Siamo d'accordo sul no al busto del Napoleòn-conquistador presidente. Ben
detto quindi, e ben fatto dai colti Veneti
cittadini.
Auguri anche a lei presidente
come ai contestatori veneti, a ragione, del busto del Napoleòn a Venezia.
Lucy dall'Ombra.
P.S. Signor presidente,
Il 9 maggio ricorre l'anniversario dell'""Assalto
armato al Campanile di San Marco""! da parte dei
Serenissimi.
Nonostante, anche i nostri,
reiterati appelli a lei ed alla sua Signora durante ben 2 anni via ANSA, via fax
al Quirinale, via quotidiano Libero e via centinaia di appelli di cittadini di
ogni parte d'Italia raccolti dal giornale telematico Virus -ancora et semper
consultabili nella rubrica Appelli very doc -, Luigi Massimo Faccia è ancora
confinato nelle "Patrie Galere".
Come fu per la pulzella d'Orleans, non ha abiurato alla fede delle sue
opinioni politiche e federaliste e quindi resta in galera,
in esemplare Patria punizione per
reato d'opinione (secondo il collegio giudicante) anche perchè non venga in
mente a qualche estroso esotico cittadino di avere, ed esternare, idee e
convinzioni non omologate al Sistema (c'è da riconocere, però, che i roghi sono
stati aboliti dal Sistema- non quelli architettati da stampa&media intendiamoci di cui ne sappiamo qualcosa a
propo' di certe Sore Lelle della giustizia in infelice accoppiata, del tutto casual, s'intende, con tale First Sora Lella dell'"informazione"
di cui si discute anche alla Corte
dei Conti ed in ulteriori amministrazioni di Stato.
Sistema assai poco Federale il nostro, nonostante le
stucchevoli strombazzature federaliste ed i plotoni di Sindaci decorativi
mostrati orgogliosamente in tv. Quella stessa tv che la sua simpatica e schietta
Signora ha definito televisione idiota o giù di li'
ai tempi bui dell'illuminato
Girotondino-Palavobista Zac, facendosi autentica e verace interprete degli
Italiani che non ne possono più di questi spettacolini al cloroformio per
addormentare ed omologare le coscienze. Quando va bene.
Quando va male, invece, ci toccano le piazze-piazzate dei
Biagi&Santoro con contorno di Luttazziani escrementi o di un milione di
cazzate di quel grande cantautore, come si chiama Celentano? Quello che la
nostra RAI paga un miliardo e mezzo a sera.
Ma se le
immagina presidente le vecchine pensionate la mattina in fila alla mutua,
alla tac o all'Imps, obbligate a pagare pure
la gabella detta il "canone" alla compagnia
della buona morte Rai? Robe da buttarsi giù dalle case di ringhiera.
Nella rassegna stampa del Colle, a proposito di Serenissimi
e Federalismo, richiamiamo la sua attenzione sull'editoriale di Alberto
Mingardi, martedì 8 maggio, prima pagina sul quotidiano, indipendente, Libero.
Non vogliamo approfittare del suo tempo prezioso
dedicato alle cure della "Repubblica nata dalla
Resistenza" perciò la facciamo breve, anzi brevissima certi della sua
comprensione per gli inauditi squilibri della amministrazione del capitolo
"Giustizia" nella Italica Patria.
E se provassimo
ad integrare il concetto di Patria&Giustizia
oltre che di Patria&Risorgimento, di Patria&Resistenza?
A parte le vicende
Risorgimentali, Garibaldine, Foibesche, Risieresche, Sansabesche,
Resistentesche, Pallacordesche, nonchè new Girotondesche e Palavobesche ecc ecc,
quasi tutte volte al passato per certi versi poco glorioso della nostra Patria,
(solo per certi versi naturalmente presidente), a fronte dell'Europa, che lei ha
fortissimamente voluto, questa nostra Natione non regge il passo e sta portando
ad una pericolosa inflazione della malagiustizia, (inflazione un po' come l'euro
per intendersi, ma solo un po' presidente stia tranquillo non vogliamo
turbarla......).
Con la Giustizia, come viene
amministrata, il cittadino non ha potere di acquisto rispetto al rispetto (scusi
il bisticcio di parole) delle regole di democrazia: con l'euro, poi, la mattina
esce a fare la spesa, -pensi alle povere vecchine pensionate a 380.mila mensili
che abitano nel monolocale di ringhiera nelle periferie infestate dalla
delinquenza urbana, tutta straniera-, e si vede scivolare quegli spicciolini via
dalle tasche come fossero acqua fresca.
Sarà pure poco
estetico, spilungone e secchione, e pochissimo simpatico, ma Doisembergh,
si scrive così?, non ci pare essere proprio un cretino no?.
Ora si vien delineando che, come leggiamo e sentiamo dai
media, la vecchina contribuente, poi, è prevista anche provvedere alle bisogne
dell'ospitalità, -quella che si riserva ai prigionieri politici di rango, non ai
nostrani scampagnardi Serenissinmi s'intende-, dei terroristi palestinesi,
(comprese le bistecche ai cani Doberman), santificati dal soggiorno "coatto"
nella Basilica della Natività, nonchè allo stipendio dei famigli adibiti alle
pulizie della "villetta messa a disposizione dal Ministero dell'Interno"?
