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VILLA DEI VESCOVI |
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"Ammonimenti
deliranti della Dr-Rg-Ven?" |
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Roma, Sabato 11 Marzo 2011 6:47 PM "Minacce deliranti" (così definite da
stimati esperti del Diritto) della Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, Direttore Regionale Ugo Soragni. Egregie Istituzioni, Esimio Soragni Direttore Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, ----- Original Message ----- Sabina Ferrari Sopraintendente per i Beni ambientali ed architettonici del Veneto Orientale Bologna
2007. La Sovrintendente Sabina Ferrari: BOLOGNA Emiliani attacca la sovrintendente Il palco in piazza
Verdi era ok il ministero apra un'inchiesta 'Si tratta di ripulire una zona che dal 1970 versa in gravi condizioni'
'Quel progetto era ottimo'. E la Ferrari boccia il mercatino bio in
piazza Maggiore. Gli storici dell'arte bocciano l'idea della sovrintendenza di vietare
gli ombrelloni dei bar per non deturpare il paesaggio urbano. Con l'arma
dell'ironia due grandi nomi della critica d'arte, Philippe Daverio
e Vittorio Sgarbi, .... > AMBIENTE |
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Ambiente |
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Mobilitazione per salvare il verde nella zona del parco Iris Sono già più di 1.000 i cittadini che in pochi giorni hanno firmato la petizione contro la nuova ondata di cemento prevista dal Comune, che intende costruire circa 100 nuovi appartamenti nell'ultima grande area verde della città nonostante il forte rischio di allagamenti Continua... Una petizione per salvare l'area verde in zona Parco Iris, minacciata da un progetto di costruzione di altri 100 appartamenti circa nonostante i recenti e gravi allagamenti che hanno colpito la zona. E' questa la nuova iniziativa del Comitato Iris, promossa assieme al Comitato StopAllagamenti - che raccoglie adesioni tra i cittadini danneggiati dalle piogge di settembre 2009 e maggio 2010 - Legambiente, ass. Alvise Cornaro, Amissi del Piovego e il WWF. Il titolo della raccolta firme recita: "NO a nuovo cemento nell'area verde in zona Parco Iris. SI ad un vero grande parco urbano contro gli allagamenti". Un messaggio chiaro che in due settimane ha già raccolto le prime 1.000 sottoscrizioni, indirizzato all'Amministrazione comunale, ai consiglieri di Quartiere e al Consorzio di Bonifica Bacchiglione. Siamo molto soddisfatti della partecipazione dei cittadini a questa iniziativa e d'altronde stiamo chiedendo al Comune un'azione il cui buon senso è sotto gli occhi di tutti: salvare quest'area verde di pregio, ultima rimasta all'interno della città urbanizzata e già molto sofferente sia per il rischio di allagamenti che per la viabilità. Per farlo è sufficiente spostare la nuova cubatura concessa ai privati, permettendo loro di costruire nei terreni di proprietà comunale in zone non a rischio idraulico dove è già previsto lo sviluppo del sistema insediativo (tanto che il Comune ha già cominciato a venderne una parte per renderli edificabili). E' un'operazione che si può fare, con o senza il consenso delle società private proprietarie dei terreni in questione ma è sopratutto una richiesta che ribadisce ciò che è stato detto oramai già da diversi anni dai Laboratori partecipati coi cittadini nei Quartieri 3 e 4. Se chi ci amministra se ne è dimenticato, con questa raccolta di firme vogliamo dimostrare che sono in molti a non essersene affatto dimenticati, anzi. Qui si è già costruito fin troppo ed è ora di finirla, punto e basta. Qui trovate la pagina per firmare, anche online, e leggere il testo completo della petizione. Fulvio Di Vittorio - Coordinatore Comitato Iris |
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Cemento che ride |
