Fatti & Misfatti 2. la
"Lettera aperta al
Sig. Paolo Costa sindaco
Pro-Tempore
-speriamo ancora per poco- di Venezia.
E per
conoscenza: a tutte le Istituzioni, Senato, Camera dei
Deputati, Governo,
ecc. a tutti gli Amministratori Regione, Provincia, Consiglio
Comunale, alla
Stampa, a quante più persone possibili possano
leggerla". (-diramata dal
Professor Luigi Zanon-).
Leggiamo dalla stampa che il sindaco di Venezia sig. Costa è volato a
Parigi per presentare il nuovo Teatro della Fenice che aprirà a dicembre dopo soli 6
anni (!), che è la
Fondazione della CARIVE a sponsorizzare alcune sue iniziative, che nel castello
di Versailles è stata organizzata dal Comitato Francese per la salvaguardia di
Venezia (presidente è il noto Jerome Zienesiss) per raccogliere fondi per
la Fenice e per il restauro dell’ala detta "napoleonica" del Museo Correr, e che
si è fatto scortare da moglie, burocrati vari, consigliori, e incensatori con i
relativi turiboli: ossia Stampa di regime e altro. Premesso che con i propri
soldi ognuno fa ciò che vuole, mi domando -e domando- come mai la
Fondazione CRV trovi i "bessi" per la trasferta del sig. Costa & C., per
comperare una statua di Napoleone, ecc. ma non li trova per attività più
necessarie per la Città come, la contribuzione del restauro della Fenice
o della gradinata del ponte di Rialto che sta crollando sotto gli effetti
del moto ondoso. Moto ondoso che dovrebbe essere di esculiva pertinenza del sig.
Costa, come Sindaco e Commissario al… moto ondoso! (Un inciso: il 13
dicembre del 1836 il Teatro la Fenice fu distrutto da un
violento incendio che lasciò in piedi solo la facciata esterna; in soli 7 mesi
fu ricostruito com’era e dov’era ad opera dei fratelli Tommaso e Gianbattista
Meduna. (già: ma allora c’erano gli austriaci…).
Ma dopo aver letto gli sperticati elogi
della Stampa (più o meno di regime…) di queste iniziative, torna in mente
il fatto del "grazioso" dono che la Fondazione e il Comitato francese hanno
fatto a Venezia, complici proprio il sig. Costa e Romanelli, quale Direttore del
Museo Correr, già dal gennaio 2002: la statua del famigerato, boia,
delinquente, assassino, ladro, predatore, ecc. che risponde al nome di Napoleone
Buonaparte. Ecco che il cerchio si chiude!
Faccio una breve storia di questo triste
evento. Il 12 luglio del 1816, il governo
austriaco mise in vendita la statua del boia Napoleone, eretta sotto
la sua occupazione, e viene acquistata dallo scultore Bosa per 3mila lire.
Prima della consegna la statua viene danneggiata dal popolo Veneziano in
segno di dispregio, in seguito la polizia austriaca ne sfigura la faccia a colpi
di martello rendendola irriconoscibile. Questo lo si deduce dall’Almanacco
della Regione Veneta, scritto dallo storico Giovanni Marangoni, edito da
Filippi. Il Romanelli stesso, in un libro dedicato al Museo Correr,
ribadisce l’assunto, così come lo descrive a chiare lettere anche lo storico Ugo
Fugagnollo, nel suo libro dedicato ai 10 giorni di Napoleone a Venezia...
Orbene: I sigg. Segre, Presidente
della Fondazione CRV e Zienesiss, Presidente dal Comitato francese per la salva…
ecc., nel nome del piccolo corso operano il miracolo e resuscitano la sua
statua, donandola a quel 'sempliciotto' del Sindaco di Venezia!
