VILLA DEI VESCOVI

 

FAI. Quei lati oscuri del finanziamento da Arcus,
la Società per la Cultura che regala le "Mance" di Stato
Al FAI un milione di euro
Andrea Colasio, ora assessore alla cultura del Comune di Padova, è stato consigliere dell'ex ministro dei Beni Culturali, Rutelli, segretario della Commissione cultura nel terzo Governo Prodi e responsabile nazionale cultura del PD, ha fatto arrivare al FAI un milione di euro da Arcus
La «Cultura spa» di impronta berlusconiana - assieme ad Ales -
ha il volto di Arcus. Più che un volto, il vero braccio operativo,
il braccio lungo della spartizione
Chi siede nel Consiglio di Amminastrazione del FAI?
Arcus, la società al centro del ciclone delle inchiesta del G8, è balzata agli onori della cronaca nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia e Roma sulla cosìdetta «cricca» che gestiva gli appalti pubblici per i Grandi Eventi e il G8 e per i 5 milioni di euro erogati per il restauro del palazzo di Propoganda Fide la Congregazione per l'evangelizzazione. Inchiesta che vede coinvolti Sottosegretari, ex ministri del Governo Berlusconi come Claudio Scaiola, Pietro Lunardi e l'Arcivescovo di Napoli Cardinale Gaudenzio Sepe, il neo Presidente del Consiglio di Stato Pasquale de Lise - ai tempi a capo del Tar del Lazio - l'ex Procuratore aggiunto Achille Toro, il Provveditore alle opere pubbliche Angelo Balducci, Angelo Zampolini, imprenditori come Diego Anemone, palazzinari romani

 Ludovico Ortona nuovo presidente di Arcus 

ROMA - 1 LUGLIO 2010 - L’ambasciatore Ludovico Ortona (foto) è il nuovo presidente di Arcus S.P.A. A nominarlo il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, d’intesa con il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, acquisiti i pareri favorevoli delle Commissioni cultura Camera e Senato. Ortona, 68 anni, laureato in Giurisprudenza, è stato dal 2005 al 2009 ambasciatore a Parigi e appena ieri ha ricevuto dal primo ministro Francois Fillon le insegne di commendatore della Legione d’onore, la più alta attribuita onorificenza dalla repubblica francese. Prima dell’esperienza Oltralpe, Ortona - che ha iniziato la carriera diplomatica nel 1967 - ha anche ricoperto l’incarico di ambasciatore in Portogallo (dal 1992 al 1995) e in Iran (dal 1995 al 2000).
http://www.giornaledellospettacolo.it/index.php/il-giornale/news/5203-spettacolo-ludovico-ortona-nuovo-presidente-di-arcus.html

 Arcus, la Società per la Cultura che regala le "Mance" di Stato
La «Cultura spa» di impronta berlusconiana - assieme ad Ales - ha il volto di Arcus
Più che un volto, il vero braccio operativo, il braccio lungo della spartizione
Arcus S.p.A.: quella proprietà del Ministero dell’Economia
La società al centro del ciclone delle inchiesta del G8 fu voluta dalla finanziaria 2003, e venne battezzata il 16 Febbraio 2004
con un protocollo d'intesa firmato a Milano, alla Triennale, dall'allora Ministro dei beni culturali Giuliano Urbani (che ne è stato l'inventore)

La Arcus S.p.A. è una società di proprietà del Ministero dellEconomia gestita però in condominio dai due ministeri della Cultura e delle Infrastrutture, con l’obiettivo di finanziare progetti culturali con il 3% degli investimenti per le Grandi Opere. La cifra cambia chiaramente ogni anno ma si calcola che da quando è stata istituita ha gestito in pratica circa 500 milioni di euro. Proprio nel 2005, sempre con il ministro Urbani, vi fu un incremento della percentuale destinata ad Arcus, e quindi ai progetti per i Beni Culturali, che passò dal 3 al 5%. Già nell’anno successivo la finanziaria riportò la cifra al 3%.

