Riceviamo, rispondiamo
e pubblichiamo.
La Manifestazione
a Piazza Cordusio?:
A nostra vergogna succede che,
dicono cittadini indignati e addolorati. Giovanni Maria Mischiati.
Al Sindaco
di Milano Albertini, al Prefetto
di Milano e all'ufficio Prefettura, agli organi di "informazione":
Manifestazione a Piazza Cordusio:
Gentili Signori, si è svolta a Milano una
manifestazione del *movimento per l'opposizione sociale*.
Il percorso autorizzato prevedeva il
passaggio davanti alla sukka' allestita dagli ebrei milanesi in Piazza Cordusio
in occasione di una ricorrenza ebraica. Il giorno precedente le autorità cittadine
avevano chiesto alla Comunità Ebraica di togliere i simboli ebraici e le scritte
in ebraico dalla capanna per "non irritare i partecipanti al corteo". Prima
del passaggio del corteo, poliziotti
del commissariato del Duomo e il viceprefetto
hanno ancora insistito per far togliere le scritte e i simboli ebraici, con
la minaccia di negare in caso contrario il permesso di mettere la capanna
in zona centrale in futuro (da anni la sukka' è allestita in Piazza Cordusio).
E' stato chiesto di togliere la kippa o coprirla con un cappello. Naturalmente
nessuno l'ha fatto e nessuno ha tolto le scritte in ebraico. Nessuno ha accettato
di cedere a tale sopruso della propria dignità, a una simile vergognosa richiesta,
al ricatto. Gli organizzatori della manifestazione si aspettavano qualche
migliaio di persone: ne sono arrivate circa 500.
C'erano molte bandiere palestinesi, e i manifestanti urlavano "Israele
assassini" e "palestina libera". Le stesse
autorità, che avevano chiesto agli ebrei di nascondere la propria identità
non si sono preoccupati di chiedere ai manifestanti di non usare tali scritte
indegne e offensive nei confronti di tutta la comunità civile. Accanto al
corteo c'erano una decina di poliziotti in tenuta antisommossa. E' scandaloso
e pericoloso che le autorità abbiano chiesto agli ebrei di nascondere simboli
ebraici per paura di innervosire i teppisti antisemiti e antisraeliani. Lo
scandalo è evidente e il pericolo è nel cedimento alla prepotenza e violenza
dei manifestanti a danno della giustizia e della dignità umana. Noi come cittadini
italiani ci aspettiamo che la polizia protegga noi e il diritto di tutti alla
libertà di culto sancita dalla Costituzione, perciò, chiediamo sia rispettata
la dignità e l'identità di ciascuno. Vogliamo che gli ebrei possano essere
ebrei in Italia senza il terrore e le umiliazioni, triste ricordo del periodo
fascista.
Non siamo nel 1938, le leggi razziali
non ci sono più. Nessuno deve più avere paura di essere ebreo e ogni ebreo
deve avere
il diritto di esserlo a testa alta
senza essere costretto a nascondere i simboli della propria appartenenza.
Il comportamento delle autorità milanesi è stato vergognoso e umiliante, molto
più insultante e violento di quello dei teppisti che si sono comportati come
tali. Se i cittadini della Comunità ebraica di Milano devono sentirsi in pericolo
nel portare un piccolo copricapo simbolo della loro fede e sentirsi invitare
a toglierlo per non infastidire le moderne squadracce fasciste, aveva
ragione Herbert Pagani quando scriveva che Israele è l'unico paese dove uno
*sporco ebreo* è solo un ebreo che non si lava.
Distinti saluti Per
l'Associazione Amici di Israele: Deborah Fait.
Virus alla Prefettura e alle autorità comunali di Milano:
Possibile? In una città
come Milano?! Milano era una città civile, colta
e cosmopolita, cosa è diventata? distinti saluti, Virus.
Prefettura di
Milano To: VirusilGiornale
Re a: Possibile? In una città come Milano?! A nostra vergogna
Gentili Signori di Virusilgiornaleonline,
ho ricevuto le numerose e-mail che avete
pubblicato con cui anche voi ed i vostri lettori hanno manifestato indignazione
per i suggerimenti che i presenti
alla Sukkà di piazza Cordusio hanno ricevuto al momento del passaggio del corteo
che i centri sociali cittadini hanno effettuato per alcune vie della città il
28 settembre. Comprendo bene che le esortazioni dei funzionari di polizia responsabili
del servizio abbiano potuto ferire i vostri sentimenti verso i quali io, e con
me tutte le forze dell'ordine, nutro sincero e completo rispetto. Mi rendo perfettamente
conto che l'episodio, letto isolatamente rispetto al contesto complessivo di
una manifestazione particolarmente delicata sotto il profilo dell'ordine pubblico,
può aver offeso la dignità di una Comunità che - come qualcuno ha scritto -
nella sua storia millenaria di umiliazione ne ha già subite troppe.
Non era certo questo il fine delle forze di polizia. Quel giorno, l'iniziativa
dei centri sociali, anche per il concomitante svolgimento di un'altra manifestazione
di segno opposto, ha comportato l'impiego di quasi mille agenti per proteggere,
lungo tutto il percorso, i numerosi obiettivi contro cui i manifestanti avrebbero
potuto tentare di compiere violenze. La forza pubblica schierata nei pressi
della Sukkà aveva il compito di impedire ogni possibile danneggiamento della
struttura e, soprattutto, di garantire l'incolumità dei partecipanti all'iniziativa
religiosa. L'invito rivolto ai membri della Comunità ebraica presenti alla Sukkà
si poneva, dunque, come una misura precauzionale perché gli stessi potevano
costituire un facile bersaglio per malintenzionati che avessero voluto profittare
della massiccia presenza di manifestanti per compiere atti criminosi.
Solo questi sono stati lo spirito e le motivazioni, puramente tecniche, che
hanno mosso i funzionari di polizia, e sono stati compresi dagli stessi organizzatori
della Sukkà, presenti ai fatti e personalmente coinvolti nell'episodio, che
hanno reso pubblico il loro pensiero in una nota ufficiale, che allego in copia.
Del resto, sono certo che la proficua e sperimentata collaborazione tra la Comunità
ebraica di Milano e le forze di polizia può, da sola, testimoniare il pieno
rispetto di queste ultime ed i sacrifici che quotidianamente compiono per garantire,
a tutti, il sereno vivere civile della nostra città. Cordiali saluti Bruno Ferrante
prefetto di Milano.
SHALOM
"We will have peace with the Arabs when they
will love their children more than they hate us". Golda Meir. (da Pierluigi
Baglioni)
Per Oriana Fallaci:
Cara Oriana, Il tuo articolo sull'antisemitismo, come ti ho già scritto
a suo tempo, ha fatto provare a tanti italiani, ebrei e non ebrei, ma persone
oneste e per bene, un nodo alla gola. Io ho sempre ammirato il tuo coraggio
e ho sempre seguito i tuoi libri e i tuoi articoli. Tu grande donna coraggiosa,
io vecchia sionista sempre sulla breccia, abbiamo avuto in comune l'amore
per la verità a tutti i costi . Ti ho amato trent'anni fa, Oriana e ti amo
adesso. Ti amo per la tua sincerità, per la tua forza, per il tuo coraggio,
per come scrivi. Gli italiani ti amano, Oriana, tieni duro perchè chi ti
odia in realtà odia la verità, l'onestà e odia se stesso. Shalom Deborah
Fait.
Bello il titolo
dei Beatles,
così: nessuno s'aspetta tutto quel "veleno", da un titolo così. Secondo
voi, me lo danno l'hitlerino d'oro?
Mi basta ke non mi riempiano di botte i soliti
non-violenti. Perké, skerzi a parte, cercare di essere critici è un risiko,
sia in famiglia ke con estranei. Ammiro davvero Mingardi. E disprezzo quel
"56-cromosomi" ke calunnia per distruggere.
A tutti Voi di Virus: grazie per la libertà di espressione. Buona Festa
di San Marco. Viviana delle Rose. viviana.dellerose@libero.it
Non è in discussione
la voglia di pace di tutti noi.
Ma non ci sono riusciti personaggi influenti, in Israele o in USA,
e persino in Europa. Ritengo e temo che gli sforzi di alcune comunità siano
usati da Veltroni per farsi pubblicità e per spillare soldi ai contrubuenti
italiani come fanno i pacifondai che vanno a vivere per mesi nei territori
palestinesi. Si è visto un programma? Esiste un programma o finora si parla
solo di viaggi per diporto di alcuni mebri della comunità romana ebraica
e non? Sono molto scettica. Ho l'impressione che si giochi sulla buona fede
dei nostri per avere un nemico in meno da combattere e più libertà di colpire
Israele da parte del pacifondaismo italiano. Cosa c'entrano gli italiani
con la pace in MO? Dirò di più: cosa c'entra la comunità ebraica di Roma
con la pace in MO?
Non ci riesce la potente comunità ebraica
statunitense e vogliamo sperare nella piccola comunità italiana soprattutto
se con ramificazioni all'interno della sinistra di Roma? Quella sinistra
che ha rifiutato di partecipare all'Israel Day? Sento molta puzza.
In altre parole non mi fido e ho paura che
questo porterà solo dispiaceri. Il dialogo non si comincia in Italia. Deborah.
Il presidente
della comunità ebraica di Roma,
Leone Pasermann, è stato condannato al pagamento di 50.000 euro a Santoro,
essendo stato da questi querelato per aver sottolineato l'antiebraismo di
Sciuscià. Esprimo solidarietà al condannato. Yosef Tiles.
Cosa aspettiamo a saltare addosso a Santoro? Dobbiamo farlo pentire di esistere!
Deborah Fait.
Odio antiarabo.
Alcune puntualizzazioni:
il partito israeliano Likud, a rigor di termini non è neppure un partito,
ma, piuttosto, una Coalizione, di cui il gruppo di abotinski (il Bétar)
è una delle componenti; per ulteriori chiarimenti su questi personaggi dell'estrema
destra israeliana e sul loro substrato socio-culturale, sui loro comunque,
consiglio, oltre al già citato più volte Israele ShahaK "Storia ebraica
e giudaismo. Il peso di tre millenni" anche Emanuel Ratier "I Guerrieri
di Israele", entrambi delle Edizioni Sodalitium, nonchè Curzio Nitoglia
"Sionismo & fondamentalismo"- Edizioni Controcorrente. Da "Una minaccia
nel Medio Oriente", di Maurizio Blondet: "I figli dei coloni, specie nella
zona di Hebron, sono educati in una clima di odio antiarabo che ricorda
i valori inculcati alla gioventù tedesca di Hitler. Sono ubriachi di teorie
inneggianti alla superiorità del sangue ebraico e di essere i soli a combattere
l'odio di tutto il mondo". L'autore di questa coraggiosa denuncia è un ebreo,
lo storico Moshe Zimmerman dell'Università di Gerusalemme. Per sua fortuna,
perché solo un ebreo può dire simili verità senza diventare una non-persona
per la stampa internazionale, e per fortuna d'Israele, perché essa non mai
lasciata senza voci veridiche, senza profeti. Zimmerman ha gettato una piccola
luce sul la verità che nessuno deve dire. Rafminimi.
Trovo il comportamento
del vaticano
assolutamente moralmente condannabile. Non si è pronunciato contro il
nazismo, non si pronuncia contro il fondamentalismo islamico. Tace alle
esternazioni di Bashar al Assad. Non condanna i terroristi che stanno
distruggendo l'interno della Basilica.Nessuna remora però nel NON riconoscere
lo stato di Israele fino al 1993. Scandaloso! Deborah Fait.