No! Robe da non credere! Ma lei presidente ci
crede?
A dire tutta la verità,
come fa la sua simpatica Signora, Ochalan non si è mai lamentato di colf, guardie del corpo,
auto blu e Monzù, anzi pare che carbonare, amatriciane, vaccinare, abbacchi in
fricassea e puntarelle de' li colli Albani ne deliziassero,
a sua detta, lo smaliziato palato arafattiano,
non solo, ma fossero invidiati dal parlamentare-globetrotter, -a spese dello
Stato s'intende-, Mantovano di nome e romano di fatto.
Quindi, detto Mantovano, romano di fatto, esperto di
palazzi, villette e cucina romana.......
E anche i Doberman pare che non si siano mai lamentati
del taglio delle bistecche anzi le trovavano davvero di prima scelta degne del
Glorioso Salumaio di Montenapoleone. - MI.
Lombardia.-
Per
concludere speriamo, fortissimamente speriamo, che in un futuro prossimo non ci
tocchi leggere interminabili esercitazioni, cronache verbose, verbali, scritte,
dotte&noiosissime circa qualche controfigura
Lepenesca nostrana.
On sais jamais presidente.
Or not?
Sarà pure molto estetico, spilungone,
imponente tronfio e mondano, e pochissimo simpatico, ma Chirac non ci pare
essere proprio un cretino no?. E Fassino?
Continuiamo a
confidare in lei Capo della Patria.
Venezia, 08.05.2002,
Coordinamento dei Comitati "NO a
Napoleone"
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ITALIANA
Dott. Carlo Azeglio
Ciampi
Signor Presidente,
Ci rivolgiamo a Lei non solo come Presidente degli Italiani, ma anche per la
sensibilità che sempre La ha contraddistinta.
Premettiamo che non cerchiamo assolutamente un revisionismo
storico dei fatti che Le andremo ad illustrare, ma
bensì solo
ed unicamente risaltare un fatto storico che ha
visto soccombere la Nostra Città: Venezia, e che ora quello che riteniamo sia
un'affronto si sta perpetrando a
suo danno.
Cercheremo di esporLe i fatti in modo
succinto affinchè possa rendersi conto dei motivi per cui ci rivolgiamo a
Lei.
Nel mese di febbraio u.s. apprendiamo dalla stampa che la
Fondazione della Cassa di Risparmio di Venezia e il Comitato Francese per la
Salvaguardia di Venezia hanno acquistato dalla nota casa d'aste Americana
Shoteby's una vecchia statua di Napoleone e che intendono donarla alla città di
Venezia da esporre nel Civico Museo Correr di Piazza S. Marco.
Questa statua
sarebbe quella che, agli inizi dell'800, era stata messa in Piazzetta S. Marco;
una'opera dello scultore Banti, poi semidistrutta dai Veneziani quando i
Francesi se ne andarono, nel 1814. Essa fu sottratta al giusto risentimento
popolare dagli Austriaci, semidistrutta, e di essa se ne persero le tracce fino
ai nostri giorni.
Il nome del piccolo Corso per i Veneziani e per i Veneti
ha un significato assolutamente infausto e ignobile! Egli fù colui che con
l'inganno, la perfidia, la prepotenza, la vigliaccheria ha dapprima fatto
dimettere il Governo della Serenissima e quindi ha dapprima venduto la
Repubblica, usandola come merce di scambio, all'Austria quindi la ha
letteralmente distrutta e rapinata.
Alla fine di questa nostra supplica Le
allegheremo la prefazione che il Nostro illustre Cittadino, Alvise Zorzi, ha
scritto nella ristampa del suo ponderoso volume sulla "Venezia scomparsa",
affinchè Lei stesso si renda conto di quanto quì esponiamo.
Alle nostre
rimostranze, ed a un chiarimento sulla faccenda, il sindaco di Venezia, Paolo
Costa, si dice meravigliato della faccenda e dichiara alla stampa di non essere
a conoscenza del fatto.
Nel frattempo sorgono dei
Comitati spontanei sia in Venezia che nel Veneto per contrastare l'arrivo di questa statua, e in
seguito ad un'incontro fra di noi si stabilisce di creare un
Coordinamento dei detti Comitati: ed è questo che si rivolge a Lei.
Nel
frattempo il sindaco Costa dichiara alla stampa locale che è possibile porre la
statua di Napoleone all'interno del Museo Correr e che, in fin dei conti,
Napoleone ha fatto anche qualche cosa per Venezia. Ma cosa
abbia fatto, Costa non lo ha detto.