IL PONTE - Il nome è l’acronimo di Arte, Cultura e Spettacolo, ma evoca anche l’idea – come viene suggerito dal sito on line – di un “ponte fra le idee e l’uomo“, un arco teso, anello di congiunzione tra “il fare” delle grandi infrastrutture e la tutela del patrimonio culturale italiano. La sede è a Roma. Nello statuto è prevista una durata fino al 2050. Nel suo consiglio di amministrazione, siedono 7 membri (ora dovranno essere ridotti in base alle indicazioni dell’ultima finanziaria), un presidente che viene nominato dal Ministero dei Beni Culturali (oggi, dopo le dimissioni a marzo di Salvatore Italia, la presidenza è stata affidata all’ambasciatore Ludovico Ortona) e sei consiglieri, nominati, due ciascuno, dai Ministeri dell’Economia, delle Infrastrutture e della Cultura (oggi sono Mario Belfiore, Sergio Colombo Paolo Dalla Vecchia, Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, Marcello Franco Mauro Mainardi).

I FINANZIAMENTI SOSPETTI - Le delibere per il finanziamento dei progetti devono essere firmate da entrambi i ministri. Commissariata dall’allora ministro della cultura Rutelli nel 2006-2007, la spa è stata più volte oggetto di polemiche e di richieste di chiusura (anche da parte di Massimo DAlema nel ruolo di presidente della sua fondazione Italiani Europei). Ma anche di interventi della Corte dei Conti, che in particolare è intervenuta per sollecitare la stesura del regolamento, regolamento che poì è stato varato di recente con il ministro Bondi. Attualmente, secondo la denuncia del sindacalista Uil Gianfranco Cerasoli, la Corte dei conti ha avviato un’indagine su due finanziamenti erogati dalla società, quello per il restauro del Palazzo di Propaganda Fide (2,5 milioni nel 2005) e quello per il restauro di Villa Mansi a Lucca (1,5 milioni nel 2004). A febbraio 2010 sono stati decisi i progetti che la società finanzierà nel triennio 2010-2012 con un ammontare di 200 milioni di euro. Il Lazio fa la parte del leone in questi finanziamenti con 38 progetti per un totale di 40 milioni. Per il solo 2010 lo stanziamento previsto è di 119 milioni e 89 mila euro, 22,8 dei quali dedicati al Lazio. http://www.giornalettismo.com/archives/68833/arcus-s-p-a-inchiesta-g8/

Beni Culturali. Arcus Spa commissariata dal Ministero
Arcus spa
viene messa sotto controllo dal Consiglio superiore dei Beni Culturali che interverrà nella definizione delle linee strategiche della spa interministeriale che ha suscitato diverse critiche nei mesi scorsi. La lista dei monumenti da salvare, che per il triennio 2010-2012 è di 208 unità - verrà monitorata attraverso la costituzione di una “camera di regia” che vaglierà i progetti selzionati riferendo il tutto al proprio Presidente, l’archeologo Andrea Carandini -. Il segretario della Uil beni culturali, Gianfranco Cerasoli ha inoltre chiesto che il “tesoretto” di circa 118 milioni di fondi Arcus provenienti dai programmi 2008 e 2009 sia messo a disposizione della ricostruzione in Abruzzo. (Tafter).