Sull'Olocausto gay onore a Massimo Consoli
il quale, oltre ad aver raccolto in perfetta solitudine
un meraviglioso archivio gay che custodisce nel suo giardino come il migliore
dei suoi fiori, ha appena curato un'opera non proprio trascurabile
di Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), primo studioso della condizione
omosessuale quando la parola stessa "omosessualità" non era stata ancora
coniata. Consoli - autore di bei testi sull'Olocausto gay, sulla storia
del movimento e su mille altri, insondati argomenti - ha inaugurato presso
l'editore Fabio Croce la collana "I Padri Fondatori" con "Spada Furente"
che forse fin dal titolo farà sorridere più d'uno per il linguaggio immaginifico,
le tesi un po' astratte e la retorica ottocentesca. Eppure Ulrichs - che
per altro è sepolto poveramente nel cimitero dell'Aquila - un personaggio
che meriterebbe maggiore attenzione, come maggiore attenzione meriterebbe
Massimo Consoli, ostinato, allegro e generoso fratellone di tanti omosessuali
che senza di lui non saprebbero nemmeno di esserlo. Sarà così difficile
rendergliene merito pubblico? di Daniele Scalise (Gaywatch) L'Espresso,
25 aprile 2002. MC.
Cari amici del
Forum su Israele,
Virus si limita a dare gli spaccati delle varie
e diverse opinioni. Senza commentarle; ma le lascia libere di confrontarsi
senza intervenire per spostare i pesi da una parte o da un'altra. Per i
benpensanti e "le anime belle" questo modo di fare informazione
è indigeribile e oscuro...... secondi e terzi
fini... e cacchiate del genere. La gente sempliciode, o faziosa, plaude
a vedere e a sentirsi "rappresentata" da un giornalista opinionista, vedi
martedì 23 aprile Curzio Maltese, che si è esibito in assemblea
"Bella Ciao", con i Pancho, i Santoro e compagnia
bella girotondista e affini cantante, che inveiscono contro la "Libbbertà
d'iformazzzione fascisticamente soppressa dal criminale Berlusconi". Scusate,
ma noi di Virus non pensiamo che, proprio chi fa opinione debba andar per
piazze e piazzate a fare il mestiere del militonto di sezione. Tutto ciò
non detto ne' da destra nè da sinistra. Inoltre
Il Codice Rocco non contemplava solo il penale bensì anche regole civili,
come sulla famiglia, tipo la legge che negava, quindi abbatteva come non
fossero mai avvenute, la validità delle donazioni tra coniugi, era in essere
il reato penale dell'adulterio. Mentre, se la donazione era fatta dall'uomo
all'amante, nessuna legge ne inficiava la piena e legittima validità. Tanto
per citare le più conosciute. Leggi decadute solo negli ultimi anni!! Sul
Codice Rocco c'è molto da conoscere e valutare, anche storicamente, e da
riformare come il reato d'opinione. Vedi il "Caso Serenissimi" e di Luigi
Faccia, ancora in galera da 4 anni per non "essersi pentito e non avere
abiurato i suoi convincimenti ideologici" (sic!) ed altri Serenissimi ancora
in regime di semilibertà E, per concludere, sul fatto che <<La legge
Mancino non la vuole solo chi desidera liberamente istigare all'odio e alla
violenza>> permetteteci di rispondere, serenamente, che non ci siamo
proprio. (ndr).
** LA
RABBIA E L'ORGOGLIO PER UN ATTO
DI DIFFIDA **
Un altro sito è stato diffidato e chiamato a pagare i danni per aver osato
pubblicare "La Rabbia e l'Orgoglio",
l'articolo di Oriana Fallaci poi
trasformato in libro. Una storia che ha dell'incredibile ma, purtroppo,
è vera.
(Pubblicato su zeusnews.com il 14-4-2002) di Pier Luigi Tolardo.
A Napoli
si dice: E' ASCIUTO PAZZO O' PADRONE!!!!!!
( Come Servanti Longhi&Cofferati.). (n.d.r.)
Carissimi
Fratelli e Sorelle di Islamsunnita,
I'articolo di Oriana Fallaci "La rabbia e l'orgoglio" ci aveva sgomentati
e contrariati, ma l'attuale articolo ci sembra davvero encomiabile ed ineccepibile.
Troviamo vergognose le stesse cose che la Fallaci trova vergognose, e ci
sembra doveroso renderle pubblicamente onore per il suo coraggio della verità,
così come in precedenza l'avevano criticata per la faziosità dimostrata
nell'altro articolo. Quanto al "tipo che conosce bene l'inglese" menzionato
nell'articolo, ci sembra evidente che la Fallaci si riferisca al folle Adel
Smith, tra l'altro autore di un recente libro contro di lei. Almeno da quel
punto di vista, la Fallaci può stare tranquilla. Grazie ad Allah in tutta
Italia quel signore di seguaci ne ha soltanto uno, e di certo nelle moschee
non gli lasciano prendere la parola e non lo considerano un "fratello",
ma semmai un malato di mente. Persino - ed è tutto dire - in quelle controllate
dai fondamentalisti che giustificano il terrorismo suicida, in quelle gestite
dalla setta di Tariq Ramadan, Baha Ghrewati, Hamza Piccardo e soci. Wa-s-salamu
`alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH.
Istituto Culturale della Comunità
Islamica Italiana.
Meditate.
Il volo AZ 811 decolla, direzione Roma, Italia. Nessuno parla, ma sappiamo
tutti che abbiamo un dovere: dobbiamo testimoniare quello che abbiamo visto,
dobbiamo gridare ai nostri svagati connazionali che uno Stato "democratico",
che chiede di associarsi all'Unione Europea, non è altro che una infame
macchina da guerra, che opprime e uccide un intero popolo. Dobbiamo riempire
le piazze delle nostre città per dire a tutti che le piazze e le città della
Palestina, appena al di là del Mediterraneo, stanno diventando cimiteri,
perché su quei cimiteri un'ideologia folle e razzista sostiene debba ergersi
Eretz Israel, la Grande Israele dal Nilo all'Eufrate. Non so se ce la faremo,
ma so che dobbiamo provarci. tailakh@libero.it
I palestinesi
chiusi nella basilica: SCIOPERO DELLA FAME
dopo 10 giorni che dicono di non avere più cibo, si stanno consultando per
indire uno SCIOPERO DELLA FAME.
Fra qualche giorno cominceranno a
giocare a Grande Fratello e chi vince .... esce. Donato.
Fallaci, il coraggio
femminile di rompere la mediocrità.
Donne in prima linea per realizzare diritti umani e il diritto all'esistenza
dei popoli, per tradurre la giustizia in equità, voci al femminile, che,
alte e forti, si alzano sui clamori delle guerre e della bagarre politica.
Voci di donne impavide e coraggiose perché osano contrastare il conformismo
mediocre di tanti intellettuali, giornalisti e troppi politici. Chi ha il
potere teme di perderlo, preferisce conformarsi agli umori delle piazze
e alla mentalità volgare che mai si libera dell'antisemitismo, che considera
prioritario il benessere materiale, non il rispetto dei diritti umani nella
ottusa convinzione che questi siano una sorta di optional di Paesi ricchi;
e che fa uso della violenza e dello scontro, non della ragionevolezza e
del dialogo. Ora il Condottiero ed il Guerriero devono cedere il passo alla
Ragionevolezza e alla Parola, strumenti femminili di nome e di fatto della
nuova, alta politica.
Spetta alle donne fare la svolta
nei Paesi ricchi e nei Paesi poveri mettendo al centro la dignità della
persona come pari opportunità alla vita politica e universale e rispetto
per la persona. Pacifismo che nasconde odi e ideologie violente, pietismo
che cela menefreghismo per la giustizia come equità, buonismo che maschera
malafede e ignoranza: amore per la pace, pietà e bontà sono virtù che vanno
esercitate, non urlate. Amare la pace significa lottare per la sopravvivenza
e il rispetto di ogni popolo. Dei principii in teoria non sappiamo che farcene.
Oriana Fallaci ha urlato a italiani ed europei, a tutti quelli che con tanta
ipocrisia continuano a piangere sulle fosse dei campi di concentramento
e a riempire libri e giornali e programmi televisivi di chiacchiere contro
il nazismo: "Vi siete già dimenticati dell'Olocausto?"; per combattere ogni
genocidio e difendere le società aperte Emma Bonino, ha lavorato per la
Cpi (la prima Corte penale internazionale) con l'adesione di più di 60 Stati,
Manuela Dviri Vitali Norsa, con il Diario da Tel Aviv, ci ricorda che le
donne israeliane e palestinesi concordano su un punto: questi uomini non
sanno usare le parole ma conoscono solo la forza e la violenza. Con l'augurio
che la nascita del nuovo pilastro, dopo le N.U. della legalità internazionale
sia il segnale per avanzare tutte insieme verso la nuova via dei diritti
umani dei popoli e delle persone! <<di S.C. Verratti da affaritaliani.it
>>.
Ebrei: Applicazioni delle leggi del 1938??
Non può passare sotto silenzio quanto pubblicato, il 17 aprile su La Repubblica,
ove il Consigliere di Amministrazione RAI Donzelli, nel raccontare gli "interna
corporis" delle discussioni che hanno portato alle nuove nomine aziendali,
afferma che uno
o più consiglieri, alla proposta
di un nome a cui affidare un incarico, avrebbero obiettato: "Come facciamo
a nominare quello lì, che è ebreo? Ne abbiamo già uno su un'altra casella.
E chi lo sente il Vaticano?". Invitato a fare nomi, Donzelli si è rifiutato:
"Non vorrei che questa battuta, per
quanto vera, venisse troppo enfatizzata". Contravvenendo a tale richiesta
di "non enfatizzare", le Associazioni Italia-Israele esigono che sia fatta
piena luce sul vergognoso episodio, pretendendo con forza: 1) il consigliere
Donzelli faccia il nome, o i nomi, dei consiglieri che avrebbero imposto
questi veti, su base razzista e antisemita (o forse in tardiva applicazioni
delle leggi del 1938, considerate ancora vigenti?), o che imponga al giornale
di rettificare quanto pubblicato; 2) che il consigliere, o i consiglieri,
che avrebbero posto il veto razzista rassegnino le dimissioni (lasciando
alla sensibilità e all'onore degli altri, che tale veto avrebbero subito,
la scelta se imitarli); 3) in estremo subordine, come condizione minima
e irrinunciabile, che l'autore o gli autori dell'incredibile gesto abbiano
la decenza di scusarsi pubblicamente, dichiarando che quella pronunciata
non sarebbe stata altro che una battuta di pessimo gusto (che, fra l'altro,
getterebbe una luce sinistra sullo stesso Vaticano, accusato di pressioni
e ingerenze sul sistema di informazione dello Stato italiano, determinate
da motivazioni
di discriminazione razziale e/o religiosa).
Se nessuna di queste condizioni sarà esaudita, questa Federazione farà sentire
la sua voce di sdegno, fino ai massimi vertici della Repubblica, chiamando
a raccolta chiunque voglia ancora difendere un minimo di civiltà nel nostro
Paese. La Federazione delle Associazioni Italia-Israele.
"Libertà di stampa"? La violenza di sindacati&Fnsi.
Virusilgiornaleonline si associa alla protesta dell'ADUC. Il gesto e la
pretesa dei sindacati, nonchè come si è regolato al riguardo Serventi Longhi,
gridano vendetta sulla presunta "libertà di stampa". Un gesto di inaudito
ed inquietante autoritarismo dei sindacati ed un atteggiamento grottesco,
padronale, e preoccupantissimo della FNSI. Da queste "accoppiate" c'è da
avere solo paura. E scansarle accuratamente.la redazione di VirusilGiornaleonline,
sempre "in edicola".
"Libertà di stampa"? La violenza di sindacati&Fnsi. Vai Virus! Sei Grande. Jovis1
Antisemitismo
strisciante
E' insopportabile questo anti semitismo strisciante che fa elencare i massacri
compiuti da Israele e non ci fa vedere cosa fanno
e hanno fatto i palestinesi. Questa
tecnica mi ricorda tempi molto bui in Germania. Filippo Cannioto.
La comunità
ebraica critica la parzialità dei media
italiani. Politici e giornalisti devono fare un esame di coscienza per il
modo con cui vengono date le notizie e i commenti dal Medio Oriente. Il
primo a lanciare l'accusa di faziosità è stato il presidente della comunità
ebraica italiana, Amos Luzzatto, preoccupato che la virulenza delle manifestazioni
a sostegno del popolo palestinese "possa tradursi in un'ondata di antisemitismo"
in Europa. El País, Spagna.
Torna
lo sceicco del terrore.