Il quale, da buon NON veneziano, la
accetta e tramite il suo dipendente Romanelli, al quale fa dire che
"Napoleone ha fatto qualche cosa per Venezia…!", gli trovano un posto proprio
nell’ala del Museo che il nefasto, e nefando, generalone ha fatto erigere per
ricavarne un salone da ballo: cioè nello stesso posto e luogo in cui fin dal XVI
secolo esisteva una graziosa chiesetta dedicata a S. Geminiano e fatta erigere
da Jacopo Tatti, detto il
Sansovino! Però, stando alle dichiarazioni del sig. Romanelli, è indubbio
che Napoleone abbia fatto "qualche cosa per Venezia" (l’ha
quasi rasa al suolo…!), ma è ancor più indubbio che
anche Mussolini ne abbia fatto qualche cosa: almeno lui ha fatto costruire il
Ponte del Littorio (o translagunare), quello degli Scalzi, ha fatto scavare il
rio Nuovo e fatta la Caserma dei Pompieri, la Mostra del Cinema e il Casinò,
tutti i complessi abitativi di Baia del re, di S. Girolamo, il Ponte
dell’Accademia, ecc. ecc. Allora anche a lui è necessario trovare un posto per
una sua statua al Museo Correr: proprio per la tanto invocata a mai applicata
"par condicio"!!! Come se ciò non bastasse, il buon Zienesiss ha fatto
pubblicare nel numero 13 della rivista "Insula", novembre 2000, che il suo
comitato sta restaurando la detta ala e che presto sarà abbellita dalla citata
statua, ma con l’aiuto della "FONDATION NAPOLEON", DI CUI LUI NE FA PARTE!
Il fatto è che da quando si è appreso
del ritorno della statua sono sorti spontaneamente numerosi Comitati affinchè
tale oltraggio non venisse perpetrato ai danni di Venezia. Detti Comitati -da
Verona, da Vicenza, da Padova, Treviso, Brescia, ecc.- si sono riuniti in un
unico coordinamento e per oltre un anno hanno dato battaglia a suon di lettere,
comunicati stampa, diffide, denunce, ecc. ecc. Ma il sig. Costa & C. furono
irremovibili! La statua arrivò e fu apollaiata nel salone da ballo dell’ala
napoleonica.
Arrivò alle 3 di notte, col favore
delle tenebre...: alla stessa ora in cui le pantegane escono dalle
fogne e scorrazzano per i canali! Solo che la statua arrivò sotto scorta delle
Forze dell’Ordine, chiamate dal sindaco! Il quale, dal momento che sapeva di
fare uno spregio alla Città di cui dovrebbe essere il rappresentante, temeva che
gli amici del Coordinamento dei Comitati scendessero allo stesso livello dei
suoi compagni di maggioranza e i no-global, dimenticando che i Veneziani hanno
un elevatissimo senso di vera democrazia, di signorilità, di educazione e
civiltà cui lui non è abituato. Ed ora, a nome di Venezia, va ancora a mendicare
i famosi "trenta denari" per i restauri del Correr e della Fenice, di cui, sua
moglie, ne fa parte come consigliera....
Quello che ha fatto e che continua a
fare è un cosa ignobile e degna solo di un Giuda: non si può chiedere la carità
a chi ci ha preso ancora una volta in giro. E’ cosa storicamente più che nota
che i signori francesi, tramite i 2 Napoleoni primo e terzo ci hanno dapprima
saccheggiato, depredato, umiliato, quindi deriso, e poi per ben 2 volte ci hanno
venduto: prima agli Asburgo e poi ai Savoia! Ed ora ci stanno nuovamente
deridendo: prima con il dono della statua e adesso con la festa a Versailles per
raccogliere i "trenta denari" da consegnare al sig, Costa e
corollario. Mentre lui questuava a Parigi, a Venezia molti Cittadini, gli
stessi che gli si sono rivoltati contro, organizzavano un "Processo" contro
Napoleone per mettere in chiaro tutte le sue malefatte. Se non chè tale
"Processo" è divenuto un evento culturale di tale prestigio da richiamare
personaggi Storici e Intellettuali di alto livello, al punto che se prima si
credeva di finire il tutto in 3 giorni, ora ne necessitano almeno 5! E non è
detto che la sentenza non arrivi pochissimo tempo prima dell’inaugurazione del
Teatro la Fenice. Così gli eventi culturali, anziché 1, saranno 2!
E finalmente i "Posteri" potranno
emettere "l’ardua sentenza"! Ma anche nei confronti dei sigg.i Costa, Romanelli,
Zienesiss, Segre, ecc. ecc. Un’ultima cosa, sig.