 Arcus, la Società per la Cultura che regala le "Mance" di Stato
ROMA - L'ultimo pacco siglato «Cultura spa» porta in dote 200 milioni di euro. L'infornata è di questi giorni e permetterà al governo una distribuzione a pioggia in favore di centinaia di associazioni, enti, teatri e fondazioni. Più che di privatizzazione della cultura, l'operazione sa tanto di mancia di Stato, giusto a un mese dal voto, per amici, boiardi e parenti importanti. Succede così dal 2004. I tre ministeri di riferimento stanziano (Beni culturali, Economia e Infrastrutture) e i beneficiari graditi incassano.
È un affare gestito da pochi, con fondi pubblici e scavalcando il controllo parlamentare.
La «Cultura spa» di impronta berlusconiana - assieme ad Ales - ha il volto di Arcus, più che un volto il vero braccio operativo, il braccio lungo della spartizione.
«Società per lo sviluppo dell'arte» fondata nel 2004 (sotto il precedente governo del Cavaliere) a capitale interamente sottoscritto dal ministero dell'Economia.
I suoi decreti operativi vengono adottati dal ministero per i Beni culturali di Sandro Bondi, di concerto con le Infrastrutture di Altero Matteoli. Una spa a tutti gli effetti - col suo cda di sette componenti per dieci dipendenti - che, come ha avuto modo di denunciare in ripetute occasioni la Corte dei conti, si è «trasformata in un una agenzia ministeriale per il finanziamento di interventi», spesso «non ispirati a principi di imparzialità e trasparenza».
La storia torna a ripetersi. Nel silenzio generale, la spa Arcus ha adottato a febbraio il piano triennale di interventi: 119 milioni per quest'anno, 43 per il prossimo, 37 e mezzo per il 2012. Totale: 200 milioni, parcellizzati in 208 interventi.
La logica appare discrezionale, se non emergenziale, in stile Protezione civile. Nel calderone, dietro il Lazio con 23 milioni di euro nel 2010, la parte del leone la fa la Toscana dei ministri Bondi e Matteoli: 21,4 milioni, rispetto per esempio agli 8,5 della Sicilia o ai 12,5 della Campania, pur ricche entrambe di siti, chiese, monumenti. Ma quali sono gli interventi strategici sui quali il ministero punterà per i prossimi tre anni? Nel capitolo «varie», intanto, 500 mila euro vengono destinati alla «partecipazione dell'Italia all'Expo di Shangai 2010».
A guidare la missione sarà Mario Resca, consigliere d'amministrazione della Mondadori, berlusconiano doc, direttore generale del dipartimento per la «valorizzazione del patrimonio culturale» al ministero. Solo coincidenze, ovvio. Come lo è il fatto che, in Veneto, Arcus finanzia con due capitoli per un totale di 600 mila euro il dipartimento di Archeologia dell'Università di Padova. Direttore è la professoressa ordinaria di Archeologia Elena Francesca Ghedini, sorella del più illustre deputato, avvocato e consigliere del premier, Niccolò.
Altissime le sue referenze nel mondo culturale: dal 2008 il ministro Bondi l'ha voluta al suo fianco quale «consigliere per le aree archeologiche» e dal marzo 2009 quale membro del «Consiglio superiore per i beni culturali».
Ma di bizzarrie nelle 18 tabelle del piano se ne scovano tante. Ad Amelia, in Umbria, l'Associazione culturale società teatrale riceverà 800 mila euro, la Fondazione teatro dell'Archivolto in Liguria 450 mila euro e via elargendo.
Generoso il finanziamento di decine di interventi su immobili ecclesiastici, anche del patrimonio vaticano, dunque extraterritoriali.
È il caso del «restauro dei cortili interni della Pontificia università gregoriana» a Roma: 1 milione di euro nel 2010 e 500 mila nel 2011, sebbene lo Stato abbia già finanziato lo stesso restauro con 457.444 euro tratti dai fondi dell'8 per mille, lo scorso anno, e con 442.500 euro, nel 2007. Ma, anche qui, la lista di monasteri, campanili e basiliche beneficiati è sconfinata.
Dal pozzo dei miracoli di Arcus il governo attinge per aiutare pure le amministrazioni comunali «amiche» in crisi finanziaria: 1 milione alla cultura del Comune di Roma di Gianni Alemanno, 1,5 milioni per la rassegna estiva «Kals'art» del Comune di Palermo (Diego Cammarata).
La spa del ministero tra il 2004 e il 2009 aveva già spalmato, su 300 interventi, finanziamenti pubblici per altri 250 milioni di euro. La storia non cambia.
E dire che il ministro Bondi, presentando in Parlamento il suo programma, il 26 giugno 2008, annunciava l'intenzione di «restituire alla società Arcus la sua mission originaria, evitando interventi a pioggia» e promettendo di «privilegiare d'ora in poi interventi di notevole spessore».
Dalla fondazione del 2004, a gestire la spa è il direttore generale Ettore Pietrabissa, già vice all'Iri e poi all'Abi. Presidente è un vecchio andreottiano, Salvatore Italia, classe ‘40, alla guida del Cda composto da altri sei consiglieri. Vertice di tutto rispetto per una spa che vanta però solo 4 dipendenti distaccati dal ministero e 6 contratti a termine. Sebbene la sede legale sia in via del Collegio romano 27, nei locali del ministero, quella «operativa» si trova in via Barberini 86, in un elegante ufficio da 350 metri quadrati nel pieno centro di Roma, affittato per circa 16 mila euro al mese, 175 mila euro l'anno. Nel 2010, stipendi, sede, gettoni e quant'altro necessita al funzionamento di Arcus costeranno 2 milioni di euro.
«La spa è solo a uso e consumo dei gabinetti dei ministeri», racconta Gianfranco Cerasoli, responsabile cultura della Uil «Un carrozzone da smantellare, che continua a finanziare beni extraterritoriali della Chiesa: le sue risorse potrebbero essere gestite dal ministero, tagliando spese che gravano inutilmente sui contribuenti». Resta il nodo dei controlli. «Arcus ha di positivo l'immediata operatività, finanzia anche opere importanti - spiega Fabio Granata, componente Pdl della commissione Cultura della Camera - tuttavia in due anni di legislatura mai un atto della spa è transitato in Parlamento».
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/28/news/arcus_la_societ_per_la_cultura_che_regala_le_mance_di_stato-2458569/