E le mailing list islamiche fanno rimbalzare da un capo all'altro del mondo
la nuova "epistola ladenese".
Su Internet compare un lungo messaggio ai palestinesi: la guerra santa ora
è contro Israele Bin Laden è tornato.
Fra i palestinesi circola un messaggio,
attribuito allo sceicco saudita, che li incita alla rivolta e al massacro
degli ebrei nel nome di Allah, prima che arrivi il Giorno del Giudizio.
E.F.74
Leggere
per credere.
Su Repubblica di lunedì 15 aprile, giorno della manifestazione nazionale
di solidarietà con Israele, Sandro Viola ha indicato quella che secondo
"molti (e non solo dei dementi che sfilano vestiti da kamikaze, ma anche
dei colletti bianchi con pubbliche funzioni)" potrebbe essere la soluzione
del problema. Già, perché Israele è "un ascesso...la causa di un conflitto...un
paese recalcitrante con una classe politica sorda... un paese da cui non
possono venire che guai". E allora, eccola la soluzione: l'annientamento
"indolore" dello stato d'Israele ed il trasferimento della sua popolazione
(gli ebrei: così capaci, così adattabili!)
in posti meno densamente abitati.
La domanda sarebbe dunque soltanto: deserto di Gobi o Antartide? E, se poi
qualche raro abitante di questi territori dovesse protestare (ne avrebbe
tutto il diritto!), esisterebbe sempre l'altra soluzione, quella "finale",
già sperimentata con un certo successo
da Hitler: Auschwitz. Lara.
L'ebreo buono? È quello morto.
I fascisti, ufficialmente, non esistono più. Ma credo che un buon numero
dei loro eredi sia antisemita come prima.
Quanto alle sinistre e ai cattolici,
una dose, piccola o grande, di antiebraismo e di antisionismo ce l'hanno
in corpo molti...
di Giampaolo Pansa (dall'Espresso).
Quando
si dice che i vetero-comunisti
non cambiano mai,
in nessuna parte del mondo...Uno pensa che Curzi - con la sua affermazione
secondo cui catturare Barghouti è stato "un errore" sia il massimo della
follia, ma poi legge che Yossi Beilin (l'architetto dell'infame accordo
di Oslo, la mente geniale che ha partorito l'idea in base alla quale dare
ad Arafat 50.000 fucili mitragliatori era "la via verso la pace") ha parlato
alla radio israeliana per chiedere al governo israeliano l'immediata liberazione
di Barghouti... "Dato che Barghouti ha anche un ruolo 'politico' - ha detto
Beilin - Israele non avrebbe dovuto arrestarlo. Avrebbe dovuto negoziare
con lui!" Per la cronaca, la stampa israeliana riferisce che, appena i soldati
gli si sono avvicinati, Barghouti ha alzato le mani e si è arreso senza
opporre resistenza. Proprio lui che insegnava ai bambini a "combattere sino
all'ultima goccia di sangue"! Abu Ibrahim Kalim.
Grazie
a Giovanni Morandi
per l'articolo del 15 aprile "L'antisemitismo è come la mafia". Anche io
ero uno di quelli che credeva in Arafat in passato, e poco
a poco ho capito lo sporco gioco
che faceva. "Io non c'entro nulla!" Due erano le cose: o non voleva fermare
i kamikaze, o non poteva. in tutti e due i casi era e rimane inaffidabile.
Sono felicissimo per la riuscita della manifestazione promossa dal Grande
(è il caso di dirlo) Giuliano Ferrara. Anche io contentissimo di vivere
in un Paese, dove, nonostante la stampa faziosa fino a qualche tempo fa,
c'è gente che capisce ed ha il coraggio di schierarsi e dire "NO" con forza.
Complimenti per l'articolo, Enzo Ferrara.
Al fianco
di Israele per la guerra contro il terrorismo.
Azione Musulmani Italiani. Nel nome di Allah, il Misericorde, il Misericordioso.
Nell'esprimere plauso per l'operazione Scudo di Difesa del governo israeliano,
il nostro presidente Shaykh Ali Hussen, ha dichiarato che l'empietà di Arafat
ha colmato la misura di quel che l'umanità può sopportare, e che è tempo
che il massacratore di ebrei, di cristiani e di musulmani che da trent'anni
spande il terrore sulla terra nei diversi continenti, paghi il conto della
sua nequizia. In questo momento così tragico chiediamo al primo ministro
Sharon di non fare passi indietro che potrebbero solo avere la conseguenza
di fare apparire Israele debole, e di renderlo più insicuro e vulnerabile.
Arafat è a portata chiuso in trappola, ed è essenziale che venga giustiziato
o catturato.
Serve dare al mondo la certezza che,
in un caso come nell'altro, Arafat sarà impossibilitato a versare ulteriore
sangue innocente. Nel ribadire al governo e al popolo d'Israele la solidarietà
dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana con la scelta,
seppure tardiva, di distruggere i centri del terrore arafatiano in Israele,
ribadisce quanto già detto, da Gerusalemme, a sostegno dell'azione che ha
portato alla chiusura dell'Orient House, chiede al premier Sharon di non
di non desistere dall'intervento militare contro il boss del terrore, sino
al giorno in cui il criminale egiziano Abdel Ra'uf al-Kobdah (detto Yasser
Arafat) sia giustiziato, o detenuto, o comunque posto in condizioni di non
nuocere. Le vittime di trent'anni e più di terrorismo feroce ed indiscriminato
- siano esse arabe o israeliane, siano ebree, cristiane o musulmane - non
potranno che essergliene riconoscenti. Istituto Culturale della Comunità
Islamica Italiana.
La manifestazione
di Roma senza odio verso nessuno,
ma a ricordare i morti di questa sporca guerra. Mesta, bella: un colpo d'occhio!
Pacifinti! Imparate. E seguite l'esempio!
Io credo che a capovolgere la situazione
abbiamo contribuito anche noi con le nostre pressioni alla stampa.
Ricordate all'inizio di Aprile, quando
si diceva: "qui diventa stressante! Non ce la facciamo più!!!!" E invece
abbiamo capovolto una situazione, direi disastrosa!!!! Diavolo di un Ferrara!!!
Una domanda: sbaglio o la proposta a Ferrara per la manifestazione era partita
da questo Forum? Enzo Ferrara.
Tra Mustafà &
Samuele.
Orsù smettiamola di allargare l'obiettivo delle nostre storiche opinioni!
Non ne risulterebbero immagini sfocate? Consapevole
del loro remoto insediamento ...
biblico, non ho alcuna intenzione di cacciare "a parole" gli Ebrei dalla
Palestina dal momento che vi si sono insediati dopo non gradite passeggiate
per il mondo alla maniera di Shylock, shakesperiano "merchant of Venice"
di nota memoria! Nè disconosco la loro industre operosità che ha trasformato
un deserto in florido giardino col sudore della fronte, con i cospicui capitali
dall'estero e con l'assenso di arrendevoli diplomazie perchè se ne vadano
laggiù tra gli arabi! Poichè due stati non possono convivere su uno stesso
territorio,ho auspicato anche due popoli, due stati,due territori:con le
buone o le cattive, subito! Perchè non smetterla di osannare per Mustafà
o per Samuele, allontanando i contendenti (USA permettendo!) con braccia
aperte bene avvinghiate alle loro sanguinose diatribe? Adalberto della Spezia.
Rutelli?
Che pena!
Lettera aperta a Francesco Rutelli, sulla pena provocata dalla sua mancata
adesione all'Israele Day.
Egregio Deputato, non mi è stato possibile apprezzare, da modesto cittadino-elettore,
la sua mancata adesione all'Israele Day tenutosi, nonostante tutto con grande
successo, il 15 c.m. a Roma. Pur sforzandomi di comprendere i suoi motivi,
li ho trovati insignificanti dinanzi, invece, ad argomentate e profonde
adesioni pervenute, anche dal centrosinistra. Tra queste, per citarne due
che considero a me assai vicine, quelle del Senatore Natale D'Amico, vicepresidente
della Margherita al Senato e del consigliere Raffaello Morelli segretario
della "mia" modesta ma dignitosa Federazione dei Liberali. Dinanzi a ciò,
mi si perdoni l'estrema sincerità, è apparso penoso il suo tentativo di
risolvere, in maniera dorotea ma senza le "capacità" dei dorotei, la questione.
Penoso, il tutto, perché non ho udito levarsi un fischio dai presenti all'Israele
Day quando è stata richiamata la necessità di una terra per i palestinesi,
nella manifestazione di solidarietà che non è stata contro nessuno, se non
per il terrorismo. Triste, la sua posizione, perché non ho mai visto un'iniziativa
popolare dell'Ulivo che non fosse seguita ad azioni israeliane, ma mai dopo
un attentato palestinese. Ridicola, la sua "sofisticata" uscita, travolta
e sepolta dal macigno politico dell'adesione all'Israele Day di Prodi, vincente
suo predecessore. Se mai riterrà di darmi un cenno di risposta, per favore
non mi elenchi le sue apprezzate e conosciute passate prese di posizione
per Israele: proprio queste aumentano la pena di oggi.
Con la speranza che sia capace di
ricondurre il centrosinistra,al quale tanti come me possono guardare con
interesse ma senza entusiasmo, cordiali saluti, Gadi Polacco consigliere
Nazionale Federazione dei Liberali - Livorno,16 aprile 2002.
Rutelli?
La sua "equidistanza" è cosa nota
e antica.
Si manifestò quando era sindaco di Roma con l'infausta idea di dedicare
una piazza al gerarca fascista Bottai. Quello che cacciò da scuola i nostri
genitori. Come ricorderai gli unici a urlare fummo noi ebrei, costringendo
il Comune di Roma a fare marcia indietro. Ma la "toppa" fu peggiore del
"buso". Cicciobello convocò una conferenza stampa in cui si diceva sempre
convinto della necessità di onorare il gerarca fascista, non disse che il
"figlio di Bottai" (che ha assonanze significative) era
la persona deputata a "spartire"
il malloppo del giubileo. Però... continuò Cicciobello, doveva inchinarsi
al dolore degli ebrei
e quindi niente Via Bottai. Una posizione
vigliacca. Non solo non difendeva i suoi cittadini ebrei da un evidente
insulto, ma si nascondeva dietro di noi. Lui avrebbe voluto...ma gli ebrei
lo impedivano!! Una posizione che fu letta come la dimostrazione dello strapotere
ebraico. Er Pecora chiese chi era il sindaco di Roma. Rutelli o gli ebrei?
Poi evidentemente, qualcuno ha contato i nostri voti, ha capito che siamo
pochi e divisi consigliandolo di non perdere altro tempo dietro a noi. Ecco
tutto.
Quindi se la presenza di Rutelli alla manifestazione di Roma è stata " virtuale"
anche i nostri pochi votarelli saranno virtuali.
"Ciao eh!, e nun perde tempo a riggirà
la M". Mord.
Sono
cose che già sapevamo, sia ciò
che era scritto su Libero,
sia ciò che ha scritto Angelo Pezzana: è la gente che deve svegliarsi. I
Palestinesi si sono giocati tante e tante fiches in passato, e si continua
a dargliene gratis. Un pò troppo, per uno come Arafat. Parlando con miei
amici Social Forumisti, c'è da mettersi le mani nei capelli. Non tengono
mai conto del fatto che gli ebrei comprarono quelle terre e le fecero diventare
delle oasi con intelligenza e dedizioni. Ora, una manica di sfaticati vorrebbe
"riprendersi" le terre che hanno venduto a caro prezzo. Mah... Enzo.
I pacifondai
avrebbero un bel pò di cose da ricordare.
Non fanno altro che ripetere i massacri di Sabra e Chatila ad "opera di
Sharon" ma dimentichino i massacri dei cristiani maroniti
4 anni prima aie un altro villaggio
(in questo caso il dittatore siriano, padre dell'attuale starebbe al massacro
come Sharon sta a Sabra e Chatila). In più dimenticano i massacri di re
Hussein di Giordania: 8000 palestinesi uccisi. MAI, dico MAI nessuno che
si fosse degnato a chiamare in causa il tribunale dell'Aja o il TIP! l loro
ragionamento è "E' la loro cultura e la dobbiamo rispettare". Però a Israele
rompono le scatole e come! La verità è che possono permettersi di fare i
coraggiosi solo con le democrazie.