Costa, dal momento che nella sua compagine vi sono anche Verdi
e Ambientalisti, vorrei sapere cosa dicono della nuova darsena per
circa 400 barche che stanno scavando ai limiti estremi della Laguna, in quel di
Porte Grandi, nel Comune di Quarto d’Altino. E’ pacifico che, oltre allo
stravolgimento del territorio, queste barche passeranno per il Canale Silone,
per la Laguna dietro Torcello, Torcello, Burano, il Canale di Punta Sabbioni per
poi andare in mare: è certo che il moto ondoso, del quale lei ha la delega da
parte del Ministro dell’Interno per eliminarlo, anziché diminuire sarà ancora di
più forte e deleterio per la morfologia della Laguna Nord! E che mi dice delle
chiacchere che si fanno da quelle parti, alle quali ho dato il peso che si
meritano, secondo le quali uno dei proprietari della detta darsena sarebbe una
certa signora Maura Collarini?
Ai posteri…. Gigio Zanon.
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No ostrega! No ghe semo tutti froci!!
Ma che C..... d'Italia è
questa?
Ma che C.....
d'Italia è questa??, mi è piaciuta e mi chiedo: Noi italioni allora
siamo tutti froci?.
Scrive De Pauli: Che C....
d'Italia è questa?? Io non capisco, viviamo in uno
Stato che non ha più i soldi per la benzina ai Carabinieri, ai
Militari dell'esercito, ecc. ecc. ecc., non ha i soldi per i giubbotti
antiproiettili per la Polizia, non ha più i soldi per il cambio
dell'olio alle macchine della Polizia di Stato, fra poco i poliziotti
si dovranno portare da casa anche la carta igienica, e il Governo
spedisce migliaia di Carabinieri, esercito, alpini, personale
civile e militare a spasso per il mondo "per fare bella figura"
e ci lascia qui in M..... in
casa nostra. Ma che è? Marketing? Restailing? Maquillage?
Il Presidente della Camera Onorevole Pierferdinando Casini è venuto
a Montegrotto (atterrando con gran rumore e giri di "pale" di
elicottero) per comunicare alla platea dei disabili che egli fa
parte assieme ai 630 Deputati e 315 Senatori di un teatro che
oramai non ha più ragione di esistere poichè è tale la distanza
che ci separa da questi 945 e più personaggi che con il loro contorno
di privilegiati, che vivono sempre a sbafo ma con i soldi dei
cittadini, e sembra, secondo stime ufficiali, che vanno oltre
le 5.000 persone se non di più). Io non capisco perchè Casini
non abbia spiegato che assieme agli altri del Suo Governo sta
facendo chiudere alla chetichella, senza chiasso molti ospedali.
Se è venuto da Roma fino qui, perchè qualche disabile o parente
non gli ha chiesto come mai è d'accordo anche lui che si chiudano
le strutture che devono assistere proprio i disabili?
A noi Italiani piace essere presi per il Cu'.
Siamo forse tutti froci (domando io)
dato che proviamo un gusto matto quando ci troviamo a doverci
pagare tutto e a strapagare questi personaggi? Chiudo qui questo
sfogo di cittadino che vive in questo Stato pietoso che si ricorda
ogni tanto
di questi nostri sfortunati concittadini svolazzando in elicottero
sopra le loro teste e le loro sofferenze.
A Roma c'è altro da fare bisogna lavorare per chiudere qualche
altro ospedale.
P.S. Non
appartengo a ideologie politiche di destra o di sinistra o di
centro, sono solo un cittadino che si sforza di rimanere obiettivo
e al di sopra delle parti. Parti che vengono comunemente definite
"TEATRINO DELLA POLITICA".
Gino De Pauli un cittadino di Montegrotto Terme, e Giuliana D'Olcese
che gli da' proprio ragione, oltre che avere grande affezione
per Montegrotto Terme e annessi Colli Euganei.
"Pizzato Adalberto" risponde:
Siamo tutti froci? No ostrega!!!
Il
Gino De Pauli ci chiede se siamo tutti froci.:
non proprio, ostrega!
