G8: Gravissima
sconcertante censura stampa.
Cari amici di
Virus, mi è successa una storia inquietante....
di Donatella Poretti
Cari amici di Virus, mi è
successa una storia inquietante e assurda. Mi hanno negato l'accredito per il
G8, che avevo richiesto per Radio Radicale. Ecco il comunicato di Radio
Radicale.
16Lug - 13:55 RADIO RADICALE: NEGATO UN
ACCREDITO PER IL G8.
Il Ministero degli Esteri
ha comunicato alla nostra emittente il rigetto della richiesta di accredito
per la nostra collaboratrice, Donatella Poretti, per il G8 di Genova.
Tale rifiuto, ci è stato spiegato, deriverebbe dalle informazioni in
possesso della Digos sulla nostra giornalista. Ci preme quindi precisare che
Donatella Poretti è persona dalla condotta di vita assolutamente nonviolenta,
come la sua stessa storia può facilmente testimoniare, ed è quindi ben lontana
da comportamenti vicini al concetto di eversione. Restiamo quindi molto sorpresi
dall'atteggiamento di chi invece in lei individua un possibile pericolo per
l'appuntamento di Genova, al punto da rifiutarle l'accredito e negarle cosi' la
possibilità di svolgere il proprio lavoro.
Donatella Poretti, che conosciamo
benissimo, e ne stimiamo il valoroso lavoro di giornalista, ci scrive:
Gentile direttore di
virusilgiornaleonline,
per il G8 di Genova ho compilato tutti i formulari
della Farnesina per l'accredito di giornalista per seguire
l'evento.
Tante altre volte mi sono accreditata per
eventi simili e di portata internazionale, una normale routine. Dopo circa un
mese di controlli che la Farnesina ha affidato, presuppongo, ai servizi segreti
e alle Questure italiane, è arrivata una risposta che non può che suscitare
inquietudine: il mio accredito è stato rifiutato, presuppongo, per motivi di
ordine pubblico. Stessa risposta fornita al caporedattore di Liberazione Anubi
Lussurgiu Davossa, sembra per il suo passato "movimentista". Ovviamente le
motivazioni del negato accredito 'non sono dovute', o meglio
sono negate, e perciò non si può che andare per
supposizioni. Sto cercando di capire perchè io possa essere
considerata pericolosa, o comunque non gradita.
Ripercorrendo passato e presente non ho
trovato neppure una denuncia, un procedimento aperto, o in corso, tantomeno una
condanna civile o penale, al massimo mi sono venute in mente delle multe per
divieto di sosta, prima o poi comunque pagate. Questo almeno è il di cui io sono
a conoscenza su me stessa. Ho partecipato, e anche organizzato, manifestazioni
nonviolente su tematiche che al solo pensiero verrebbe da ridere: la
libertà per il Tibet e la democrazia in Cina, contro la pena di morte,
ho sicuramente raccolto delle firme per dei referendum e ho
manifestato il mio pensiero di critica anche contro l'allora Capo dello Stato
Oscar Luigi Scalfaro, tutto e sempre con modalità riconosciute in un
Paese che si suppone essere democratico. La mia attività di
giornalista, e di responsabile dell'ufficio stampa dell' Aduc
(Associazione Diritti Utenti e Consumatori) mi sembra ancora più
improbabile possa creare dei problemi di ordine pubblico e di pericolosità
sociale.
Mi chiedo: quale
fascicolo può esserci su di me alla Questura di Arezzo? E quali parametri sono
stati utilizzati per garantire la sicurezza di Genova? Ma più opportunamente la
domanda potrebbe essere, se esistono dei parametri, oppure i cittadini sono in
balia dell'arbitrarietà delle singole Questure con criteri diversi fra loro. La
domanda è rivolta anche a livello locale, la Questura di Arezzo non mi deve
alcuna risposta, ma la domanda retorica non posso non rivolgerla: quali criteri
utilizza per gestire la sicurezza e l'ordine pubblico? Se io sono una persona
pericolosa, chi non lo è? L'arbitrarietà in questioni così delicate e di
interesse generale non è buon segno per una democrazia. La libertà di
manifestare il proprio pensiero, quella
di informazione e di cronaca possono
dipendere da aspetti così discrezionali e, per quanto mi riguarda, che non hanno
alcun aggancio con la realtà? Donatella Poretti. d.poretti@aduc.it ufficio 055.2302266.