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In piazza contro la cementificazione! L’Adriatico ridisegna il Veneto I Comitati Ambiente e Territorio della riviera del Brenta organizzano sabato 12 marzo a Dolo una manifestazione contro la cementificazione (scarica qui il volantino). Su questo tema, perché non usare le vie d’acqua? È quanto si chiede Carlo Crotti analizzando gli scenari che il nuovo porto offshore di Malamocco può aprire Continua... A prima vista temi come: il terminal a Dogaletto, la TAV tra Venezia e Portogruaro, la Nuova Romea e la camionabile sull’idrovia, possono apparire distinti e distanti, ma in realtà non lo sono. In comune hanno l’idea di accentrare sul porto lagunare le vie di comunicazione, ferroviarie e stradali. Chi a vari livelli amministrativi la sostiene, pare non rendersi conto di quanto il Terminal off Shore (TOS) al largo di Malamocco abbia cambiato le prospettive, dal momento che è qui il punto focale dell’interfaccia mare-terra, non Marghera o i moli di S. Marta. Le nostre domande sono: perchè trasportare merci e containers via terra fino a Marghera, quando possiamo raggiungere dal TOS con battelli fluvio-marittimi qualsiasi scalo portuale compreso tra Ancona a Monfalcone? Perché non immaginare città dell’interno della valle padana collegate all’Adriatico, qualora venisse reso navigabile il Po? Già oggi 4-5 battelli fluviali, spostandosi lungo il Canale di Valle (Chioggia) raggiungono il Fissero Tartaro Canal Bianco e arrivano a Mantova provenienti da Venezia, togliendo dalle strade in un anno 17.000 viaggi su camion. Se un battello, partendo dal TOS e viaggiando lungo costa, può raggiungere Monfalcone o Ravenna, a che serve discutere quale tracciato far fare alla TAV e alla Nuova Romea? Perché non usare le vie d’acqua, senza ferire a morte un territorio? L’Adriatico può riconfigurare il Veneto! A nostro avviso quelle due opere sono ormai fuori mercato. Se pensiamo ai costi e ai tempi necessari per la TAV - il Corridoio 5 nel suo percorso italiano - sarà di fatto una infrastruttura superata, quando sarà stata completata. A Nord delle Alpi è in fase molto più avanzata un collegamento Alta Capacità, che partendo da Lione collega Digione, Stoccarda, Monaco, Vienna, Budapest. I ritardi accumulati nel nostro Paese ci hanno messo fuori mercato. La nostra Confindustria, il Governo nazionale e quello regionale ne prendano atto. Molto meglio sarebbe se dedicassimo quei soldi per costruire il Corridoio 28 (Monfalcone, Vienna, Praga, Varsavia, Riga), che incrocia il “nuovo corridoio 5” nella capitale austriaca. Del resto anche la TAC Rotterdam-Genova, già in costruzione, toglie senso e motivazioni al passaggio in Italia del principale Corridoio europeo Est-Ovest. Il TOS, qualora fosse collegato con battelli a Monfalcone, non solo renderebbe la TAV veneziana, qualunque fosse il suo tracciato, un inutile spreco di risorse e di territorio, ma risparmierebbe le spese per il dragaggio del porto in provincia di Gorizia. Opera indispensabile all’attracco delle grandi navi. Lo stesso ragionamento sul rapporto mare-terra vale anche per il tratto autostradale della N. Romea fino a Ravenna. Qualunque scalo della riviera romagnola, capace di ricevere battelli che pescano 3,5-4 mt, potrebbe essere valorizzato (da Porto Levante a Ravenna….). La trasposizione di queste idee in linguaggio politico-amministrativo, consiglia caldamente che venga aggiornato il PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, ovvero il testo base della programmazione del Veneto per i prossimi due decenni). Il testo già adottato dalla Giunta Galan nel 2009, è chiaramente datato ed eccentrico rispetto alla situazione infrastrutturale creata dal TOS. Il TOS riconfigura le nostre infrastrutture e quindi le nostre priorità.
Se gli verrà permesso di distribuire i containers su più
scali, quasi fosse il cardine di un “porto diffuso”, allora diventerà
davvero competitivo rispetto a molti altri porti. Nazionali ed esteri.
Se invece dovesse concentrare i suoi containers a Dogaletto, lasciandoli
fermi su quel piazzale per 3-4 settimane in attesa di un qualunque mezzo
di trasporto - come accade a G. Tauro - allora avremo sprecato
tempo, denaro, occasioni di sviluppo e la creazione di nuova occupazione
su larga scala. La mia Associazione suggerirà nei prossimi giorni
a tutti i Comitati che si oppongono a vario titolo alla TAV, alla
N. Romea e alla Camionale (vedi
qui i motivi dei no alle varie grandi opere che cementificano
la riviera - manifestazione a Dolo sabato 12 marzo) questa prospettiva
infrastrutturale, come pure la richiesta alla Regione per l’integrale
revisione del PTRC. VILLA DEI VESCOVI L'AUDITORIUM?
LA BATTAGLIA DI PADOVA
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Lunedì, 5 Luglio 2010 - Ore 19:34 |
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