Riceviamo e pubblichiamo
- « ARRIVANO I NOSTRI
SE NO ARRIVANO I LORO »
-
Lettera, con qualche aggiunta postuma, inviata
al forum on line del Corriere della Sera "Scusi, e la sinistra?"
curato da Paolo Franchi, che invio a voi e
ad altri giornali, nel caso che il Corriere on line non ne
desse pubblicazione.
Le opinioni di ciascuno sul quesito posto dal
Corriere sono tantissime, troppe per esprimerle in una lettera e non annoiare
i lettori o, peggio, esibire dotte disquisizioni
in un forum che deve essere letto velocemente dato che siamo su internet e
non sulla
carta stampata. Può sembrare che non c'entra il mio modo di rispondere al
quesito e di esporre le mie idee, invece,
a ben vedere, c'entra e come c'entra. Se nel
conflitto in corso tra USA e Afghanistan la sinistra adottasse più la
massima
dell'- ARRIVANO I
NOSTRI PERCHE' NON ARRIVINO I LORO - e meno le marcette
"pacifiste" con contorno di G8
al forum antiglobal, compagnie cantanti di
signorine che parlano con l'Arcangelo Michele, e altre facezie del genere,
chissà
che non accadesse il miracolo.
In un Paese serio, e in una democrazia seria, ci
vogliona maggioraza e opposizione serie.
Sarò spiccia e brutale ma il tempo delle disquisizioni
e delle prelibatezze sui distinguo pazientosi è scaduto. E da un bel
po'.
Sempre nello stile impazientoso, perciò legittimamente irrispettoso, e tanto
per spiegarmi con un esempio "plastico", posto qui sul forum un vostro articolo
(che, di questi tempi, appare come il Miracolo del SS Sangue di San Gennaro)
articolo che ieri mattina ha estratto molti lettori dalla noia e dalla piattezza
in cui è sprofondata tutta la stampa italiana, (tranne casi 2), che, come
ordinò Queen Vittoria ai regali sudditi,
mette la gonnella alle gambe delle sedie, la foglia di fico al pisello
del Davide dI Michelangelo, o come la RAI,
affida la politica estera al Gran Visir Santoro e ai Mullah effettivi di complemento.
Ma vi rendete conto o no dell'olio di ricino che
ci viene propinato e ingozzato a noi cittadini?
E per di più pagandolo salato l'olio di
ricino - "canone" RAI. Ma qualcuno
ce l'ha ancora la capacità sensoria di percezione?
Ma cosa ha fatto
veramente la sinistra per il suo Referendum sull'articolo V della
Costituzione?
Cosa ha fatto veramente Petruccioli presidente della
Commissione di Vigilanza RAI?
Ma gli elettori e i sindaci della sinistra,
cosa devono pensare al riguardo? Inciucio? Compromesso?
Tu mi dai n'a' cosa
a me e io ti do n'a' cosa a te?
E la leggenda metropolitana del Conflitto
d'interessi dove la mettiamo?
E il ministro del Federalismo Bossi da Vespa
l'avete sentito? Federalismo? No, Devolution! Parolina "magica" stranierizzante
fatta per non essere decifrata, imbrogliare le carte, fare flanella. Ma quale
devolution e devolution d'Eggitto!
Ma fatemi il piacere diceva il grande Totò. E la
Regione Sicilia che spende spande e macina miliardi dove la mettiamo?
Per piacere, ritorniamo all'autarchia delle
parole, più' sana, di fronte a queste capriole da fiera del vu' cumprà,
niente stranierismi per fare fessi i sudditi.
Andiamo, per piacere, suvvia..................! L'entusiasmante
articolo-miracolo, qui in calce, l'ho ribattezzato - ARRIVANO I NOSTRI PERCHE' NON ARRIVINO I LORO
-
e giuro che leggerlo è stata una sferzata di
vitalità, finalmente di allegria, di profondo sentimento di partecipazione umana
ed epica, di speranza, di fuga dalla paura, dall'egoismo, dalla morte, dalla
piccola morte, dalla miseria morale e spirituale in cui
ci si vuole
cacciare tutti indistintamente, e, finalmente, leggetelo, di condivisione e
partecipazione al piu' grande film di John Ford
a cui abbiamo mai assistito, piu' grande di
Ombre Rosse. (mi si lasci passare il paragone che spero renda l'idea in modo
semplice e diretto)
<<Signore Onnipotente che dai la
libertà e difendi gli oppressi ascolta la nostra preghiera. Fai in modo che
possiamo agire con onore, senza mai infangare la nostra
fede, le nostre famiglie, i nostri
compagni>>.
Finalmente dagli States ci arriva una preghiera
Occidentale in contrapposizione a chi, sottilmente e con l'indotto
psicologico,
ci vuole affezionare alla preghiera terrorista
e Talebana.
Questa radiosa mattina ce l'ha regalata il
vostro cronista agli esteri Gianluca Di Feo. E, di Gianluca Di Feo, più ce ne
saranno
sui giornali, e sul Corrierone, piu' la gente
potrà riavvicinarsi alla sinistra e alla politica tutta.
