Firma contro la pena di morte
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I MEDIA ON LINE A SOSTEGNO DELLA CAMPAGNA DI NESSUNO TOCCHI CAINO PER LA MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI

Per la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, Nessuno tocchi Caino ha invitato le testate on line a ospitare, almeno per un giorno, il banner per la raccolta firme on line a sostegno della moratoria delle esecuzioni capitali all’ONU.

La campagna on line è tesa a rafforzare il principio affermato dalla Commissione per i Diritti Umani dell’Onu che l’abolizione della pena di morte contribuisce all’innalzamento della dignità umana e vuole ribadire il principio che la pena di morte è una questione inerente ai diritti umani e la sua abolizione rappresenta un progresso del sistema dei diritti umani.

Alla campagna, lanciata un anno da Nessuno tocchi Caino insieme alla media company Nexta.com e a Oliviero Toscani, hanno già aderito numerosi siti e migliaia di cittadini.

Alla giornata del 10 dicembre hanno già aderito le versioni on line di La Repubblica, La Stampa, L'Unità, L'Unione Sarda, ADN-Kronos, Lettera22.it, Amisnet.org, Radio Radicale, Radio Circuito Marconi,

e i media on line Il Nuovo, Clorofilla, Virus, Cirrus-giornale metereologico

Il banner raffigura gli occhi dei condannati a morte americani fotografati da Oliviero Toscani per la campagna We, on death row.

 In Nigeria, le condanna a morte in base alla Sharia vengono inflitte in una dozzina di stati del Nord. Il caso più noto è quello di Safiya Hussaini Tungar Dudu, condannata alla lapidazione il 9 ottobre scorso dallo Stato di Sokoto per una relazione fuori del matrimonio. Non è il solo caso conosciuto: un uomo, Sani Rodi, condannato a morte il 15 novembre nello Stato di Katsina, sarà ucciso con una pugnalata e con lo stesso coltello che il condannato ha usato per uccidere una donna e due dei suoi figli.

Nel mondo degli anni 2000 c’è ancora la crocifissione. Nello Yemen, un uomo condannato a morte per duplice omicidio è stato fucilato in pubblico e poi crocifisso in una piazza nella città di Taiz, nel nord del paese. Il corpo è stato legato a una croce issata nel luogo dove aveva commesso gli omicidi.

Non si tratta di casi isolati e non è solo questione di pena di morte. Altre punizioni crudeli, disumane e degradanti sono all’ordine del giorno ancora in molti paesi: le frustate per le ragazze che hanno rapporti sessuali prima del matrimonio in Nigeria; le fustigazioni in Iran per chi consuma alcool o ha fumato in pubblico in questi giorni di Ramadan; il taglio delle mani per i ladruncoli in Arabia Saudita...

Dopo duemila anni di storia, una storia per i cristiani iniziata proprio con una esecuzione sulla croce, in alcuni paesi il tempo sembra si sia fermato a quell’atto originario,ha dichiarato Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. Dedichiamo il nostro 10 dicembre alla questione fondamentale della laicità dello stato, della separazione del potere religioso da quello civile.

Se questa separazione non c’è, se la religione diventa Stato, il Corano diventa codice penale e civile, allora è in pericolo non solo la vita di cittadini vittime di regimi integralisti, è in pericolo anche l’intera comunità internazionale.

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