Non li vedremo MAI marciare in Arabia
Saudita, né in Sudan, né in Iraq, né in Turchia, né in Shri Lanka, né in
Cecenia, né nel Laos. Ormai hanno adottato la causa palestinese e sono completamente
assenti per quanto riguarda i problemi del resto del mondo. Lo sappiamo:
Arafat è multimediale! E' trendy!
E.F.74
Con i
Radicali tavolo anche a Lucca
nella centralissima piazza san michele - la gente ci diceva
"bene!" "era l'ora" - abbiamo raccolto firme per l'ammissione di Israele
nella comunità europea e per il sacrosanto diritto a israele ad ESISTERE!
Vittorio Baccelli Lucca.
L'intervento di Oriana Fallaci su
"Panorama"
ha avuto l'indubbio merito di sollevare il velo sulla persistenza di atteggiamenti
antisemiti nell'Europa di oggi. Certe reazioni di violenta critica, lungi
dal dimostrare l'infondatezza delle tesi di Fallaci, rivelano l'ipocrisia
di quanti, al di là di dichiarazioni ufficiali formalmente contro l'antisemitismo,
in realtà non perdono occasione per rinvigorire una "cultura anti-ebraica".
Toscana Libertaria promuove un incontro con la popolazione, Giovedì 18 aprile
ore 21.30 al Caffè del Teatro Via Verdi, Prato, invitando tutte le forze
politiche della città, per riflettere sulle radici profonde dell'antisemitismo
e sulle sue attuali preoccupanti manifestazioni.
Il proposito è quello di avviare
una analisi seria del fenomeno, che sarà illustrato dal Prof. Paolo Chiozzi,
antropologo culturale delle Università di Firenze e Pisa e autore fra l'altro
del libro "Ebrei e Antropologi". Seguirà un dibattito con i presenti.
Davide Bacarella.
Una precisazione:
Arafat non è un terrorista palestinese.
E' egiziano!
Per quanto riguarda l'ONU, di al tuo amico che grazie al
Sudan, che ha sostituito gli Usa sulla tutela dei diritti civili
(con tanto di felicitazioni per i
nostri amici noglobal), in quella regione sono stati squartati un milione
e mezzo di cristiani e
animisti. Ora i Paesi arabi all'ONU
vorrebbero insegnare a noi che cosa sono i diritti civili la difesa del
territorio. Mah! Enzo.
Razzismo, Fallaci, Ebrei e Palestinesi.
Un po' di Storia.
Non contesto i fatti storici, ma vorrei chiedere: A) pure i greci stavano
nell'Italia meridionale nel 500 a.C., ma se ora se ce la ri chiedessero,
in nome di un loro testo sacro, che faremmo gliela daremmo? B) le meraviglie
fatte nel deserto dagli israeliani provengono dalla forza delle braccia
o da quelle del denaro? C) questo deserto era poi veramente deserto? (nel
senso di spopolato). Anna Maurantonio.
A). Almeno i Greci, oltre che al nome,
(Italia=Vitellium, nome che gli antichi Greci diedero alla Magna Grecia..)
hanno lasciato anche una civiltà. Ricorderà, forse, che tempo addietro anche
il "buon" Gheddafi chiese la restituzione della Sicilia! Comunque gli Israeliani
riottennero quei territori nel 1947, con deliberazione dell'ONU e con il
parere favorevolissimo di tutte le (allora) Grandi Potenze. B) Non ho mai
visto che si arino e si irrighini i campi con il denaro e senza le braccia...
C) Il deserto era tale di nome e di fatto, e quei popoli erano abituati
(e tuttora lo sono) scambiare le
donne per cammelli: l'unica emencipazione è stata quella di farle saltare
in aria come i ragazzi. Cordialmente Gigio Zanon.
Sul Razzismo
bifronte non si parla quasi mai,
almeno sui grandi mezzi d'informazione che vediamo omologati, piatti, e
noiosissimi, solo e sempre schierati sul "pensiero unico". Sul Razzismo
bifronte, anche di giornalisti, se ne può avere un istruttivo saggio -su
cui meditare- su VirusilGiornaleonline.
Il nazionalismo
arabo come il comunismo.
L'esistenza, in Israele, di persone con i loro dubbi, capacità di critica,
libertà del pensiero, che mi fa schierare per Israele.
Il mondo arabo, al contrario, vive nel terrore, schiavo di leader cinici
e corrotti, avanzi del cosiddetto socialismo nasseriano, figli del peggior
comunismo, nipoti degli Arabi filonazisti. Quando penso che gli abitanti
di Cisgiordania sono stati cacciati dalle follie dell'Autorità Nazionale
Palestinese in un tale vicolo cieco e che il governo Israeliano, per rallentare
il terrorismo, deve occupare casa per casa interi villaggi e città, mi sento
male. Avrei tante cose da dire in proposito, ma mi sento comunque male...un
paragone. Tanti Vietnamiti, con il massiccio aiuto degli Americani, hanno
lottato per difendersi dai Comunisti del Nord che li volevano "liberare".
Il totalitarismo, nella sua incarnazione comunista, era talmente forte,
persino nelle menti dei soldati Americani e Vietnamiti che lo combattevano,
che alla fine la guerra è stata persa.Eppure oggi sappiamo tutti, i Vietnamiti
per primi, che il comunismo e la sua liberazione non erano altro che una
grande menzogna. Una grande menzogna, anche se affascinante per intere generazioni,
anche se vincente (pensi quanto si è espanso nel mondo il Comunismo...),
anche se resta al potere per decenni (in Russia è finita dopo 70 anni, ma
in Cina e in tanti altri luoghi è ancora al potere), anche se si mostra
benevola verso gli ultimi (come a Cuba), anche se si mette a scimmiottare
la verità (come in certe zone economicamente liberalizzate della Cina),
anche se si fa aiutare dal resto del mondo esponendo i propri figli affamati
come ostaggi (come la Corea del Nord) non smette di essere una menzogna.
Più seguo le vicende del Medio Oriente, più credo che Arafat, l'OLP e la
maggior parte degli attuale leader del mondo Arabo-giordano e della diaspora
Arabo-giordana, continuano a coltivare il sogno di prendere il potere in
uno stato palestinese, distruggendo prima di tutto Israele, poi la Giordania,
poi forse anche altro. Più mi documento, più temo che l'Autorità Nazionale
Palestinese stesse diventando come l'Albania di Hoxa, o come il Centrafrica
di Bokassa, o come la Cambogia di Pol Pot: bambini allevati all'odio; giovani
manipolati e arruolati; adulti ricattati; anziani inebetiti dalla propaganda;
dissidenti sterminati; giornalisti e osservatori occidentali ammirati dal
luccichio di questa ennesima "liberazione".
Noi sappiamo che Israele, pur non
potendo tornare ai confini del 1967 e pur non potendo permettere ad alcun
discendente degli Arabi fuggiti nel 1948 di tornare entro il suo seno, lascerà
che si formi uno stato palestinese prima a Gaza, poi in Cisgiordania. Questo
toglierà ogni alibi. La menzogna della liberazione degli Arabi di Cisgiordania
e di Gaza dall'oppressione Israeliana si rivelerà per quello che è: una
menzogna. Mauro Vaiani.
Il grande
grato tributo del Popolo di Israele a Oriana Fallaci.
Israele Day, Roma. Ad un certo punto, mentre lo speacher dal palco
innalzato davanti alla Sinagoga aveva già fatto i ringraziamenti rituali
e continuava a rigraziare i rappresentanti delle diverse Comunità ebraiche,
istituzioni italiane e giornalisti, si
è levata una lunghissima invocazione per ringraziare Oriana Fallaci:
Oriana Oriana Oriana Oriana Oriana Oriana Oriana Oriana Oriana Oriana
Oriana Oriana!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(red. Virus)
Caro
Vaiani, a te e agli amici
di Prato tutta la mia ammirazione.
Spero che riusciremo a fare qualche
cosa di analogo a Prato anche a Pisa. Chiara Banchetti.
"Terrorismonline" virale contro Oriana Fallaci e tranquilli navigatori ebrei e cattolici.
Senza tema di smentita possiamo affermare, per "massiccia" esperienza diretta
nonchè per numerose segnalazioni che continuano ad arrivarci da varie liste
e cittadini on line sia cattolici che ebrei che esprimono con lettere al
nostro giornale, come su altri siti internet, sostegno alle ragioni di Israele
e dichiarano gratitudine, consenso o ammirazione per le dichiarazione di
Oriana Fallaci rese al settimanale Panorama e riprese dal tg5 di giovedi
12 aprile, che queste organizzazioni, giornali e normali cittadini da giorni
ormai vengono colpiti senza sosta nelle loro caselle di posta elettronica
da decine di messaggi contenenti virus informatici sia sotto forma di allegati
infetti sia con programmi autoistallantisi inviati su finestra in formato
HTML.
La nostra redazione riceve da giorni
e giorni nelle caselle di posta, (come già si verificò nei giorni seguenti
agli attentati dell'11 settembre alle Twin Towers, nonchè in seguito alla
ripresa sul nostro giornale de "La rabbia e l'orgoglio" della Fallaci e relative
lettere di consenso e solidarietà), decine di messaggi recanti virus informatici
per il solo fatto di star pubblicando con raro senso del pluralismo democrartico,
le opinioni di tanti cittadini ebrei e cattolici sulle vicende di Israele,
di adesione agli lsraele Day sia di Roma che di altre città italiane o che
esprimono consenso a quanto scritto dalla Fallaci. (n.d.r. Virus).
Cari Amici,
anche noi e la nostra redazione, come tante on line, siamo vittime di questa
guerra dei virus. La posta è blindata con vari antivirus ma tre giorni fa
abbiamo avuto un'altra invasione di Trojan!!!! Che per fortuna siamo riusciti
ad annientare.
Grazie redazione Italia Estera.
IL Tirreno.
Aggressione anti-israeliana
In quattro rubano la bandiera con la stella di David.
PRATO. Il Medio oriente è lontano, ma il clima di tensione per la guerra in
corso tra israeliani e palestinesi si fa sentire anche
in città. Come spiegare altrimenti
un episodio accaduto nel primo pomeriggio di ieri in piazza San Francesco?
Erano da poco passate le 14 quando Mauro Vaiani, già consigliere comunale
dei Verdi ed esponente dei radicali, è stato avvicinato da quattro sconosciuti
che lo hanno dapprima insultato e poi aggredito. Vaiani stava camminando in
direzione di piazza del Comune, dove insieme ad altri esponenti di Toscana
libertaria aveva organizzato un presidio pro-Israele, e aveva con sé una bandiera
israeliana con la stella di David. Poco prima di arrivare in corso Mazzoni
è stato avvicinato da quattro persone, apparentemente di origine maghrebina.
I quattro hanno cominciato a insultarlo e poi uno gli ha strappato la bandiera
ed è scappato insieme agli altri col "trofeo". Davide Bacarella.
Kiev, attacco alla sinagoga di
Kiev. Vi riporto la notizia della CNN.
Ucraina: La sinagoga centrale della capitale ucraina Kiev è stata attaccata
sabato e diversi fedeli raccolti all'interno sono stati picchiati. Il rabbino
capo, che ha riferito dell'incidente domenica, ha detto che l'attacco antisemita
è da collegare alla recente ondata di violenze contro gli ebrei in Europa,
esplosa dopo il deteriorarsi della situazione in Medio Oriente.
"Circa 50 giovani sono entrati durante
la funzione serale, -ha riferito il rabbino capo Moshe-, armati di pietre,
urlando: uccidete
gli ebrei. Hanno rotto 20 finestre
e, dopo le preghiere, hanno picchiato la nostra gente". Elio F.
