governo Italiano, magari lo steso sabato 5. Io volevo vedere che possibilità ci sono per organizzare questi incontri e vi pregherei se c'è qualche possibilità di contattarmi. Vi porgo i miei saluti. Joel Rodriguez Unione per le Libertà a Cuba. esiliocubano@libero.it
Salve Rodriguez,
io posso solo inviare il vostro Appello a Palazzo Chigi, al ministro degli esteri Frattini, ad alcuni ministeri, a tutti i Deputati e Senatori e lanciarla all'informazione italiana tra giornali e media. Ma dovreste farmi sapere quale tipo di rappresentanti del governo vorreste incontrare e quale dei settori sopracitati vorreste informare e coinvolgere.
Mi faccia sapere, cordialmente da Giuliana D'Olcese
Cyberdissidenti torturati e carcerati - Internet sotto stretta sorveglianza
La libertà del Web tema centrale del Rapporto 2003 di Reporter senza frontiere
[ZEUS News - www.zeusnews.it  - Prima Pagina]
Reporter senza frontiere, organizzazione internazionale di giornalisti, è impegnata per la difesa della libertà di informazione
nel mondo, e dedica il suo Rapporto 2003 alla denuncia delle violazioni della libertà nel Web, rapporto che si intitola
"Internet sotto stretta sorveglianza - Gli ostacoli alla circolazione della libera informazione sulla Rete.", ed è scaricabile gratuitamente dal sito dell'organizzazione. Vi si analizza la situazione di Internet in 60 Paesi, nel periodo che va dalla primavera 2001 alla primavera 2003. In totale, al 13 giugno 2003, risultano essere oltre una cinquantina gli internauti prigionieri nel mondo, di cui almeno tre quarti sono detenuti in Cina. Tra i Paesi in cui la libera navigazione nel Web può costituire un reato perseguito penalmente c'è Cuba dove la strumentazione necessaria è disponibile solo nei negozi specializzati gestiti dallo Stato, accessibili solo con permesso delle autorità competenti. Un Paese difficile per la libertà nel Web è anche la vicina Tunisia: la linea ufficiale sembra apparentemente favorevole alla democrazia elettronica ma la realtà è fatta di censura di siti, intercettazione delle e-mail, chiusura dei cybercaffè, arresti e condanne arbitrarie. Nel testo sono presi in esame i pericoli per la libertà nel Web anche in Paesi occidentali come gli Usa o la Gran Bretagna. Reporter sans frontieres ha scelto di premiare con il Primo Cyberpremio un internauta prigioniero: si tratta del tunisino Zouhair Yahyaoui. Zouhair Yahyaoui è un cyberdissidente tunisino di 35 anni, nel luglio 2001 appena laureato e disoccupato, egli lancia dalla Tunisia un sito di informazioni Tunezine.com 
sito dove con le armi della satira, critica la scarsa indipendenza della magistratura dal potere politico in Tunisia. Il 4 luglio 2002 viene arrestato in un cybercaffè alla periferia di Tunisi, durante gli interrogatori viene ferocemente torturato e rivela la password del sito. Il 10 Luglio 2002 viene condannato a 2 anni di carcere per "diffusione di notizie false". Dall'inizio dell'anno 2003 è già entrato per ben 3 volte in sciopero della fame. - Pier Luigi Tolardo.