Iraq. Ai pacifisti
dico: Se non volete essere il Logo della repressione
e della dittatura, aderite subito alla
proposta Iraq libero!
di Emma Bonino
In pochi giorni circa
9000 persone da 140 Paesi sostengono la proposta del Partito Radicale Transnazionale
"Iraq Libero!"
Libertà, Democrazia, Diritto! Via Saddam!
Da 140 paesi del mondo hanno sottoscritto la proposta lanciata
da Marco Pannella e fatta propria dal Partito Radicale Transnazionale
-www.radicalparty.org- Fra
gli altri hanno sottoscritto la proposta Francesco Cossiga, Senatore,
Presidente emerito della Repubblica, Giulio Andreotti, Senatore ed ex Primo
Ministro, Walter Veltroni, Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, leader dell'Ulivo,
circa 250 parlamentari italiani dei due schieramenti, Franco Marini, Pierluigi
Castagnetti, Giovanna Melandri, Marco Boato, Antonio Maccanico, l'ambasciatore
Morton Abramowitz, membro del board ICC (International Crisis Group), Elena
Bonner, Presidente della Andrey Sakharov Foundation, Abdessalem Abdessalem Bouchadekh,
presidente di Diritti e Libertà dei Maghrebini e del Maghreb, Enver Can, Presidente
dell'East Turkestan National Congress, Lamberto Dini, senatore e ex Primo Ministro
italiano, Uffe Ellemann-Jensen, ex Ministro degli Esteri Danese, Bill Emmott,
Editore capo di "The Economist", André Glucksmann, filosofo, Wei Jingsheng,
Presidente dell'Overseas Chinese Democracy Coalition, Ismail Kadare, scrittore,
Hisham Kassem, direttore "Cairo Times", Kok Ksor Presidente della Montagnard
Foundation, Rosa Montero, scrittrice, Surin Pitsuwan, ex Ministro degli Esteri
Thailandese, Sophie Shihab, giornalista, Stephen Solarz, Vice-Presidente ICG,
Vanida Thephsouvanh, Presidente of the Lao Movement for Human Rights, Mokhtar
Yahyaoui, giudice e dissidente tunisno. Lo straordinario successo della proposta
di Marco Pannella "Iraq Libero!" ci incoraggia nella nostra lotta perchè sia
cacciato Saddam Hussein e per dare speranza di Democrazia e Libertà al popolo
iracheno. Ma le ipotesi che stanno emergendo dicono che le alternative sono
o la guerra o che a Saddam succeda un altro dittatore. Questa prospettiva sarebbe
un nuovo dramma per gli iracheni e per il Medio Oriente. Ai pacifisti che dicono
"nè la guerra, nè Saddam",
chiedo di non essere il "Logo" della repressione
e della dittatura e di aderire subito all'unica proposta concreta e praticabile
alternativa alla guerra: esilio di Saddam e Governo transitorio dell'Onu che
prepari elezioni democratiche in Iraq.
Se c'è una possibilità di sventare la guerra, questa non risiede
in uno sterile "no alla guerra", ma nella forza nonviolenta di massa per reclamare la partenza
immediara di Saddam Hussein e la libertà per il popolo iracheno. Emma
Bonino.
Iraq
libero su tutela Onu. Appello di Marco Pannella:
prestigiose adesioni
anch'esse
clandestinizzate dalla stampa
Estremo invito al
Governo e al Parlamento perchè non si ignori la scelta di una alternativa
concreta e immediata alla guerra:
Iraq libero su tutela Onu, esilio
protetto anzichè tragedia e morte per Saddam.
Il Parlamento italiano ha
l'occasione di far decollare la sola proposta
Alternativa all'intervento militare ed alla guerra che ad oggi sia
conosciuta: quella che il popolo italiano - come negli anni '30 - non ha
avuto sin qui il diritto di conoscere, clandestinizzata com'è da una
"informazione" letteralmente antidemocratica, dalla violenza d'effetto fascista.
La proposta è quella di investire il Consiglio di Sicurezza dell'ONU del compito
di assicurare e governare la transizione del regime irakeno verso la democrazia
e
il rispetto dei diritti umani e civili
fondamentali degli irakeni, sia che Saddam cada per intervento militare, golpe,
assassinio sia per scelta di un esilio "protetto" (della sua incolumità, e non
impunità). Questa proposta che ha ricevuto telematicamente di già adesioni e
sostegni da oltre 90 paesi e da circa 8000 esponenti e militanti democratici e
nonviolenti, da semplici cittadini a statisti di rilievo internazionale, sul
sito, "www.radicalparty.org"
-www.radicali.it- che
anche in Italia ha prestigiose adesioni, clandestinizzate anch'esse. Mi auguro
che in Parlamento il Governo e le forze parlamentari non ignorino la proposta,
nel solo modo possibile ed efficace: evocandola con sufficienza, quasi
incidentalmente.