Risposta
ad Oriana Fallaci. Io trovo vergognoso
che degli individui vengano espropriati delle proprie case e delle proprie
terre ad opera di appartenenti ad un sedicente "popolo eletto". Io trovo vergognoso
che si manifesti in difesa di quanti seguitano a defraudare questi individui
dei propri territori per costruirvi proprie "colonie". Il libertario che dice
di ispirarsi all'assioma di non aggressione per il quale nessuno può aggredire
la persona e la proprietà altrui si schiera al fianco degli espropriati e
non degli illegittimi spoliatori dei diritti di proprietà dei palestinesi.
Questo è quanto. Stefano Giulivo.
Dite che
non odiate gli ebrei e che siete solo antisionisti, e io
rispondo: Dite la verità!
Quando la gente attacca i sionisti in realtà intende gli ebrei. Cos'è
l'antisionismo? E' negare al popolo ebraico un diritto fondamentale, che vogliamo
veder riconosciuto ai popoli dell'Africa e di tutto il mondo. (Martin Luther
King). Shalom, Sirio Bo.
Quell'articolo della Fallaci non incita all'odio.
Anzi;
colpisce la leadership palestinese, senza attaccare il popolo, vittima di
un totalitarismo che alleva i suoi figli nell'odio antiisraeliano. Colpisce
i pacifisti a senso unico, che vanno a fare gli scudi umani ad Arafat, e non
nei ristoranti, sugli autobus
e nei mercati israeliani. E in patria
urlano "Intifada, intifada". Colpisce il Vaticano, che non prende provvedimenti
contro Capucci (ma per Milingo si era mosso, eccome!)... la Fallaci ha avuto
il pregio di urlare, in un solo articolo, uno solo, un grido di difesa per
un paese che è stato attaccato per anni da ogni mezzo di informazione. Alina.
Eccezionale
la Fallaci nel suo anticonformismo dell'informazione
Ma, nel mondo omologato-tesserato del giornalimo provinciale nostrano, con
contorno di intellettuali perennemente in cerca
di scena e platee, non si fa che alimentare
il terrorismo, anche quello informatico. Una guerra tra bande, insomma. Pino
Santi.
La Fallaci
può essere antipatica, o meno.
Personalmente trovo alcuni suoi libri: "Inshallah" e "Un uomo" ossessivi ed
angosciosi, ma la questione non mi pare questa.
A mio modo di vedere la domanda corretta
è: "i fatti citati, corrispondono o no a verità?". L'indignazione della Fallaci
m'interessa relativamente. Più importante è la posizione della mia coscienza
di fronte a quei fatti. Ancora più importante è la coscienza degli altri in
merito ai fatti stessi. La democrazia in Italia è stata così "addomesticata"
da perdere il senso ed il concetto stesso di democrazia. Luigi Bacialli (attuale
direttore de "Il Gazzettino" di Venezia) che fu allievo di Indro Montanelli,
recentemente ha scritto: "Pluralismo per i partiti significa spartizione di
cariche, di posti e poltrone: ci sono giornalisti in quota Pds, in quota An,
in quota Ccd, etc. e in questo giornalismo non contano le capacità, l'imparzialità,
l'autorevolezza e la serietà, non interessa separare i fatti dalle opinioni,
rispettare la dignità delle persone, ma conta solo la tessera: questo pluralismo
in cui il Palazzo crede e che il Palazzo alimenta, quello della pluralità
delle tessere equamente distribuite in modo che non ci siano squilibri e scompensi,
in modo che nessuno possa ritenersi discriminato e tagliato fuori dalla gigantesca
macchina dell'informazione-spettacolo. Questo tipo di giornalismo diventerà
pure pluralista, ma resterà bolso, piatto e influenzato dal Potere se non
addirittura asservito." Separiamo dunque i fatti citati dalla Fallaci, dalle
opinioni e dall'indignazione della stessa.
E' su quei fatti che dobbiamo rapportare
la nostra coscienza. Enzo Trentin.
La Fallaci
non ha maschere.
Un anno fa, inorridita dalle trasmissioni di Santoro, avevo chiesto ad un
amico cosa ne pensasse. La sua arguta risposta era stata: "Io non guardo Tele
Kabul"... Dopo anni di Santoro, Barghouti, Casarini e Agnoletto, di Igor Man,
Olimpio, Riotta... e lanci Ansa... il mio fegato si è accartocciato. Dopo
le centinaia di lettere scritte, quasi sempre ignorate, come sono state ignorate
le pacifiche manifestazioni per Israele e per la pace, il cuore si è fatto
sicuramente più pesante. L'articolo della Fallaci è strepitoso. A differenza
della trasmissione di Santoro, opera di disinformazione e istigazione alla
violenza mascherata da réportage al-di-sopra-delle-parti, la Fallaci non ha
maschere. Dice di essere di parte. Punta il dito sulla cecità della propaganda
che è sfociata nei roghi delle sinagoghe e nelle manifestazioni nostrane.
Al di là di quello che pensa il signor Serra (che non ha alzato la sua pennina
quando la Spinelli ha scritto l'orrido editoriale sul "mea culpa", nè si è
mosso contro Santoro), Oriana Fallaci è più razionale, lucida e attenta di
un qualunque lancio Ansa (firmato Baquis) degli ultimi due anni. E' vero,
Capucci trasportava armi, è stato colto in flagranza di reato. E' vero, quel
corteo era abominevole. Un corteo di sostegno all'Intifada. Non per la pace,
ma a favore della prosecuzione del terrorismo. Con volti coperti in perfetto
stile KKK e finto funerale di bambino avvolto nella bandiera palestinese.
E' vero, Arafat ha passato tutta la vita a fare il terrorista. I giovani con
kefyà sembrano squadristi, incapaci di sentire le ragioni di entrambe le parti,
incapaci di approfondimento, incapaci di dialogo.
Un amico ha ricevuto sputi e insulti durante una manifestazione per la pace
in Israele, e gli hanno strappato la bandiera. Alina
Il "pasto da carcerato" di Ugo Tramballi corrispondente dal MO del Sole24Ore.
Egr. Sig. Tramballi, ho letto con piacere il suo pezzo sul conflitto mediorientale
pubblicato ieri 13/4/2002 sul Sole 24 Ore, nel quale Lei si giustifica dicendo
che, in quella situazione, con tanti morti, è difficile per un giornalista
mantenere un'equidistanza dalle parti. Forse finalmente sono servite tutte
le email di critica che le abbiamo inviato, infatti non c'è nessun dubbio
che lei non sia mai stato equidistante nelle sue cronache! Spero che quell'articolo
significhi che lei cercherà di migliorare in futuro.
Vorrei comunque criticare una frase
da Lei scritta sempre in un articolo pubblicato ieri. Il famoso "pasto da
carcerato" che Arafat offrirà a Powell, fatto di ceci altro non è che il piatto
tipico della regione.Inoltre gli offrirà ceci e fave("humus maa ful"), non
ceci e fagioli come scrive Lei, che è considerato una prelibatezza per chi
conosce il medioriente. Sarebbe come dire che a Bologna le lasagne sono un
piatto da carcerati!! A questo punto una domanda mi sorge spontanea, Lei che
si fa passare per esperto, che scrive libri sul medioriente, che è l'inviato
del Sole 24 ore in medioriente, come può non conoscere il humus?
Ma in che mondo vive Lei? Bereny.
Se mi consentite
avrei un'idea
che mi frulla e tormenta da diversi giorni per l'escalation del terrorimo
di ogni genere, anche ideologico!
Riprendiamo la storia in mano dalle sacre scritture (in fondo il cristianesimo
e Ns Signore è davvero esistito quanto l'Impero Romano etcc). Facciamo un
passo indietro a quei tempi e diamo a ciascuno il suo! Giudea e Palestina.
In Palestina vivono tanti cristiani che sò convivere bene con i musulmani
e viceversa. Così dicasi in Israele. Finiamola con le guerre sante. PP. Janni.
Che dire?
Eccezionale la Fallaci nella sua lucidità: perchè non farla
senatrice a vita? Firmo. Salvo la Manna.
In questi
giorni partono carovane di donne uliviste
che vanno in Palestina a detta loro a difendere la pace. Io credo proprio
giusto raccontare quello che succede a Bologna:
hai visto mai che riequilibriamo con
saggezza e dalla turrita città, l'idea nefasta che solo il Popolo Palestinese
è una vittima.
Io non solo aderisco al Manifesto per
Israele, ma difendo con le unghie e con i denti e con azioni concrete la pace
per entrambi gli Stati. Di fronte alla drammatica spirale di carneficina,
terrore e violenza che ogni giorno di più insanguina il Medio Oriente, abbiamo
deciso di andare oltre gli appelli buonisti/pacifistie a senso unico, di non
stare a guardare, e di muoverci su entrambi
i fronti. E' cominciato così il nostro
cammino di donne italiane, decise a far di tutto per riallacciare i fili di
un dialogo interrotto tra palestinesi e israeliani. Alessandra Servidori.
La cieca
faziosità del Parlamento europeo fa venire il mal di stomaco.
Sottoscrivere appelli preparati dall'ufficio stampa dell'OLP che parlano di
supposti "crimini di Sharon" è già una follia, poi farlo
in quale bella compagnia...Tra i firmatari
spicca Ali Rashid, bell'esempio di "intellettuale arabo", un dirigente dell'OLP
(sì di quella banda di assassini di cui fanno parte i "martiri di al-Aqsa",
Barghouti, i Tanzim, Forza 17 e altri consimili "intellettuali"), il vice
di quel Nemer Hammad che giustifica il terrorismo suicida, uno che mentre
i suoi compagni squartano i cadaveri degli arabi che si ribellano al regime
di Arafat fa la bella vita in Italia a spese del contribuente italiano, grazie
alla gratitudine del governo italiano per l'attentato all'aeroporto di Fiumicino,
per l'attentato alla sinagoga di Roma, per l'Achille Lauro e per altri consimili
"gesti di amicizia con l'Italia" da parte dell'OLP. Per quelli che ragionano
a senso unico i crimini reali commessi dall'OLP durante quarant'anni non esistono.
Esistono solo immaginari crimini da attribuirsi a Sharon! Ma perché Magiar
& Co., invece di firmare gli appelli degli emissari di Arafat, non prendono
esempio da quelle migliaia di arabi che si arruolano volontari nell'esercito
israeliano per liberare il loro popolo dalla tirannia dell'OLP? Inoltre, ma
Prodi ha davvero la faccia come le parti posteriori? Prima vota la risoluzione
anti-israeliana parlando di "sanzioni contro Israele", poi ha aderito all'Israele
Day. Si è pentito di quel che ha detto e votato, o vuole dare "un colpo al
cerchio e uno alla botte"? Ma chi vuole prendere in giro? AQbu Ibrahim Kalim.
Innanzitutto
lungi da me la parolaccia "razzismo",
Assistiamo a madri e padri che mandano i figli ad ammazzarsi, a farsi esplodere
pur di ammazzare altri loro fratelli, poiché da quelle parti sono tutti Sionisti,
checchè se ne dica anche se il Sionismo è sorto a Basilea, 1897, promosso
da T. Herzl, per creare lo stato di Israele. D'accordo che gli Arabi occuparono
quei territori nel 634. Ma tali non lo erano più nel 1300. Nel 1071 una stirpe
di conquistatori dell'est affine alle tribù Mongole, sconfiggono Bisanzio
stabilendosi in Medio Oriente, capitale Nicea, le tribù dei Turchi Oghuz che
passano dal politeismo al monoteismo Islamico. Lì rimangono fino al 1302,
quando a loro si aggiungono altre tribù loro simili dette degli Osmanli o
Ottomani. Iniziano guerre di conquista, fino al 1453 che conquistano Costantinopoli.
Da allora l'espansionismo Turco non
ha fine fino al 1922 in cui Kemal Ataturk scacciò "La Sublime Porta" e costituì
lo Stato Turco repubblicano e democratico. Nel 1922 quei territori passano
sotto protettorato Inglese e Francese, come il Libano. Dopo la risoluzione
dell'ONU che voleva dare una patria agli Ebrei superstiti dai campi di sterminio
e dagli altri stati che non li volevano, furono lì stanziati. Ora, credo che
quei luoghi siano Palestinesi forse dal 1922, seppure sotto protettorato.