Inchiesta G8: Arcus, la Società del Governo che ha ristrutturato il palazzo di Propaganda Fide
Se ne parla in questi giorni nellambito dellinchiesta G8: è stata questa Spa del governo a finanziare infatti i lavori di ristrutturazione della sede romana di Propaganda Fide, un palazzo secentesco a Piazza di Spagna.
Si tratta della società Arcus, voluta dalla finanziaria 2003, ‘battezzata’ il 16 febbraio 2004 con un protocollo d’intesa firmato a Milano, alla Triennale, dall’allora ministro dei beni culturali Giuliano Urbani (che ne è stato l’inventore). Arcus spa è una società di proprietà del ministero dell’economia gestita però in condominio dai due ministeri della cultura e delle infrastrutture, con l’obiettivo di finanziare progetti culturali con il 3% degli investimenti per le Grandi Opere.
La cifra cambia chiaramente ogni anno ma si calcola che da quando é stata istituita ha gestito in pratica circa 500 milioni di euro.
Proprio nel 2005, sempre con il ministro Urbani, vi fu un incremento della percentuale destinata ad Arcus, e quindi ai progetti per i Beni Culturali, che passò dal 3 al 5%.
Già nell’anno successivo la finanziaria riportò la cifra al 3%. Il nome è l’acronimo di Arte, Cultura e Spettacolo, ma evoca anche l’idea - come viene suggerito dal sito on line - di un “ponte fra le idee e l’uomo”, un arco teso, anello di congiunzione tra “il fare” delle grandi infrastrutture e la tutela del patrimonio culturale italiano.
La sede è a Roma. Nello statuto è prevista una durata fino al 2050. Nel suo consiglio di amministrazione siedono 7 membri (ora dovranno essere ridotti in base alle indicazioni dell’ultima finanziaria), un presidente che viene nominato dal ministero dei beni culturali (oggi, dopo le dimissioni a marzo di Salvatore Italia, la presidenza è stata affidata all’ambasciatore Ludovico Ortona) e sei consiglieri nominati, due ciascuno, dai ministeri dell’Economia, delle Infrastrutture e della Cultura (oggi sono Mario Belfiore, Sergio Colombo, Paolo Dalla Vecchia, Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, Marcello Franco e Mauro Mainardi).
Le delibere per il finanziamento dei progetti devono essere firmate da entrambi i ministri. Commissariata dall’allora ministro della cultura Rutelli nel 2006-2007, la spa è stata più volte oggetto di polemiche e di richieste di chiusura (anche da parte di Massimo DAlema nel ruolo di presidente della sua fondazione Italiani Europei).
Ma anche di interventi della Corte dei Conti, che in particolare è intervenuta per sollecitare la stesura del regolamento, che è stato varato di recente con il ministro Bondi.
Attualmente, secondo la denuncia del sindacalista Uil Gianfranco Cerasoli, la Corte dei Conti ha avviato unindagine su due finanziamenti erogati dalla società, quello per il restauro del Palazzo di Propaganda Fide (2,5 milioni nel 2005) e quello per il restauro di Villa Mansi a Lucca (1,5 milioni nel 2004).
A febbraio 2010 sono stati decisi i progetti che la società finanzierà nel triennio 2010-2012 con un ammontare di 200 milioni di euro.
Il Lazio fa la parte del leone in questi finanziamenti con 38 progetti per un totale di 40 milioni. Per il solo 2010 lo stanziamento previsto è di 119 milioni e 89 mila euro, 22,8 dei quali dedicati al Lazio.
http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/inchiesta-g8-arcus-propaganda-fide-435396/

