Cancellato il reato contro la nazione. Movimento Riforme:
12 luglio ore 10:50: Scritta una pagina di libertà.
"Esprimiamo vivo ed orgoglioso compiacimento per la sentenza della Corte Costituzionale con cui cancella dal codice penale il reato di associazione antinazionale. Di questo erano accusati, tra gli altri, l'attuale ministro del Welfare Roberto Maroni ed i 'Serenissimi' del Veneto Serenissimo Governo. Percio' chiediamo con forza la completa libertà di Luigi Faccia ancora in regime carcerario nella Casa Circondariale di Lodi"
ROMA - Considerare
reato l'associazione "antinazionale" è incostituzionale.
o ha deciso la Consulta, custode della Carta Fondamentale dello Stato che,
a oggi, ha cancellato il reato dal codice penale. La certezza c'è da questa
mattina: la Consulta ha depositato la sentenza, la numero 243, nella quale
i giudici spiegano i motivi dell'illegittimità costituzionale dell'articolo
271 del codice penale. Il reato di associazione nazionale era stato contestato
(tra gli altri) dal pm di
Verona Guido Papalia a 40 camicie verdi, fra le quali l'attuale ministro del Welfare Roberto Maroni. In questo
caso però, la corte si pronunciava su un processo analogo, quello che vede
implicati alcuni dei membri del "Serenissimo Veneto Governo", lo
stesso che aveva dato l'assalto, qualche anno fa, al Campanile di
San Marco che erano stati condannati dal Tribunale veneziano.
Uno stralcio di quel processo però, finito a Verona, era
rimasto in sospeso proprio grazie alla inchiesta dei legali di interessare
la Corte Costituzionale. Il reato previsto all'articolo 271
infatti, introdotto dal Codice Rocco,
in epoca fascista, aveva da sempre fatto gridare allo scandalo
i leghisti, che lo consideravano una illegittima limitazione della libertà
di pensiero. "se la propaganda è fatta per distruggere o deprimere
il sentimento nazionale - recitava infatti l'articolo - la
pena è della reclusione da sei mesi a due anni''. La scelta
della Corte costituzionale di cancellarlo sarebbe basata,
a quanto pare, su una precedente sentenza della Consulta, la numero 87 del
1966. Già 35 anni fa, insomma, i giudici supremi avevano deciso che quel
reato non rispondesse al dettato costituzionale. Per la Corte
ora, il sentimento nazionale, "crescendo e sviluppandosi
nell'intimo della coscienza di ciascuno, fa parte esclusivamente del mondo
del pensiero e delle idealità".--- Un mondo che,
la Carta Costituzionale, preveda resti libero di esprimersi
senza limiti. Per i Serenissimi a processo, così
come per le 40 camicie verdi chiamate alla sbarra insieme a Bossi e Maroni,
restano in piedi diversi altri reati contestati. I processi insomma, non si
annullano. Quella di oggi però, resta sicuramente una vittoria per i movimenti indipendentisti nati
e cresciuti in Italia a partire dalla fine degli
anni Ottanta.