Thomas Mann e Gaetano Salvemini ammonirono, inascoltati,
che Italia e Germania libere, democratiche, doveva essere l'obiettivo e lo
slogan per scongiurare il pericolo di una guerra immane e della perdita ovunque
della libertà.
Oggi, Iraq Libero e democratico è l'arma, l'obiettivo di
attrazione assoluta di popoli e degli irakeni, in tutto il mondo.
Marco
Pannella.
Chi
ha dimenticato Milosevich? Commissione Telekom Serbia:
Auditi i Radicali Della
Vedova e Manfredi:
"Abbiamo fornito tutta la documentazione in
nostro possesso"
La Commissione
parlamentare Telekom Serbia ha sentito per la seconda volta l'europarlamentare radicale Benedetto Della Vedova e il
signor Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali
Italiani). I radicali hanno consegnato ai commissari la seguente
documentazione: copie del libro "Telekom Serbia - Presidente Ciampi, nulla da
dichiarare?"; gli esposti presentati alla Procura della Repubblica di Torino (a
cui i radicali hanno chiesto di audire i vertici politici dell'epoca: Prodi,
Ciampi, Dini, Fassino, Micheli); un dossier sul signor Giovanni Di Stefano
(braccio destro del criminale di guerra serbo Arkan, ha fatto recenti
dichiarazioni sull'affaire TS); un dossier contente documentazione trasmessa ai
radicali dal signor Guido Garelli, detenuto nel carcere di Ivrea (i radicali
hanno chiesto e ottenuto che tale dossier sia trattato come riservato). Della
Vedova e Manfredi hanno dichiarato: "Abbiamo cercato di dare
un contributo concreto al lavoro dei commissari,
facendo presente che non diamo patenti di credibilità a quanto affermato da Di
Stefano e da Garelli, le cui dichiarazioni esigono
comunque un necessario approfondimento, per evitare
qualsiasi inquinamento di quanto (ed è paracchio) la commissione ha finora accertato. Ha accertato,
per esempio (ben 6 audizioni lo dimostrano) che dal 1994 erano in corso
trattative di Telecom Italia (azienda allora pubblica) con il
regime serbo di Milosevic, sottoposto ad un
embargo economico che proibiva qualsiasi collaborazione; avvocati e dirigenti
Telecom tutti impegnati nel preparare accordi economici con uno Stato in cui un
minuto di telefonata costava 20 lire e la propensione allo sviluppo delle
telecomunicazioni era un decimo di quella italiana; avvocati e dirigenti di una
delle più grandi aziende mondiali del settore pronti a fatturare l'importo delle
"mediazioni" ad una società macedone la cui ragione sociale era l'allevamento
dei polli (Mak Environment)! La verità è una sola: dall'inizio degli anni '90 è
esistita una lobby politica filoserba che ha voluto a tutti i costi aiutare
Milosevic, nonostante le sue tre guerre di aggressione, nonostante Sarajevo e
Srebrenica, nonostante dieci anni di repressione in Kosovo. Questo è il dato più eclatante che emerge dalle audizioni e che è
ancora più riprovevole delle tangenti versate per la conclusione dell'affare; su questa verità
continueremo a chiedere conto ai responsabili politici, il cui silenzio diventa sempre più insostenibile.
" Il libro ""Telekom Serbia - Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" è
acquistabile sul sito
Il Sindaco di Roma Walter Veltroni
a Marco Pannella:
Caro
Marco, ecco i motivi per i quali aderisco alla proposta e al progetto per
un'alternativa alla guerra.
Le settimane che abbiamo di fronte
possono risultare decisive per il futuro della regione mediorientale e per il
mondo intero e sono quindi convinto che debba essere fatto tutto il possibile
per il conflitto in Iraq sia evitato. Aderisco alla proposta
e al progetto da te lanciati dell'appello che hai
rivolto alle Nazioni Unite per trovare una via d'uscita politica alla crisi. La nostra opposizione
ad una guerra in Iraq, e alle inevitabili vittime innocenti che essa
provocherebbe, è motivato dalla consapevolezza delle conseguenze che un
intervento militare potrebbe causare sulle possibilità di costruire la pace in
Medio Oriente, sul dialogo tra Occidente e mondo islamico e sul rischio di una
nuova escalation terroristica. Ma il nostro no alla guerra deve accompagnarsi ad
una proposta positiva in grado di indicare un futuro di pace e libertà per i
popoli della regione. Il regime di Saddam Hussein come tutti quelli responsabili
di violazioni di diritti umani e del diritto internazionale può e deve essere
contrastato dalle Nazioni Unite e dalla comunità internazionale con i numerosi
strumenti offerti dal diritto, dalla legalità e dalla giustizia penale
internazionale. Contro la guerra in Iraq si sono espressi in un appello da me
promosso i Sindaci di importanti Capitali europee come Parigi, Londra, Mosca,
Berlino, Vienna e Bruxelles.
Ti invio un cordiale
saluto, Walter Veltroni.
Aderisci su -www.radicali.it-