Giulia Maria Crespi Presidente Onorario del FAI: "Sardegna violata"
Domanda: e Villa dei Vescovi no? Donna Giulia?

«La Sardegna è unica. Ho quasi pianto di fronte agli scempi ambientali. Non sopporto quello che viene fatto a questa terra. La gente non è cattiva, non capisce.
Io nella mia proprietà non ho fatto né un anfiteatro né un vulcano. Ho preso una vecchia cascina e l’ho lasciata così com’è. Purtroppo la natura non è come l’economia, dove quando si finisce in basso si può risalire la china. Dalle brutture ambientali non si può tornare indietro». di A.P. La Nuova Sardegna 29 luglio 2010.
Quattro milioni di euro per cambiarne l'uso
la Tribuna di Treviso - 22 aprile 2007 pagina 52 sezione: SPETTACOLO

I finanziamenti. A detta del Fai, servono quattro milioni di euro per «risistemare» Villa dei Vescovi perchè possa essere fruita da parte di un grande pubblico.
La villa, in realtà, è stata giudiziosamente restaurata dalla famiglia Olcese a partire dagli anni Sessanta, con rispetto ed efficacia. Era normalmente abitata (e visitabile) fino al momento della donazione, nel 2005. E’ ovvio che edifici di questa entità e di questa età comportano una cura costante, a partire dalle strutture per finire con l’impiantistica: ma tutto dipende dall’uso che se ne vuole fare. Si può dire tranquillamente che per la semplice visita, percorribilità e sosta negli ambienti di Villa dei Vescovi non c’è attualmente bisogno di gran lavori. Diverso il caso se se ne vuole radicalmente cambiare l’uso e la destinazione. Allora i costi lievitano.
Ma davvero fino a quattro milioni di euro? Su questa cifra il Fai ha già cominciato a battere cassa e a battere la grancassa.
E ha già ottenuto, oltre all’intervento degli sponsor (Regione Veneto, Provincia di Padova, Comune di Padova, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Antonveneta, Fondation Segrè, World Monuments Fund, Istituto Ville Venete, Fiordaliso Centro Commerciale) tre importanti contributi.
Tutti pubblici. Sè dato da fare Andrea Colasio, deputato padovano della Margherita, responsabile culturale del partito, consigliere di Rutelli che è ministro dei Beni Culturali. Ha fatto arrivare un milione di euro da Arcus.
(Al momento in cui scriviamo, Andrea Colasio, http://www.facebook.com/andrea.colasio, è assessore alla cultura del Comune di Padova con il sindaco Flavio Zanonato. E' stato segretario della Commissione cultura nel terzo Governo Prodi e responsabile nazionale cultura del PD.ndr)
Il portavoce del governatore della Regione Veneto, Franco Miracco, ha agito su due fronti: la Regione, appunto, che ha promesso trecentomila euro, e l’Istituto Ville Venete, di cui era commissario pro tempore, il quale dovrebbe stanziare centocinquantamila euro del suo non pingue bilancio. Alla luce delle perplessità emerse sul progetto non sono esclusi ripensamenti, e come minimo la richiesta di garanzie.
Dice l’onorevole Colasio:
«Vedremo bene i progetti. In ogni caso siamo pronti a porre precise condizioni per la concessione dei fondi statali».
Una presa di posizione che suona come un altolà.
E all’interno del consiglio di amministrazione dell’Istituto Ville Venete c’è una forte e determinata voglia di chiarezza: «Non vogliamo assolutamente finanziare un sopruso», ha detto chiaro e tondo uno dei componenti.
D’altra parte il Fai cerca denaro ovunque: anche durante le sue «Giornate» del 24 e 25 marzo scorso l’appello era affidato ai suoi volontari sparsi ovunque per l’Italia.
Quel giorno, una delle preparatissime e probabilmente inconsapevoli guide al Castello carrarese di Padova, aveva già fatto lievitare i costi per Villa dei Vescovi a cinque milioni di euro, battezzati come «impegno del Fai». (p.c.)
Beni culturali/Arcus:questo e’ il rispetto che Rutelli ha del denaro pubblico

