Bozza di documento che sarà in
discussione ad Arezzo (Laterina) il 1° ed il 2 Dicembre p.v. Il residence
scelto per il convegno
è visibile su internet al sito www.toscanaverde.com , non guardate i prezzi praticati, abbiamo
concordato un tutto-compreso forfettario di 100.000 a
persona per la due giorni, compreso navette. Se ne condividi i principi
puoi prenotarti e se hai un sito internet pubblicarlo. Convinci gli amici
a venire. A presto. Silvio Simi
Manifesto del
Convegno
E' l'ora dei liberal
di Silvio
Simi
Laterina ( Arezzo
), Residence Toscana Verde
1-2 Dicembre 2001
"E'
tempo di agire per chi si sente liberal, per quella
grande comunità di cittadini che non si accontenta del principio liberale di
porre il proprio limite dove inizia la libertà altrui, perché è
consapevole che in quel limite inizia il conflitto, ma cosciente di quel confine
ha rinunciato in silenzio a occuparlo. Corre un periodo ambiguo di convivenza
nazionale, un' infinity transition verso una seconda
repubblica che non potrà mai esistere senza modifiche radicali dell'intera
costituzione. Il ritardo nell'adeguamento alla modernità è tale che lo strumento
di aggiornamento previsto appare come un secchio bucato per svuotare la barca
che affonda. Viviamo in una democrazia stretta tra un sistema elettorale
maggioritario uninominale imposto dal referendum popolare ed una carta
costituzionale voluta rigida da una classe dirigente proporzionalista ai fini
della propria difesa. Sotto la spinta referendaria, che ha cercato di imporre
anche in Italia una democrazia moderna dell'alternanza, questa difesa,
facilitata dai regolamenti delle camere legislative, è divenuta arroccamento
anacronistico di gruppi la cui coesione si fonda sulla necessità di accordi
elettorali che ne evitino l'esclusione dalla rappresentanza.
Non era questa la volontà del popolo italiano espressa nel
referendum del 18 Aprile '93.
Nell'immaginario
collettivo la legittimazione dell'alternanza era vista come salto diretto alla
seconda repubblica, ad una Italia rinnovata nel suo ceto politico dove tutti i
cittadini fossero messi nella più favorevole condizione di competere nel
villaggio globale. Non è
avvenuto.
E d'altronde non era
dato scientificamente che una classe politica accettasse mai il proprio suicidio
scrivendone anche le regole. La commissione bicamerale per le riforme, lungi da
essere motore del cambiamento, divenne il baluardo estremo del tentativo di
incartare l'ordinamento della repubblica fino al punto di pensare a limitare
l'iniziativa referendaria elevando il numero dei sottoscrittori. Il rigido
immobilismo costituzionale facilita solo elites politiche ed economiche
costringendo le nuove generazioni al rifiuto della globalizzazione perché
coscienti di essere escluse a priori dal suo controllo e riduce gli spazi delle
libertà generali proprio perché ne enuncia solo alcune. L'area delle nuove
libertà è divenuta terreno di occupazione imprenditoriale, dalla bioetica alla
comunicazione e all'informazione, dalla famiglia al diritto al lavoro,
dall'immigrazione alla solidarietà.
Anche accettando
che la legge è uguale per tutti nella sua applicazione giudiziaria,
agli occhi del cittadino italiano la sua formazione è solo il frutto di
concertazione sociale tra poteri forti.
Il
pensiero liberal può rappresentare una filosofia essenziale dell'innovazione
politica. Le sue radici sono in uno schieramento ampiamente maggioritario
del nostro paese, ma non vogliamo un nuovo partito.
Vogliamo far emergere un
continente sommerso di uomini e donne, gruppi ed associazioni, piccoli e grandi
comitati, una nuova grande Alleanza finalizzata al
cambiamento di questa repubblica. Vogliamo una politica essenziale per una
società essenzialista nei suoi principi fondanti in cui il progresso sociale avvenga per
merito.
Vogliamo rispondere al neocontrattualismo elettorale con
l'introduzione in costituzione dell'etica della responsabilità e della
solidarietà. Vogliamo un'assemblea di revisione costituzionale perché riteniamo
che mai una commissione parlamentare di revisione scriverebbe regole contro se
stessa e non temiamo che l'uso momentaneo del metodo proporzionale per eleggerla
possa incidere nella conquista popolare del sistema elettorale maggioritario.
Vogliamo che l'Italia divenga il paese più libero del mondo
perché abbiamo la coscienza critica per farlo!" Silvio Simi.