E, dato che dal 1929 l'Agenzia Sionista Ebraica ha comperato molte terre desertiche
rendendole fertili ed industrializzandole, gradirei sapere di chi sono. E'
dagli anni 50 che gli Arabi stanno facendo di tutto per scacciare gli Ebrei:
Crisi di Suez, 1956, in cui Nasser nazionalizzò il canale. Poi l'ONU inviò
contingenti per fare da cuscinetto fra Arabi ed Israelieni, così rimase fino
al 1967 in cui Siria, Giordania ed Egitto li "pregò" di andarsene perché avevano
bisogno del terreno per "gettare in mare gli Ebrei" (parole di Nasser).
Sappiamo tutti come andò a finire:
le buscarono di santa ragione! In quell'anno sorse il F.P.L.P., guidato da
G. Habash.
Nel 1969 ci fu una scissione con a
capo N. Hawatmen, costituendo "Al-Fatah". Ora il capo indiscusso è Y. Arafat.
Non ho pregiudizi fra Arabi e Israeliani, l'ho dimostrato assumendo Marocchini,
Giordani, Egiziani, ecc. trattandoli ne' più ne' meno come i "nostrani": mi
ricordano la mia gioventù. Sono più "realista del re" e sono abituato ad usare
il mio cervello prima di tutto, il sentimento e la passione dopo. Dato che
i Paesi Arabi sono aiutati da noi Europei e dai Paesi facoltosi oltre che
dal loro amico Saddam Hussein mi si spiega il motivo per cui anziché spendere
i soldi per il bene del loro Popolo, acquistando cibo e medicinali, quei cialtroni
acquistano armi ed esplosivi per distruggere ed ammazzare? E' giusto azzerare
i debiti del "terzo mondo" se i denari li spendono in tal modo? Sulla Chiesa
è un discorso che ritengo sia meglio lasciar perdere per non toccare la suscettibilità
di molti credenti. Ho studiato dieci anni dai "Preti" (i Cavanis, a Venezia),
ho fatto di tutto tesoro. Ma da quando sono appassionato di Storia sono diventato
agnostico perché ho visto le loro malefatte: non dei singoli e dei Puri, ma
dei grandi, del clero romano e della loro sporca politica perpetrata nei secoli
e contro l'umanità. Il Papa ha onestamente chiesto scusa. Spero che si trovi
una soluzione stabile e soddisfacente per tutti e che le morti cessino al
più presto, poiché la morte è morte: non fa distinzione né di credo e né di
razza. E' "LA GRANDE LIVELLA", come diceva il Grande Totò. Gigio Zanon.
Smettiamola
di parlare di terrorismo sul conflitto medio-orientale!
Gli attentatori di via Rasella a Roma nel 1944 erano terroristi? No erano
partigiani. Che non si sono consegnati alle autorità tedesche, le quali si
sono vendicate colla strage delle Fosse Ardeatine. Graziano Priotto.
Capire
ciò che sta accadendo in Palestina non è facile,
anche perché i grandi mezzi di comunicazione, in particolare la televisione,
non ci aiutano. Ignorano o rimuovono deliberatamente le complesse radici del
conflitto in atto, affidandosi esclusivamente alle cronache degli inviati
speciali o alle dubbie competenze di "esperti" politici o militari, che danno
spesso l'impressione di non aver mai messo piede in Palestina.
Per di più, il riferimento emotivo
al tema dell'antisemitismo e dell'Olocausto e una latente ostilità nei confronti
del mondo islamico impediscono a molti europei una valutazione razionale delle
responsablità politiche degli attori coinvolti: gli Stati Uniti, Israele,
i paesi arabi, le organizzazioni palestinesi. Rafminimi.
I terroristi
che si fanno scoppiare, massacrando
civili inermi
mentre mangiano,
passeggiano o dormono, non sono martiri. Sono uomini che negano la loro umanità
per trasformarsi in armi, strumenti di morte. Spinti solo dall'odio e da una
propaganda revisionista, antisemita, nazista. E' insopportabile che il Vaticano
non prenda seri provvedimenti contro Capucci, noto trasportatore di armi ed
esplosivi, e che ha sfilato alla vergognosa manifestazione antisemita con
i "pacifisti" bardati da terroristi. Urlava, Monsignor Capucci: "Sono martiri
che vanno alla morte come ad una festa, intifada fino alla vittoria!". Questo
è un concorso morale in terrorismo. Alessandra Casula.
"Due Popoli due
Stati"
aderisco senz'altro all'iniziativa esprimendo la mia solidarietà alle vittime/protagoniste
(da entrambe le parti) di questa più che cinquantennale tragedia. E' vero
che nella società mediatica solo il clamore fa notizia ma mi permetto di
suggerire di prendere comunque le distanze, nella forma non nella sostanza
della solidarietà, dagli "habitueès" della sfilata.
Ricordate le manifestazioni radicali sui marciapiedi,
per non ostacolare la circolazione dei cittadini, anche contrari o comunque
non coinvolti, negli anni '70? E poi è giusto rispettare i diritti di chi
da sempre detiene il copyright dell'idiozia, dell'ignoranza e della malafede.
Alessandro Fumi.
GRANDE, GRANDISSIMA, MITICA ORIANA!!! GRAZIE DI ESISTERE.
La feccia deve essere presa a calci, stando attenti a non sporcarsi di m.
Meditate gente meditate.Gigio Zanon.
GRANDE ORIANA!!!!!!!!!!!!!!!!!!
strepitoso articolo di Oriana Fallaci su Panorama, in esclusiva. Confermo,
approvo e sottoscrivo. Meno male che ogni tanto abbiamo qualcuno che non
si vergogna di uscire dal coro!!! Scrive, la nostra, che qualcuno, che vive
in Italia, che parla bene inglese, l'ha condannata a morte in una moschea...
E lei gli risponde fuck you. Chi può essere???? Alina&Templar.
Siate tutti fieri
di aver dato una sveglia a questo paese.
Un anno fa né Ostellino, né Gad Lerner, né Mieli, né molti altri avrebbero
parlato in favore della verità e della giustizia, con moderazione e rispetto,
come stanno facendo oggi. Mauro Vaiani 'Università di Pisa CARE Scienze
Politiche. vaiani@vet.unipi.it
Israele.
GRAZIE ORIANA. GRAZIE alla gente perbene. Giorgio Mingardi
La figura più magra la fa sempre Cacciari
nei confronti dei mussulmani, perchè il filosofo
non riesce a capire che i mussulmani sono diversi da come lui li vuole.
Yosef Tiles
Visto le immagini
che hanno fatto da contorno alla lettura del brano della Fallaci?
Semplicemente magistrali: quel servizio del TG5 è stato una condanna senza
appello contro i nazifilopalestinesi...
Un bel Presepe....
Israele ha comunicato che, tra i palestinesi rinchiusi da giorni nella Chiesa
delle Natività ve ne sono almeno dieci ricercati
per gravi episodi di violenza e il portavoce
militare di Israele ne ha fatto l'elenco.1 Ibrahim Mussa Salem Abayat, "Abu
Galif":
è il capo di una cellula di Tan zim. 2 Abdallah
Daud a-Khader, capo intelligence generale a Betlemme. 3 Jihad Yussef Jaara,
militante di Tanzim, inquadrato nelle forze di sicurezza palestinesi. 4
Ismail Mussa Hamdan. Elemento del braccio armato di Tanzim, membro della
cellula di Abu Galif. 5 Nadel Issa Abu Galif. Ha assistito Yihia Dahamse,
un artificiere responsabile di almeno due stragi a Gerusalemme nel marzo
2002. 6 Muhammed Salem. Collaboratore di Dahamse. 7 Kamel Hassan Hamid.
Segretario generale di al-Fatah a Betlemme e vicino a Marwan Barghuti. 8
Ibrahim Muhammed Abayat. Dirigente di Hamas, incaricato della supervisione
degli attentati. 9 Bassem Ibrahim Hamud. Attivista di Hamas. 10 Aziz Halil
Jubran. Membro del braccio armato di Hamas. Nando Chiesa.
Monsignor Capucci
sappiamo purtroppo che è un favoreggiatore dei terroristi.
Israele doveva tenerlo in galera a marcire
e non liberarlo su richiesta del Vaticano in cambio di accordi perchè è
stato mal ripagato. Daniel Chaim.
Dalla lettera
aperta di Mauro Vaiani a Monsignor Gastone Simoni, Vescovo di Prato.
Golda Meier un giorno disse: ''Avremo la pace con gli arabi quando ameranno
i loro figli più di quanto odiano noi"
Caro Vescovo, ho letto ieri su "Il Tirreno" le parole da lei pronunciate
in occasione della messa celebrata in Duomo domenica. Sentiamo il bisogno
di esprimerle sconcerto e preoccupazione dovuti alla sua azzardata "spiegazione"
del terrorismo quando parla di ''violenza dei disperati'' e ''dell'ingiustizia
patita dal popolo palestinese''. Se vogliamo che la pace si affermi in medio
oriente dobbiamo fermamente condannare la cieca violenza dei kamikaze arabi
e difendere il diritto all'esistenza dello stato israeliano. Non possiamo
concepire questi atti terroristici come risposta, seppur condannabile, ad
''un'ingiustizia patita''.
Mauro Vaiani.
Gentili Signori,
Vi invio una notizia che potrebbe essere utile ad inquadrare i rapporti
tra l'UE, ANP e Isreale. Vi invito inoltre a cambiare nome alla giornata
"Israele Day", non approvando l'utilizzo di parole straniere. Cordiali saluti,
Andrea Trunzo. Ecco la notizia:
"EU funding Palestine as violence escalates The European Union has approved
a continuation of its Budgetary Assistance to the Palestinian Authority
for the sum of 50 million euros, which will be paid in monthly instalments
of 10 million euros over the period of March to July 2002. The Commission
said that the main objective is to help the Palestinian Authority to deal
with problems encountered by the interruption of monthly transfers of tax
receipts by the Israeli government following the Intifida outbreak last
October". http://euobserver.com/index.phtml?selected_topic=9&action=view&article_id=5770
Spettabile redazione
del TG5,
i miei più sentiti complimenti per il servizio di presentazione dell'articolo
di Oriana Fallaci. Ho provato di nuovo il piacere di vivere in un paese
democratico. Uno di quei paesi nei quali gli abitanti hanno saputo conservare
capacità critica e di analisi.
Siete usciti dal coro di una propaganda che
è arrivata ad inneggiare all'arma più antietica che sia mai stata ideata,
perchè è una forma di schiavitù e strumentalizzazione dell'uomo; perchè
è diretta esclusivamente a colpire civili inermi, mentre mangiano, passeggiano,
dormono nelle loro case: l'uomo-bomba. Grazie. Alina.
Che fine hanno
fatto i fondi stanziati dai governi di sinistra per l'Olp?
Egregio Onorevole Paolo Bonaiuti, vorremmo da Lei una cortese risposta al
quesito in oggetto, e se, l'impegno preso dall'ex esecutivo di sinistra
deve essere onorato dall'attuale Governo, che ci auguriamo nulla abbia a
spartire con l'Olp di Arafat.
Poiché circolano voci che l'Italia voglia
finanziare di un milione di Euro l'OLP, gradiremmo sapere se tali fondi
andranno a finanziare il terrorismo suicida, macchiandoci di tale crimine,
o verranno usati per creare infrastrutture, non terroristiche.
E in tal caso quali sarebbero i controlli
in merito. Come contribuenti italiani abbiamo il diritto di esserne informati.
Distinti saluti, Enzo Ferrara, Catania. ef74@inwind.it
Devo proprio dire
che l'Europa mi schifa,
viene da vomitare.
Che continuino ad aiutare i palestinesi e a finanziare il terrorismo arabo.
Spero che prima o poi l'Euroipa venga colpita dagli estremisti islamici
così imparerà qualcosa (forse), l'Europa fino ad oggi ha stanziato per l'ANP
circa il 60% degli aiuti economici. Penoso. Daniel Chaim.
Sabato scorso, 6
Aprile 2002, il presidente del Senato,
Marcello Pera ha rilasciato alee TV e quotidiani sia italiani che esteri
la seguente dichiarazione: ''...Stiamo sottovalutando la sofferenza di Israele.