 "E ancora: un milione di euro è andato al Fai per il contestato restauro di Villa dei Vescovi, a Luvigliano"
Arcus dimezza i fondi al Veneto
il mattino di Padova -17 agosto 2010 pagina 03 sezione: NAZIONALE PADOVA

Da 20 a 10 milioni di euro: nel prossimo triennio sarà dimezzata la quota dei finanziamenti al Veneto di Arcus, nata per distribuire risorse alla cultura, balzata agli onori della cronaca per il contributo di 5 milioni di euro al restauro del palazzo di Propoganda Fide (possedimento extraterritoriale del Vaticano) in piazza di Spagna a Roma.
(In verità, Arcus, è balzata agli onori della cronaca nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia e Roma sulla cosìdetta «cricca» che gestiva gli appalti pubblici per i Grandi Eventi e il G8 e per i 5 milioni di euro erogati per il restauro del palazzo di Propoganda Fide la Congregazione per l'evangelizzazione. Inchiesta che vede coinvolti Sottosegretari, 
ex ministri del Governo Berlusconi come Claudio Scaiola, Pietro Lunardi e l'Arcivescovo di Napoli Cardinale Sepeil neo Presidente del Consiglio di Stato Pasquale de Lise ai tempi a capo del Tar del Laziol'ex Procuratore aggiunto Achille Toro, il Provveditore alle opere pubbliche Angelo Balducci, Angelo Zampoliniimprenditori come Diego Anemone e palazzinari romani.ndr).
Al Veneto che produce il 10% del Pil nazionale arriva solo il 5% dei 200 milioni stanziati da Arcus per il 2010-2012, soldi derivanti dal 3% delle opere infrastrutturali.
A Padova contributi al dipartimento di Archeologia diretto da Francesca Ghedini, sorella di Niccolò, deputato Pdl e legale del premier Berlusconi.
D'altronde nel Consiglio di Amministrazione del FAI non mancano ex indagati e condannati alle patrie galere al tempo di Tangentopoli, come Guido Roberto Vitale fondatore dell'omonima banca d'affari indipendente e presidente di Rcs MediaGroup, Galeazzo Pecori Giraldi Presidente di Morgan Stanley in Italia, Luca Garavoglia presidente Campari e nel Consiglio Direttivo e Giunta di Assonime. Quando si dice "tutto si lega"... ndr).
E 1 milione alle mura di Cittadella, guidata dal deputato Massimo Bitonci (Lega).
COME FUNZIONA.
Arcus è una società il cui capitale sociale è interamente del ministero dell'Economia, gestita però dal dicastero dei Beni culturali di concerto con quello ai Lavori pubblici. Per legge il 3% degli stanziamenti per le infrastrutture va destinato alla tutela dei monumenti e alla cultura.
Arcus gestisce molti fondi e talvolta, secondo quanto ipotizzato dall'inchiesta della procura di Perugia, lo avrebbe fatto in modo totalmente discrezionale. Quattro i ministri che si sono alternati al timone della società dalla nascita ad oggi: Lunardi, Rutelli, Buttiglione e Bondi.
I FINANZIAMENTI.
Arcus dal 2004 al 2008 ha fatto felice Padova: con 6,4 milioni sul totale di 19,7 è seconda solo a Venezia per mole di contributi. Alla città sono arrivati 1,8 milioni di euro per il recupero della via Annia, la strada romana che portava da Adria ad Aquileia; un milione è andato a Palazzo Moroni, il resto alla Regione.
Il dipartimento di Archeologia del Bo ha ricevuto un sostanzioso contributo, diviso con la Soprintendenza e il comune di Montegrotto, per «Aquae Patavinae», cioè la valorizzazione dell'area archeologica delle terme euganee. E ancora: un milione di euro è andato al Fai per il contestato restauro di Villa dei Vescovi, a Luvigliano.
Un altro milione e mezzo al comune di Galliera per Villa Imperiale. Infine a Este mezzo milione al recupero della chiesa degli Zoccoli.
I PROGETTI.
Sul prossimo triennio è calata la scure, almeno per il Veneto, che si deve accontentare di 10 milioni contro i 30 del Lazio, i 21 della Toscana e i 14 del Piemonte.