Siamo solo
imbottigliati dalla politica di Stato.
Il Gino ha parlato di Carabinieri, Polizia di Stato, Militari..ecc.
in giro per il mondo (ben retribuiti dal Palazzo s'intende). E
di penuria di equipaggiamenti e di carburante ecc. ecc. ecc. per
i loro mezzi di casa. Crede forse che sarebbero disposti a intonar
la Carmagnola assieme al "poppolo sovrano" (quand'anche lo pensino
in cuor loro!) dal momento che esplicano una stipendiata professione?
Quindi sta a noi, cosidetti da lui "froci", a intervenire prima
o poi!
E' necessaria una costante,
feroce polemica contro le spudorate angherie illiberali e antidemocratiche
di Palazzo.
Una polemica che "assordi" la assonnata opinione pubblica serenamente
evidenziando soprusi d'altura, latrocinii, imposture, violenze,
illegalità, arbitrii, evasioni fiscali del potere! (avete mai
visto la Guardia di Finanza denunciare un evasore politico d'altura?)
Impunità parlamentari!, spregiudicati loro aumenti!, ..... Sulle
rive della Senna ce ne volle prima che si cantasse la Marsigliese!
Ma alla fine anche il poppolo capì! Forse oggigiorno non ci sarebbe
bisogno della ghigliottina.
Ricordate quando "gladio" voleva
spedirli tutti all'Asinara (e ci mancò un pelo)? Quindi il Gino
non ci consideri froci!
Le nespole, prima o poi, maturano
col tempo. Non occorre essere dei descamisados rivoluzionari.
Serve solo una costante feroce critica ben generalizzata in modo
da metterli di fronte a questo dilemma: o con noi, o contro di
noi! In tal caso il Gino stia pur certo che calerebbero le braghe,
e gli italiani non sarebbero di certo un poppolo di froci! Adalberto
della Spezia
Gino De Pauli aggiunge:
Gentile signora D'Olcese, chissà quanto è costato il palatenda
e la 3 giorni per prendere per il Cu' i nostri sfortunati concittadini.
Dico questo, naturalmente, per fare un po' di sana e onesta demagogia.
Da qualche parte ho letto che il significato di questa parola
è "il tentativo da parte delle classi più basse di togliere i
privilegi alle classi più alte". Tutto qui. Chiaro
no?...
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Caro Casini, Indulto o, se no, scriviamo al Papa
Lettera
aperta al Presidente della Camera dei Deputati
Caro
Presidente della Camera Casini,
letta la tua lettera aperta
ai carcerati degli istituti di pena italiani, -scritta con il
rapporto del Dipartimento dell'amministrazione
penitenziaria- aperto sulla scrivania presidenziale,
i detenuti sono al corrente che, lunedì
7 luglio, è la data fatidica in cui riprende il dibattito
alla Camera sull'indulto, o altro, ritornato dal Senato, alla
Camera, a mo' di patata bollente attraverso una serie
di
"iter
Parlamentari" che, definire
in stile da Terzo impero, di Bisanzio, è una coccola affettuosa
ed amichevole, non una scortesia.
Sta cuore, a molti italiani,
che lo spettacolone inverecondo sulle loro carceri e sulla amministrazione
della giustizia a cui assistono oramai da anni abbia termine.
Come ci sta a cuore in quanto elettori,
e contribuenti, vuoi di destra che di sinistra, non renderci
complici degli orrori raccapriccianti, degni solo di regimi alla
Poll Pott, che si perpetrano, nel
silenzio di Stato, nelle
carceri italiane. Ora anche per mancanza totale dei finanziamenti
più elementari, come gli stipendi ai medici carcerari, i medicinali
di primaria necessità, i legittimi stipendi ai detenuti che lavorano,
la derattizzazione e la disinfestazione di celle e camerate, delle
mense, delle infermerie, la fornitura di acqua calda, lo stasamento
e il ripristino delle fogne intasate e colabrodo, ecc. ecc.
Bisogna dire a Tremonti, e
a certe Regioni, che i soldi per restauri e costruzioni di istituti
di pena, modello, vanno trovati. Sono,
di certo, più urgenti e indispensabili,
per esempio, del Faraonico Ponte sullo Stretto di Messina.