In rappresentanza del
Coordinamento ci apprestiamo a contattare diverse Personalità sia Politiche che
amministrative, ma prima di tutti chiediamo un'incontro con il Console di
Francia a Venezia il quale non solo dimostra una sensibilità non indifferente
della questione, ma addirittura ci dichiara il suo appoggio. Un'accoglienza ed
una cordialità simili non ce l'aspettavamo, così come non ci aspettavamo di
sapere che quello che aveva sollecitato l'acquisto della statua era stato
proprio il sindaco Costa: e ciò era stato pubblicato anche nella stampa Francese
in data 14 gennaio!
E lui aveva dichiarato di non sapere
nulla!!!
Come si può aver fiducia in un'amministratore che non dice la verita?
Successivamente chiediamo un'incontro proprio con lui, e dire che ha
dimostrato insofferenza e che ci ha trattati in modo non cònsono ad un
professore e per di più sindaco ed Europarlamentare è un'eufemismo!
Parliamo
anche con il Direttore dei Musei Civici, dott. Romanelli, il quale si era detto
favorevole all'acquisto della statua (è significativo il fatto che egli voglia,
fra qualche tempo, istituire un museo Napoleonico proprio in Palazzo Ducale!!!),
ma egli è rimasto fermo nelle sue convinzioni in modo, però, molto più civile ed
educato.
Quindi abbiamo ancora colloqui con diversi
Amministratori sia Regionali che locali: tutti ci
danno ragione!
Il Gazzettino di Venezia indice un referendum fra i
lettori chiedendo se siano o no favorevoli all'arrivo della statua: inutile dire
che vi è stato un plebiscito di no!
Nel frattempo anche molti intellettuali
si dichiarano contrari. Un'illustre e noto Antiquario, il dott. Piero Scarpa,
risalendo ai fatti dell'epoca, dichiara che la detta statua potrebbe essere
addirittura un falso.
Il dott. Marino Zorzi, Direttore della
Biblioteca Nazionale Marciana, spiega nella stampa i
motivi per cui la statua, se è quella,
non deve tornare;
così come si dichiarano contrari molti altri personaggi, fra i quali lo scrittore Nantas Salvalaggio, lo stesso Alvise Zorzi, e
molti altri di cui in questo momento non ricordo il nome.
Chiediamo
al Presidente del Consiglio Comunale, Mara Rumiz, che, a termini di Regolamento,
venga convocato un Consiglio straordinario per la discussione dell'arrivo della
statua. Ovviamente ella, essendo della stessa corrente politica di Costa, gli dà
ragione e la porta per le lunghe.
Messa alle strette da
noi, si decide a convocare il Consiglio entro pochi
giorni, ma non permetterà a nessuno del nostro
Coordinamento di intervenire per spiegare i motivi
per cui i Veneziani ed i Veneti non vogliono assolutamente saperne di ricevere
in casa propria la statua di un dittatore che per loro è solo simbolo di furto,
violenza, depredazione, fame, miseria oltre che di inganno, violenza e
sopraffazione.
Il Sindaco di Portoferraio nell'Isola d'Elba, saputo delle
nostre rimostranze, si è offerto di ospitare la statua di Napoleone nella sua
isola in quanto, è Storia ben nota, durante il soggiorno forzato che ebbe in
quei luoghi, Napoleone ha contribuito non solo
al loro rilancio economico ma anche culturale
poiché l'ha adottata di una non indifferente Biblioteca, di strade, ecc. ecc.
Pertanto la statua del Corso per lui e per i
suoi Concittadini sarebbe bene accetta ed accolta!
E di questo ne siamo tutti
convinti: se ciò avvenisse!
Non credo, Signor Presidente, che quello
di chiudere la bocca al Cittadino che è contrario ad un atto di un'amministratore sia simbolo di democrazia! E soprattutto
ostinarsi in un comportamento ostile nei suoi confronti!
Il sig. Costa ha addirittura dichiarato
di voler far un convegno per la riabilitazione di Napoleone!
Ebbene: noi abbiamo già indetto un contro - convegno per dimostrare le nostre buone ragioni per il NO a
Napoleone,
con l'intervento di diversi Personaggi della
cultura locale e nazionale, da tenersi tra la fine di maggio ed i primi di
giugno.
Nel frattempo abbiamo invitato a Venezia il
Sindaco di Portoferraio, dott. Giovanni
Angemi.
Egli sarà nostro gradito ospite il giorno 27 e 28 maggio p.v.
La mattina del giorno 28, alle ore 10, si terrà una conferenza stampa presso
l'antico Caffè Florian in Piazza S. Marco, dove verranno illustrati i vari
motivi e soluzioni. Quello che Le chiediamo, Signor Presidente, è di poter
intervenire presso gli amministratori locali, affinchè ci diano il permesso di
illustrare in Consiglio Comunale le nostre ragioni: in fin dei conti, quello che
chiediamo a loro è solo quanto sancito dalla Carta Costituzionale, la libertà di
esprimere le nostre opinioni.
Altrimenti il 25 aprile
rimarrebbe solo una data sul calendario!
Per il Coordinamento dei
Comitati, Paolo Borsetto s. Marco, 3707 - tel. 3493692733 Gigio Zanon Castello,
5564 - tel.3482610827.