dal Quotidiano
Libero
Lettera-appello di Giuliana
Olcese del Movimento per le Riforme alla first lady.
In nome della
democrazia.
"Cara Franca, chiedi
la libertà per Faccia"
Gentile e cara donna Franca,
ogni volta che leggo le tue "gesta" sulla
stampa nazionale, mi si aprono il cuore e la speranza a che questa nostra amata
Patria, come ama definirla il tuo Consorte Carlo, Presidente di questa
Repubblica per cui i Cittadini Italiani, ciascuno con i propri mezzi e
contributi democratici, stanno adoperandosi a che sia una vera Democrazia
compiuta e moderna.
E' come semplice cittadina, come
sai da anni impegnata sul fronte delle Riforme, (festeggiammo assieme tutti
colmi di speranza l'apertura dei lavori della Commissione bicamerale con una
bella torta al cioccolatto che ti piacque tanto) che mi rivolgo a te, come
stanno facendo centinaia di cittadini da oltre un mese, sottoscrivendo ed
inoltrando l'appello al Presidente della Repubblica per la completa libertà dei
Serenissimi, sia su www.virusilgiornaleonline.com sia
su Libero il cui direttore, prima di essere un direttore, dimostra essere un
cittadino animato da profondo spirito di equità e di giustizia unita a rara
ed autentica passione e missione riformista. Libero non è, come da certa stampa
interessata e corporativa si vorrebbe far credere e discreditare, un giornale
animato da "populismo"
(atteggiamento attribuito ultimamente al neo Ministro del Tesoro per essersi
"macchiato della colpa" di informare i
cittadini sullo stato della finanza pubblica) bensì un giornale che mette avanti
a tutto l'interesse e la conoscenza, non l'ignoranza dei fatti, dei
cittadini-elettori. Non l'indotto politico di parte.
Libero fa informazione.
Il mio appello,
espressione dal basso del Movimento per le Riforme, sia in
forma di agenzie
di stampa, sia di fax inoltrati alla
segreteria particolare del Quirinale, va avanti dal Novembre
2000 sostenuto da tanti Movimenti di Cittadini attivi sulle riforme disseminati
lungo tutto lo Stivale o, se preferisci, attivi e autoresponsabili di questa
nostra bella Patria da rimodernare decisamente in tanti suoi istituti obsoleti e
superati da una cultura democratica e da una Costituzione materiale che
coerentemente si sono imposte superando, di fatto, norme e regole in dissonante
stridore con il percorso culturale e democratico che tanta parte della classe
dirigente dei cittadini operosi ed operanti hanno promosso e sostenuto nonchè
affermato. In questo "percorso
ad ostacoli" c'è ancora tantissimo da fare, vecchie norme del
Codice Rocco da abrogare, vecchie ed incoerenti leggi e leggine
burocratiche da cancellare in quanto burosauriche palle al piede dello sviluppo
culturale, istituzionale ed economico, volte a conservare potentati e
corporazioni che, altrimenti, perderebbero quel potere fittizio, quei serbatoi
di voti (sopratutto tra i "potentati" del Mezzogiorno d'Italia
che da troppi anni tiene le cittadinanze in una sorta di sudditanza più
che in consapevole e responsabile appartenenza al principio dell'Agorà.
Dirette conseguenze ne sono il
sottosviluppo, la disoccupazione, la carenza di infrastrutture necessarie
all'economia, le sacche di miseria e di ignoranza che ne derivano e che ancora
vi risiedono. Sono napoletana e conosco profondamente il
mio Sud, come, per
"adozione elettiva", conosco profondamente il
Triveneto, detto Nordest, e la sua profonda anima
autonomista ed indipendentista che va avanti da quel famoso Referendum del 1866
che sancì, pare con provati brogli elettorali, l'annessione del Veneto
all'Italia.
Questi popoli vanno capiti culturalmente,
assimilati se mai, non combattuti e imprigionati.
Ora, anche se di cose da dire a da
raccomandare alla democraticissima cara Franca
Ciampi ce ne sarebbero tante, conoscendo il tuo sano,
salutare e franco "essere spiccia" (grazie a Dio!) non sto
a farti perdere soverchio tempo a leggere le ragioni di tantissimi Cittadini,
Sindaci, Istituzioni locali e mie e concludo lanciandoti questo amichevole e
rispettoso appello:
Stasera, quando tu Franca e
Carlo-Presidente di noi italiani, prenderete caffè e tisana nell'intimo
salottino della Palazzina, di'
al nostro Presidente:
"Di' un po' Carlo, ma quando vi decidete a tirare fuori delle Patrie
galere quel Luigi Massimo Faccia del Veneto Serenissimo
Governo? Dai Carlo, non perdiamo altro tempo su! Diamoci una mossa!".
Cara Franca grazie se mi leggerai ed
accoglierai il mio ennesimo appello per un Cittadino che abita nel
cuore antico profondo e nobilissimo di quella Repubblica Serenissima Veneta che,
per la sua grande democrazia avanzata, non solo conquistò i mari ma si fece
interprete e portatrice nel mondo, come nessun'altra, di grande Sapere, Cultura,
Arte, Civiltà, Commercio ed Uguaglianza dei Popoli. Tua Giuliana Olcese per
il Movimento per le Riforme e un caldo saluto al Presidente
Carlo.