Tutte cose che stanno
a cuore a Sua Santità il Papa che ha chiesto e richiesto, a Governo
e Parlamento, un Atto
di Clemenza con la quale formula egli ha inteso, da vero Politico
quale è, dare ai politici un ampio ventaglio di possibilità,
politiche, di
come
mettere a nome tale Atto
di Clemenza e provvedere anche a che i suicidi dei detenuti, oramai
quasi quotidiani, che avvengono in queste autentiche polveriere
italiane, abbiano fine.
Caro Presidente, per
farla breve, ti diciamo, quale massimo rappresentante della Camera
dei Deputati, che qualora la Camera non partorisce un Atto di
Clemenza, o l'Indulto, o non raddrizza l'"indultino", scriviamo
una lettera aperta a Sua Santità il Papa.
Il Papa Giovanni Paolo
con cui, il Parlamento italiano, si è pregiato di fare uno struscio pasquale in piena regola,
per liturgie e fasti di Stato, degno delle grandi tradizioni
delle case regnanti Borboniche. Il nostro desiderio, come quello
del nostro amico ex carcerato di cui ti accludiamo la
lettera, è quello che la sua lettera, legittimamente, tanto sfiduciata,
venga smentita dai fatti che seguiranno alla data del fatidico
6 luglio. Un saluto cordiale e buon lavoro
da Giuliana D'Olcese. <segue lettera dell'ex detenuto>
Ti scrivo per.
Sono un ex carcerato che ha
pagato interamente il debito
(28 anni di reclusione di cui 12 trascorsi a
Rebibbia) e posso considerarmi nuovamente una persona libera, impegnata e molto
molto orgogliosa così come il mio vecchio amico Radicale Sergio D'Elia di
Nessuno tocchi Caino che seguo sempre con interesse e affetto. In questi giorni, mi ha molto colpito la sensibilità e l'attenzione
dimostrata dalla sig.ra Giuliana D'Olcese durante tutta l'intervista data a
Radio Radicale e in particolare il fatto che ella vorrebbe farsi promotrice
di un nuovo appello al Papa a favore di un atto di clemenza per i detenuti.
Per tutta l'esperienza che ho acquisito in tanti e tanti
anni a Rebibbia, ho molti dubbi che si riesca a smuovere le coscienze delle
persone che ci governano e sopratutto delle persone che non ci governano più (le
sinistre) poichè è proprio alle sinistre che deve attribuirsi tutta la
responsabilità dello sfascio del carrozzone giustizia, carceri
comprese.
Sono molto scettico sul buon esito del
tentativo vista la mia precedente esperienza di lotte e
iniziative perpetrate dapprima dall'interno e successivamente dall'esterno del
carcere. Anche io ho ancora voglia di lottare per un bene comune e per la
riapacificazione sociale, ma non vedo alcuno spiraglio, non vedo alcuna volontà
politica da parte di coloro che oggi sono opposizione (fasulla). Comunque, sono
e resto a disposizione della sig.ra D'Olcese.... qualora lo ritenesse
opportuno per fornirle tutto il materiale cartaceo di quegli anni bui
inclusa una bellissima lettera inviata a SS Giovanni Paolo
II, proprio in occasione del decreto Scotti-Martelli quando per far vedere
la forza e i muscoli, da parte dello stato, si riarrestarono i detenuti che
erano appena usciti in semilibertà per lavorare all'esterno del carcere.
Sarebbe molto lungo e dispersivo parlare di quegli anni, per
cui resto in attesa di un cenno di riscontro e cordialmente saluto.
Salvatore Soddu.
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Appello da Da Cuba.
