14 Febbraio 2003 Una data
Storica?
Raddoppiamo la lotta! di Marco Pannella e Emma
Bonino
----- Original Message -----
From: Marco Pannella
Marco: Un nostro
successo
Roma, 14 febbraio 2003
Carissime
amiche e carissimi amici, abbiamo testé finito di ascoltare la relazione
del Capo degli Ispettori Blix.
Mi assumo le responsabilità, prima di ascoltare
qualsiasi altrui commento politico, di dare fra un attimo una dichiarazione
molto positiva dell'evolversi della situazione, NELLA DIREZIONE DA NOI PER PRIMI
AUSPICATA, e forse non secondariamente secondata.
Vi invio quindi il
comunicato che stiamo, con
Emma, per dare alla
stampa.
La nostra lotta quindi deve
continuare e raddoppiare di forza. TUTTI RICORDIAMOCI L'APPUNTAMENTO A RIVOTORTO
D'ASSISI CON NELLA INTELLIGENZA E NEL CUORE LE PAROLE DEL NOSTRO OBBIETTIVO.
Grazie.
E
ora Massimo Bordin mi comunica che Radio Radicale sta per interrompere il suo
silenzio.
Grazie,
grazie, grazie Marco. Bruxelles, 14 febbraio 2003
EMMA BONINO E MARCO PANNELLA:
BENISSIMO! GRAZIE ALLA
DETERMINAZIONE ANGLO-AMERICANA E DEI LORO ALLEATI, E ANCHE
DELL'ONU, ORA E' DA
PERSEGUIRE LA SOLA VERA ALTERNATIVA ALL'INTERVENTO
MILITARE: IL DISARMO E LA DEMOCRAZIA IN IRAK.
La relazione del Capo degli
Ispettori costituisce una conferma dell'opportunità, della necessità di intervento,
sostenuta in particolare dagli USA e UK, per imporre all'Irak rispetto degli
impegni assunti nel '91, e di disarmo di un regime che non ha cessato di
massacrare il suo stesso popolo, gli impegni internazionali e quelli derivanti
dalla Carta delle Nazioni Unite e dalla dichiarazione Universale dei Diritti
dell'Uomo. Grazie alla determinazione con la quale ci si è assunti la gravissima
e rischiosa responsabilità di imporre un rientro nella legalità del regime
irakeno, oggi è manifestamente non solo possibile ma necessario accrescere la
forza ispettiva dell'Onu ai fini di quel disarmo che la 1441 ha indicato come
necessaria.
Chiediamo subito a tutti i
Governi democratici di perseguire fin da ora (così come autorevolmente già fatto proprio da tanti di 120
Paesi e da indiscusse personalità politiche) di
perseguire non solo l'obiettivo del disarmo ma quello
della democratizzazione e quello del conferimento ai cittadini irakeni dei
diritti democratici e di libertà che loro spettano.
In particolare, siamo certi di poterci rivolgere, anche in rappresentanza di quanti sostengono il progetto
radicale, al Governo italiano - e attraverso esso al Consiglio Europeo - perché gli obiettivi del disarmo controllato certo e
della transizione alla democrazia vengano di già proposti martedì al Consiglio
di Sicurezza e assicurati alla democrazia e alla pace internazionali.