Perchè la gente è
i-rre-ve-vers-ibil-me-nte stu-fa di balle grandi
grandi e di distinguo piccoli piccoli, miseri miseri, strategici strategici
sulla nostra pelle di cittadini inermi sì, ma li capisce, li sa
leggere a cui è dato, come ha scritto l'amico Tommaso Padoa Schioppa domenica sul fondo del Corriere, di essere i veri arbitri sull'esito di
un conflitto bellico, della lotta
al terrorismo come fu in Italia per debellare le
Brigate Rosse.
Credete ad una semplice cittadina che partecipa
come può alla guerra dalla sua piccola postazione: una scrivania, un pc ed
una nutritissima lista di e-mail con cui ha deciso di partecipare e di fare
la guerra. Come può. E Poche balle.
- ARRIVANO I
NOSTRI PERCHE' NON ARRIVINO I LORO -
ritengo debba essere la nostra preghiera, il "nostro Corano".
Piaccia o, non piaccia, ai nasini schizzinosi
degli e delle intellettuali da salotto che se nel 45 non avessero avuto dagli
alleati
Corn beef, farina d'uovo e piselli, burro
dolce e salato, Coca Cola, Camell, ammlire, boogie woogie, segnorine, chinino,
antibiotici, antipolio e poi il Piano Marchall, a quest'ora se lo
sognerebbero di stare belli e belle comodi e comode a pontificare da
casa scrivendo certe.....colla puzza sotto al naso o a fare miserrimi
processi sui cognomi, forti del potere di scribacchiare
lagnosi e queruli bon ton e dispensare la
morale, a persone impegnate e incensurate. Rileggersi La Pelle di Curzio
Malaparte per favore.
«Signore
proteggici» Poi la Delta Force si lancia nel vuoto
«Signore Onnipotente che
dai la libertà e difendi gli oppressi...
«Signore
Onnipotente che dai la libertà e difendi gli oppressi, ascolta la nostra preghiera. Fai in modo che possiamo agire
con onore,
senza mai infangare la nostra fede, le nostre famiglie, i nostri
compagni».
Saranno le ultime parole prima
dell'azione, una preghiera che verrà soffocata dal rombo degli elicotteri pronti
al decollo dalle basi pachistane. Poi si strapperanno l'emblema con il fulmine
dalla spalla: da quel momento saranno solo soldati fantasma,
che non devono essere riconosciuti.
Il silenzio e l'oscurità diventeranno i
loro alleati più preziosi.
Nessun rumore e nessuna luce durante il volo sulle valli afghane, durante lo
sbarco con i motori silenziati, durante l'avvicinamento al bersaglio strisciando
tra le pietre. Muti, fino all'attimo in cui apriranno il fuoco.
Nessuno sa quando arriverà quel momento:
è ancora questione di giorni, non di ore.
Ma il conto alla rovescia è cominciato
con il lancio dei primi uomini: «Sarà la missione più importante e più difficile
- ha detto
il ministro della Difesa Rumsfeld - dalla
fine della Seconda Guerra Mondiale». Solo l'annuncio dell'azione imminente ha la
forza
di un'arma psicologica, che aumenta il
nervosismo dei talebani. Anche perché Ranger e Delta Force hanno un conto in
sospeso con Osama Bin Laden: vogliono vendicare i 18 commilitoni morti durante
il fallito blitz di Mogadiscio contro i miliziani del generale Aidid, addestrati
proprio da Al-Qaeda. Il comando di Fort Bragg ha già selezionato una lista di
bersagli. Sono stati divisi in ordine di rischio e di effetto sui mass media. E'
chiaro che la missione più spettacolare - la cattura di Bin Laden - è la più
pericolosa. Escluse poi operazioni nelle città, dove gli elicotteri sarebbero
esposti al tiro ravvicinato dei lanciagranate Rpg, che in Somalia
si è rivelato letale. Più probabile che
per l'esordio venga scelto un luogo simbolico e poco protetto: un carcere dove
sono imprigionati gli oppositori dei mullah, un deposito di carburante o
munizioni. Volendo, gli americani potrebbero anche tentare una mossa
hollywoodiana: occupare uno degli aeroporti costruiti dai sovietici, per farlo
diventare la base di successive incursioni nel cuore dell'fghanistan: è il
modello della «Task Force Cobra», che si lanciò fino alle rive dell'Eufrate
durante l'invasione dell'Iraq
Al momento però sembrano previste solo missioni
«mordi e fuggi». Colpiranno di notte, probabilmente poche ore prima dell'alba in
modo da poter sfruttare la prima luce per la ritirata. Ci sarà una colonna
composta di elicotteri-cargo Ch 53 con le squadre dei ranger e di più piccoli MH
60 «NightHawk» con gli incursori della Delta Force. A metà del percorso faranno
il pieno, rifornendosi dalle cisterne volanti, poi scenderanno a bassa quota. A
terra alcuni cecchini saranno già in attesa: pronti a fornire la copertura
e a segnalare ogni mossa del nemico.
Primi scenderanno i ranger, che crereanno un «cordone di sicurezza».
Poi, proprio sopra l'obiettivo, gli
operatori della Delta Force si caleranno con le funi. Non si sparerà un colpo
finché tutti non saranno in posizione. Solo allora ci sarà l'ordine. E dicono
che per darlo adesso venga usata la frase del Gladiatore:
«Al mio segno, scatenate
l'inferno». Gianluca Di Feo - Esteri - Corriere della Sera.