Salve: Mi chiamo Joel Rodriguez
Riveron, sono un cubano rifugiato politico in Italia, e faccio
parte della Unione per le Libertà a Cuba. www.cuba.subito.cc
sito in allestimento. Mi rivolgo a lei per il seguente
motivo: il prossimo 5 di luglio arrivano a Roma un rappresentante
di Judicial Watch, organizzazione non governativa americana
che si occupa di questioni legale, diritti umani, ed è molto
impegnata nella lotta pacifica contro la dittatura cubana,
assieme a loro arriva Alina Fernandez, figlia in esilio di
Fidel Castro, Isabel Roque, sorella di Martha Beatriz Roque,
l’unica donna arrestata nell’ultima ondata repressiva del
regime condannata a 20 anni di galera e ratificata la condanna,
e Blanca Gonzalez madre del giornalista indipendente
Normando Hernández anche esso arrestato nell’ultima ondata
repressiva e condannato a 25 anni. Loro staranno in Italia
3 giorni, 5, 6 e 7, il 7 saranno ricevuti nell’ambasciata
americana a Roma, ma loro chiedono se sarà possibile contattare
o incontrasi con qualche membro del governo Italiano, magari
lo steso sabato 5. Io volevo vedere che possibilità ci sono
per organizzare questi incontri e vi pregherei se c'è qualche
possibilità di contattarmi. Vi porgo i miei saluti. Joel Rodriguez
Unione per le Libertà a Cuba. esiliocubano@libero.it
Salve Rodriguez,
io posso
solo inviare il vostro Appello a Palazzo Chigi,
al ministro degli esteri Frattini,
ad alcuni ministeri, a tutti i Deputati e Senatori e lanciarla all'informazione italiana tra giornali e media. Ma dovreste farmi sapere quale tipo di rappresentanti del
governo vorreste incontrare e quale dei settori sopracitati
vorreste informare e coinvolgere.
Mi faccia
sapere, cordialmente da Giuliana
D'Olcese
Cyberdissidenti torturati e carcerati
- Internet sotto stretta
sorveglianza
La libertà del Web tema centrale del
Rapporto 2003 di Reporter senza frontiere
[ZEUS News - www.zeusnews.it - Prima
Pagina]
Reporter senza frontiere, organizzazione
internazionale di giornalisti, è impegnata per la difesa della libertà di
informazione
nel mondo, e dedica il suo Rapporto 2003 alla denuncia delle
violazioni della libertà nel Web, rapporto che si intitola
"Internet sotto stretta sorveglianza - Gli ostacoli alla circolazione della libera
informazione sulla Rete.", ed è scaricabile
gratuitamente dal sito dell'organizzazione. Vi si analizza la situazione di
Internet in 60 Paesi, nel periodo che va dalla primavera 2001 alla primavera
2003. In totale, al 13 giugno 2003, risultano essere oltre una cinquantina gli
internauti prigionieri nel mondo, di cui almeno tre quarti sono detenuti in
Cina. Tra i Paesi in cui la libera navigazione nel Web può
costituire un reato perseguito penalmente c'è Cuba
dove la strumentazione necessaria è disponibile solo nei negozi
specializzati gestiti dallo Stato, accessibili solo con permesso delle autorità
competenti. Un Paese difficile per la libertà nel Web è anche la vicina Tunisia:
la linea ufficiale sembra apparentemente favorevole alla democrazia elettronica
ma la realtà è fatta di censura di siti, intercettazione delle e-mail, chiusura
dei cybercaffè, arresti e condanne arbitrarie. Nel testo sono presi in esame i
pericoli per la libertà nel Web anche in Paesi occidentali come gli Usa o la
Gran Bretagna. Reporter sans frontieres ha scelto di premiare con il Primo
Cyberpremio un internauta prigioniero: si tratta del tunisino Zouhair Yahyaoui.
Zouhair Yahyaoui è un cyberdissidente tunisino di 35 anni, nel luglio 2001
appena laureato e disoccupato, egli lancia dalla Tunisia un sito di informazioni
Tunezine.com
sito dove con le armi della satira, critica la
scarsa indipendenza della magistratura dal potere politico in Tunisia. Il 4
luglio 2002 viene arrestato in un cybercaffè alla periferia di Tunisi, durante
gli interrogatori viene ferocemente torturato e rivela la
password del sito. Il 10 Luglio 2002 viene condannato a 2 anni di carcere
per "diffusione di notizie false". Dall'inizio dell'anno 2003 è già entrato per
ben 3 volte in sciopero della fame. - Pier Luigi
Tolardo.