Per i morti non ci possono essere due pesi e due misure. I caduti palestinesi
provocano una grande risonanza nei mass-media, mentre lo stesso non accade
quando muoiono gli israeliani..'' Questa dichiarazione è stata rilasciata
in un momento critico nel quale c'erano dei giornalisti italiani ''bloccati''
nella Basilica della natività, a Betlemme.
Io penso sia doveroso far pervenire il maggior
numero possibile di e-mails per dimostrargli stima e gratitudine.
Proposta: Israele ritiri
subito le truppe dai territori e le disponga solo ai confini.
Poi, Sharon prepari delle falangi terroristiche (ma senza dirlo a nessuno!
Deve dire solo che non è colpa sua!), che vadano nei territori a sparare
contro i civili. Così Israele farà come Arafat: avrà salva la faccia, e
farà il suo stesso gioco. Voglio sentire poi
i pacifisti urlare: -Perché Sharon non smantella
il terrorismo ebraico? E' un crimine contro l'umanità uccidere i civili!-
Vergogna! Insomma: ma l'Europa che vuole? Hanno votato tutti la dichiarazione
contro Israele (non vincolante).
Chi ha votato? Il centrosinistra contro Israele, i popolari a favore. Ne
terremo conto. Enzo.
Aderisco con razionale
e appassionata condivisione
all'iniziativa indetta da "Il Foglio" su sollecitazione dell'ottimo Massimo
Teodori. Con questa iniziativa, accanto a quella del 10 novembre dedicata
all'U.S.A. day, l'intellettualità dei neo-apoti rivendica legittimamente
la dimensione della partecipazione pubblica per sostenere le impopolari
posizioni filooccidentali e quindi di conseguenza filoisraeliane. Contrastare
il terrorismo
dei kamikaze è la precondizione fondamentale
per difendere la propria sicurezza. Strano che molti illuminati non comprendano
questo elementarissimo sillogismo. Lo illustreremo in silenzio ma con fermezza
il 15 aprile. Daniele Butturini Parona (Verona).
Il bello è che
molti ebrei hanno sempre votato a sinistra in Italia...
Io avevo provato a farglielo capire ai miei amici, che quelli sono della
stessa cricca di chi li ha portati al massacro.
Bruno Degiusti.
Ho grandissimo
rispetto e immutata ammirazione per il popolo ebraico
e la sua cultura, soffro per i crimini dei sionisti responsabili
del genocicio da 50 anni contro i palestinesi. Mi preoccupa che le comunità
ebraiche non trovino il coraggio di distanziarsi dalla criminalità della
classe politica israeliana. Israele ha deportato
e cacciato dalla propria terra oltre tre milioni
e mezzo di palestinesi, contro cui manda i carri armati e l'aviazione, ha
perso ogni diritto alla solidarietá degli sxtati civili. Non è spingendo
alla disperazione i palestinesi che diminuirá il numero degli attacchi suicidi:
agli occhi del mondo il sacrificio di questi giovani appare sempre più un
atto di patriottismo e sempre meno un atto di terrorismo. Se gli Stati Uniti
e l'ONU usasse con Israele lo stesso metro e la stessa bilancia che ha usato
con Israele Tel Aviv sarebbe stata bombardata come lo sono state Belgrado
e Bagdad. In nessun altro caso si assiste a tanta ipocrisia da tutte le
parti: gli USA esortano Israele al ritiro ma lasciano a Sharon tempo al
compimento dei suoi crimini, gli Stati Arabi, che a parole sostengono la
causa palestinese, che non sono disposti ad una minima finta per usare il
blocco del petrolio come dissuasione. L'unica fonte di speranza è l'opposizione
interna israeliana, i soldati che si rifiutatano di umiliare un altro popolo
con cui -senza l'egoismo e gli sporchi interessi economici dei commercianti
di armi e degli speculatori edilizi- avrebbero trovato un accordo
di convivenza a cui prima o poi, ma dopo chissà
quanti altri morti dalle due parti, si dovrà arrivare. Graziano Priotto.
Giorgio Stern,
com'è tipico degli ebrei antisionisti,
è un fanatico, pieno di odio verso gli ebrei. Al recente congresso di Rifondazione
a Trieste aveva addirittura proposto di inserire nello statuto del partito
un paragrafo contro Israele. La misura era così estrema che perfino là si
è trovato completamente isolato tanto da dover ritirare l'emendamento. Natale.
Non penso che se oggi,
con l'appoggio degli americani
e delle lobby bancarie e finanziarie, sbarcassero a Napoli i Greci
rivendicando su di noi meridionali diritti di "MAGNA GRECIA" sarei molto
contento. Pieno appoggio ai popoli liberi totalmente contrario ai piagnoni
che con la scusa dell'olocausto avvenuto ormai 50 anni fa, massacrano oggi
donne e bambini. L'O.N.U. è un'invenzione americana e l'Europa. Che ne parliamo
a fare. Nino Rossi.
Signor direttore
Ezio Mauro di Repubblica, sono
indignato.
Ma come si fa a consentire la pubblicazione
di uno scempio come la News da voi pubblicata giovedì 11aprile?
Si consente di far affermare al portavoce della basilica della Natività di essere
prigioniero quando in realtà può uscire ed entrare a suo piacimento dalla
basilica. Si spaccia il secondo
paragrafo con la reazione di Prodi, correlato con la situazione generale,
al problema grave della basilica
che è invece totalmente separato. Si è voluto artatamente correlare la
dichiarazione/appello del frate, con la frase di apertura del paragrafo "Prodi
ha accolto l'appello....." che si riferisce a tutt'altro pur di suggerire
che, anche Romano Prodi, concorda con padre Ibrahim. La consiglierei, Signor
Direttore, di sbarazzarsi di scribacchini che violano la logica e la
verità pur di scrivere 8 righe. Persino io farei meglio. Donato
Di Segni. Richiesta lettura News a Donato@actcom.co.il
Come si può?
non aderire ad una iniziativa così lampantemente
trasversale, democratica e che riporta tutti noi, senza distinzioni di colore
politico e di razza, alle responsabilità di ciascuno verso i conflitti
bellici e contro il terrorismo? Luciano Gardin.
Aderisco all'appello
pro Israele. Flavio Vidoni, il Gazzettino, Venezia.
Mi sembra che
la Comunità ebraica di Milano dia forfait.
Non sopporto gli ebrei che si nascondono. Io sono ebreo e non mi nascondo
affatto!! L'ebraismo italiano si distingue come sempre per la sua assenza
e gli assenti non hanno mai ragione! Anche l'anno scorso hanno dato buca!
Che si vergognino,
che continuino a nascondersi, e poi anche
quelli della locale associazione Italia-Israele facciano lo stesso.
Ma bravi! Ancora
una volta quegli sporchi assassini di Hamas hanno colpito, e dopo Bush,
Russia, Onu e UE vogliono che Sharon si ritiri? Nemmeno per sogno!! Prima
Arafat e i suoi amici si danno un calmata poi si vedrà. Daniel Chaim.
Signor direttore,
come vicepresidente del Veneto Serenissimo Governo
esprimo la mia solidarietà al Popolo Israeliano per la sua lotta per la
sopravvivenza e aderisco all'Israele Day. Israele è in prima linea nella
lotta per il contenimento del terrorismo, è dovere dell'Europa schierarsi
a fianco del Popolo Israeliano, sostenendolo e appoggiandolo con i mezzi
che si ritengono utili. Luca Peroni, Cassola Vicenza. pepiva@libero.it
Petizione al Presidente
del Consiglio.
Caro Presidente, il filopalestinismo dei 'media' e delle varie intellighenzie
è stomachevole, ma forse si sta preparando una jattura più grande, un autentico
delitto da parte di un'Europa assolutamente priva di spina dorsale: il boicottaggio
dei prodotti israeliani.... La prego di adoperarSi in tal senso nella Sua
veste di capo del governo italiano e di ministro degli Esteri, affinchè
nella riunione dei Paesi UE di mercoledì p.v., non siano prese decisioni
di tale fatta, ancorchè ne habbia già parlato lo stesso Presidente della
Commissione. RingraziandoLa per l'attenzione, Luciano Baroni, Santarcangelo
di Romagna,
Carlo Monari, Seriate. ef74@inwind.it
Famiglie dei diplomatici
in Israele lasciano il Cairo.
Ecco il ringraziamento dell'Egitto a Israele per avergli regalato il Sinai.
Siamo sicuri che la nascita di uno "stato palestinese" farà calmare i fantici
terroristi islamici? Secondo me servirà solo a fargli capire che con la
loro strategia del terrore possono ottenere tutto quello che vogliono. E
inevitabilmente, dopo Israele sarà il turno dell'europa. E intanto i "pacifisti"
italiani sfilano per le strade con uomini vestiti da kamikaze con la testa
incappucciata piangendo per le povere vittime palestinesi... Lara.
Si deve fare prima
una manifestazione grande ed unitaria.
E' inutile farne una qua e una là. Se ci si frammenta non funziona. I "nemici"
sono in tanti perchè sono organizzatissimi.
La manifestazione di lunedì 15 a Roma al Campidoglio
e al ghetto è stata decisa dal Foglio.
Comunque per un giorno uno può anche prendere
ferie. Poi gnuno può fare manifestazioni nella sua città quando vuole ma
una nazionale VA FATTA INSIEME. TUTTI INSIEME. Alina.
L'altra sera ho seguito la trasmissione di Ferrara
e Lerner
e l'invito all'Israele day. Mi piacerebbe
essere in piazza cosi' come sabato scorso con il mio callaro in testa dove
avevo scritto PORCA PUTTANA BASTA CON TUTTE 'STE GUERRE !, ma il fatto è
che la presenza può essere presa dal Governo di Israele come partecipazione
a sostegno del loro "lavoro" che deve andare avanti per 8 settimane, e cioè
fino a quando i palestinesi saranno tutti morti per fame, sete, ferite non
curate, colera e omicidi casa per casa. Gran parte del popolo israeliano
esulta perchè in giro non c'è più nessuno a farsi saltare in aria - e se
ne frega dei civili innocenti che a pochi passi da loro stanno ammalandosi
e morendo -. Come faccio a manifestare al fianco degli israeliani onesti
e coraggiosi che non vogliono tutto questo, con la garanzia che la mia presenza
sia interpretata nel verso giusto? Come faccio a distinguermi, fra tanta
gente, se mi riprendono dall'alto e dicono: "ecco, vedete quanta gente è
a nostro sostegnoe ci incoraggia ad andare avanti con la pulizia etnica"?
Capite che non posso. Ci sono molti modi di fare terrorismo: anch'io sono
stata terrorista per un mese nell'87. Matilde.
Certo che è da
apprezzare l'appello del Foglio
in favore di Israele,
come lo è stato quello in favore dell'America. Sarebbe da pazzi pensre il
contrario. Ma, sinceramente, Giuliano Ferrara non mi convince troppo. Qualcuno
lo ha definito "ruffiano intelligente", comunista con i comunisti al potere,
craxiano con i socialisti al potere e ora berlusconiano con il Cavaliere
al potere. Insomma non mi fido troppo e ho paura che siano più delle campagne
pubblicitarie in favore del suo giornaletto, così come è stato per il Festival
di Sanremo, che lo ha incoronato come il vero protagonista e vincitore della
rassegna canora. Io parlo da elettore del Polo, intendiamoci. Sinceramente
mi fido di più di giornali come Libero il Giornale e Virus, piuttosto che
il Foglio. Può darsi anche che mi sbagli. Aspetto un vostro giudizio in
merito.
Complimenti e buon lavoro a Virus. Paolo Scarafiotti.
Gandhi sulla questione
palestinese e la detta Signora O
La signora Olcese ha una idea della storia personificata, quando dice che
la storia si evolve nel tempo.
Io, invece, affermo che la storia viene fatta dagli uomini e che, quindi,
non esiste alcuna evoluzione (e- volvere= volgere verso il bene) nella misura
in cui gli uomini agiranno sempre alla stessa maniera: i forti contro i
deboli, i superarmati fino ai denti contro i disarmati o i poco armati,
le regole valide per tutti solo in teoria ma non nella pratica, le politiche
dei due pesi e delle due misure in barba ad ogni norma del diritto internazionale.
Mi potete spiegare perchè se uno si sacrifica per la propria terra e il
proprio popolo è un martire, ma se lo fa uno di Palestina è terrorista?
Mi potete spiegare perchè se uno Stato ne invade un altro è un invasore.
ma se lo fa Israele è un atto di difesa? Mi potete spiegare perchè se un
popolo prende le case e la terra di un altro popolo è un'oppressione, ma
se lo fanno gli ebrei israeliani è una "colonizzazione"? Mi potete spiegare
perchè le bombe contro gli invasori di solito sono inevitabili, ma quelle
contro gli israeliani no?Alessio Borraccino uno che non capisce la politica.
La citazione molto
bella di Gandhi, caro Borraccino,
è antecedente alla proclamazione dello Stato di Israele (e all'Olocausto).
Da allora è passato un po' di tempo, no?. Non equivarrà ad un'era geologica,
ma, se è maggiore del tempo che è occorso per fare due guerre mondiali,
non può essere considerato come storicamente irrisorio. Se quella citazione
non si storicizza allora ristabiliamo lo status ex ante di tutto: tanto
per incominciare annulliamo questa idea di
Europa unita (altro che aprire all'Est!), ripristiniamo tutti gli staterelli
italici preunitarî e restituiamo immediatamente il Süd Tyrol (altro che
Tridentino!) all'Austria. Poi ci troviamo chiediamo all'Onu l'abrogazione
degli Stati Uniti d'America (che ci fanno gli "europei" sul suolo dei "pellirosse"?).
La Storia continua a scorrere. E forse -è passato inosservato?- stiamo,
faticosamente, andando verso gli Stati Uniti d'Europa: anche con quei popoli
a est che fino a non molto tempo fa stavano sotto un'altra cortina, della
quale nessuno a priori avrebbe certo scommesso l'abbattimento. Già, questa
Storia scorre... anche se non ci piace. Ultima cosa: del problema evocato
del terrorismo. In genere la differenza tra un partigiano e un terrorista
sta nella natura del soggetto che osserva: partigiano è colui di cui si
condividono gli ideali; altrimenti terrorista è sinonimo di nemico, lemma
utile per un'ulteriore demonizzazione. In genere. Ma il semplice buon senso
ci dovrebbe far rilevare che la questione non è affatto nominalistica: il
partigiano, quando uccide, ha obiettivi che sono e restano solo militari.
Le stragi deliberate di civili sono altro:
e nessun ideale, anche condivisibile, può giustificarli. Grazie signora Olcese.
Un uomo comune. animato@tin.it
Un sereno e concreto
commento ai fatti gravi di Palestina.
E' firmato da Gandhi........ ma...dov'è, oggi, un altro Gandhi?... Oggi,
che la bandiera della Globalizzazione, del Potere Economico, dell'Ignoranza
e di quel "sionismo politico" -di cui, certamente, i poveri ebrei dell'Olocausto,
nulla sapevano- svetta alta nel cielo sopra questa imputridita umanità?
Grazie ad Alessio Borraccino, per averci dissetato con questo bicchiere
d'acqua pulita! Marina Salvadore.
Gandhi sulla questione
palestinese e la detta Signora O?
E meno male che c'è anche qualcuno che, come 'Un
uomo comune', l'orologio che segna lo scorrere
del tempo della Storia
lo ricarica per non perdere il conto del trascorrere
del tempo e degli eventi: quindi, delle evoluzioni della Storia.
La non sullodata, detta signora Olcese, con molti auguri a tutti di non
'fuoriuscita' dalla Storia.
Israele Day.
Spero davvero che ci saranno tutti.
Sarebbe tristissimo essere in pochi. E in
verità era questo il motivo che mi faceva essere contrario alla manifestazione
ideata
e proposta da Massimo Teodori: il pericolo
di una scarsa partecipazione. Essere in
pochi non è "malaccio", certe volte.
Ma le derive elitarie del buonsenso sono sempre
un bel rischio. Mai come in questo caso sarà necessaria una piazza piena,
forse ancor più dell'Usa Day del 10 novembre: una risposta ferma, ma serena.
Solidale e piena. Che sia la marcia di chi è stufo
di sentir dire che il martire palestine "si
immola" (ad Andreotti dev'essere andato in muffa non solo il formaggio!
che Sharon è un assassino, che Arafat è un eroe. Che sia la marcia di chi
sa che "Israele è Europa". La marcia di
chi è stufo di sentire bugie su Israele dai media italiani. Tutti a Piazza
Campidoglio il 15 Aprile, alle 18,30. Io
ci sarò con una mezz'oretta di anticipo nella speranza di incontrare i cinque
o sei forumisti che ormai sento (unilateralmente) amici. Luigi Castaldi
Elio Capib.
Shimon Peres è
l'assassino di Yitzhàk Rabìn,
e di molti altri. La tragedia di questi mesi
in Israèl e dintorni era premeditata programmata deliberata. Ho le prove,
ho tradotto
in italiano alcuni libri che Barry Chamish
(giornalista Israelo-Americano) va scrivendo da anni. Chi me li chiede li
riceverà.
Se Navigator o altri mi ammazzano nei prossimi
giorni, rivolgetevi a paolobnf@inwind.it
che fraternamente mi ha regalato un sito in cui sono scritte quelle cose
(salvo le più recenti che ho soltanto in Inglese), e ce le ha inserite.
Franco Levi.
Due Popoli due Stati,
condanna del terrorismo,
ma, fuori l'esercito israeliano dal territorio Palestinese e rispetto dei
diritti umani, Arafat è il Presidente del Popolo Palestinese come Sharon
lo è per quello Israeliano, quindi, massimo rispetto. Lorenza Federici.
Israele Days.
L'Italia è sufficientemente grande
perché ci possano essere diverse manifestazioni
in luoghi e giorni diversi. Quella promossa da Il Foglio è politicamente
importante perché, nonostante tutto, mentre nella democraticissima Francia
ed in altri Paesi europei bruciano sinagoghe,
in Italia (dove finora non è stato bruciato
niente !) si è aperto un dibattito su antisionismo ed antisemitismo e si
organizza una manifestazione di solidarietà con Israele transpartitica.
Di questi tempi non è per niente poco! Natale Vadori.
Protesto vivamente
per l'articolo di De Giovannangeli
del 9/4 su lUnità, "Sharon non ascolta nessuno e difende la sua guerra".
Secondo De Govannangeli "l'esordio del Premier
è tutto
un programma" Sharon affermerebbe che Arafat è il capo degli assassini.Vorrei
ricordare a De Giovannangeli il ritrovamento negli uffici del leader palestinese
e del capo della sua amministrazione, Shoubaki, di elenchi di armi illegali
ed ordigni esplosivi, di ricevute con la firma di Arafat dove sono indicate
le spese sostenute "per componenti elettrici e chimici per
la preparazione delle cariche esplosive",
oltre a richieste di munizioni e finanziamenti per fare i ritratti su legno
dei martiri kamikaze. Notizia che l'Unità ha snobbato. Come mai De Giovannangeli
fa finta di nulla? De Giovannangeli accusa Sharon di avere iniziato una
rioccupazione dei territori. Mi sa dire De Giovannangeli da quanto tempo
non ci sono attacchi kamikaze?
E perché fu iniziata questa pulizia nei territori?
E mi sa dire, sempre De Giovannangeli, che avrebbe fatto lui al posto di
Sharon dopo una settimana di attacchi
suicidi continui durante la Pasqua ebraica? Tutto dimenticato? Può
de Giovannangeli, se vuole assolvere Arafat, capire che (se non ha
voluto) non ha potuto fermare il terrorismo? Le risposte sono due:
o non vuole, o non ne
è capace. Gradirei, una buona volta,
una risposta da De Giovannangeli, che continua a non rispondere. Enzo Ferrara.
Sono uno di quegli ebrei di Roma che si definiscono giudii.
E poi giudeo significa appartenente alla tribu di yehudà. Non c'e nulla
di cui vergognarsi, anzi! La autodefinizione "giudio" emerge dal dialetto
ebraico/romanesco che trasla il termine ebraico "yeudi" (ebreo), il termine
giudeo è solo dispregiativo e nasce dalla peggiore tradizione cattolo/antisemita.
Naturalmente, quando mi dicono giudio, io capisco chi ho di fronte e le
sue intenzioni, mi incazzo e.... Donato Di Segni.
Israele Day Grande
Veneto!?: Mi spiace... sin da piccolo
stavo dalla parte degli indiani... Franco dell'Alba
Dissenso totale.
E' uno scandalo vergognoso che celebriate Israel day
mentre Sharon massacra con i suoi carri armati ed i suoi elicotteri
da combattimento il Popolo Palestinese, soprattutto bambini, anziani e donne;
chi non viene colpito direttamente, viene privato dell'acqua e del cibo.
Se avete ancora un po' di coscienza, dovreste celebrare Palestina day. Prof.
Fathi Makboul makboul.fa@tiscalinet.it
Mi piacerebbe
dare vita al movimento: L.C.T.R.P.M.O.
Lega dei Cavalieri Templari per il Ristabilimento della Pace in Medio Oriente,
poi si può fare anche O.T.I. Ordo Templaris pro Israel. Anzi questo mi piace
tanto che tra oggi e domani preparo un bel sito, lo metto su Internet via
Yahoo con tanto di indirizzo di posta elettronica e contatto tutti i simpatizzanti
dei Templari nel mondo. Quindi si fa una bella manifestazione on-line. Che
ne dite?
La madre dei cretini è sempre incinta.
Gli antisemiti ci sono sempre stati e ci saranno. Vuoi fargli cambiare opinione?
"Non ti curar di loro, ma guarda e passa". Andiamo alle nostre manifestazioni.
ciaolom! Franco Levi.
Una vecchia storia.
Ma quando ci decideremo?
I frequenti appelli per Israele mi turbano, mi stuzzicano, mi eccitano,
caro Virus! Non credi dovremmo fare una breve riflessione prima di abbaiare
alla luna e di tifare per una squadra del cuore che non ci appartiene dalle
gradinate di un campo di Marte
(in tribuna ci stanno gli Americani!) dove
Israele e Palestina si stanno scannando all'ultimo sangue? Quale è il rapporto
tra i cognomi arabi e quelli ebraici incisi sulle antiche lapidi dei cimiteri
di laggiù? Da tutte le parti del mondo è stata sempre sostenuta con cospicui
finanziamenti la corrente immigratoria ebraica preconizzando una Palestina,"
Patria degli Israeliani" ma gli Arabi non accettarono mai passivamente quella
"proposta". Sin dal VII° secolo essi costituivano la quasi totalità della
popolazione e in nome di una tradizione
storica e del diritto delle genti avevano spesso ricevuto dal governo britannico
ampie assicurazioni che la intera Palestina
apparteneva politicamente a loro mentre gli Ebrei erano si liberi di stabilirsi
nel paese, ma come stranieri e compatibilmente con gli interessi delle popolazioni
ivi residenti. La tradizionale ambiguita diplomatica di Albione stabilì
inoltre, nel 1922, che la costituzione di un Centro Nazionale Ebraico NON
andava intesa come "imposizione di una nazionalità israeliana sul territorio"
ma come sviluppo continuativo di quella comunità affinchè potesse "soddisfare
il suo orgoglio dal punto di vista della religione e della razza" (non dunque
di un proprio territorio!) Tutte le loro "capacità" dovevano infine essere
"ospitate" con pieno diritto e non per tolleranza. Le apprensioni arabe
furono sempre vive e vivaci e si esasperarono con l'andar del tempo a causa
di una sempre più estesa immigrazione di Ebrei realizzata con cospicui capitali.
Ora siamo giunti al punto che i Palestinesi non sono più padroni in casa
loro. Quando ci decideremo a intervenire sbrigativamente e senza tanti complimenti
con ben decise forze militari per instaurare una volta per tutte Due Stati
e Due Popoli? Adalberto della Spezia.
No gò paro£e.
Non condivido l'appoggio, da qualsiasi parte esso provenga,