Si salva il dipartimento di Archeologia, unica struttura universitaria finanziata da Arcus. Ha ottenuto per quest'anno 200 mila euro per il «Tess», il sistema informatizzato di catalogazione dei rivestimenti pavimentali antichi. Più un altro milione spalmato in tre anni per il parco archeologico «Aquae Patavinae».Poi arriverà un milione di euro, diviso a metà tra 2010 e 2011, per il restauro delle mura di Cittadella. Infine le «briciole» ai Solisti Veneti del maestro Claudio Scimone: appena 100 mila euro per le celebrazioni galileiane. - (Claudio Malfitano)
ARCUS S.P.A.
Nel mese di febbraio 2004, con atto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, è stata costituita Arcus, Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo S.p.A., ai sensi della legge 16 ottobre 2003, n. 291. Il capitale sociale è interamente sottoscritto dal Ministero dell'Economia, mentre l'operatività aziendale deriva dai programmi di indirizzo che sono oggetto dei decreti annuali adottati dal Ministro per i Beni le Attività Culturali - che esercita altresì i diritti dell'azionista - di concerto con il Ministro delle Infrastrutture. Arcus può altresì sviluppare iniziative autonome.
Il compito dichiarato di Arcus è di sostenere in modo innovativo progetti importanti e ambiziosi concernenti il mondo dei beni e delle attività culturali, anche nelle sue possibili interrelazioni con le infrastrutture strategiche del Paese.
Nella missione di Arcus sostenere progetti significa individuare iniziative importanti, aiutarne il completamento progettuale, intervenire negli aspetti organizzativi e tecnici, partecipare - ove opportuno o necessario - al finanziamento del progetto, monitorarne l'evoluzione, contribuire ad una conclusione felice dell'iniziativa.
E’ importante che venga ben compresa la specificità operativa di Arcus, così come emerge da quanto precede: la Società interviene a sostegno organizzativo e finanziario su progetti di rilievo, mentre in nessun modo è assimilabile un'agenzia di erogazione di fondi, né può essere annoverata fra i "distributori a pioggia" di fondi pubblici o privati.
Arcus, quindi, si propone come uno strumento originale per il sostegno e il lancio di iniziative e progetti importanti e innovativi nel panorama della cultura italiana.
Il supporto economico, se interviene, deve essere visto come del tutto strumentale nell'ambito di un progetto culturale che sia concettualmente valido e operativamente condiviso.
Scendendo in qualche particolare, Arcus fornisce assistenza ad iniziative finalizzate, fra l'altro, a: *predisporre progetti per il restauro, il recupero e la migliore fruizione dei beni culturali; *tutelare il paesaggio e i beni culturali attraverso azioni e interventi volti anche a mitigare l'impatto delle infrastrutture esistenti o in via di realizzazione; *sostenere la programmazione, il monitoraggio e la valutazione degli interventi nel settore dei beni culturali; *promuovere interventi progettuali nel settore dei beni e delle attività culturali e nel settore dello spettacolo; *individuare e sostenere progetti di valorizzazione e protezione dei beni culturali attraverso interventi a forte contenuto tecnologico; *sostenere progetti inerenti il turismo culturale nell'accezione più ampia del termine; *promuovere la nascita e la costituzione di bacini culturali, cioè di aree geografiche sulle quali insistono beni culturali emblematici, in una visione integrata e sistemica capace di collegare ai beni culturali locali le infrastrutture, il turismo, le attività dell'indotto, i trasporti; *intervenire nell'ampio settore delle iniziative tese a rendere pienamente fruibili i beni culturali da parte dei diversamente abili.
Per la realizzazione delle proprie attività Arcus si avvale delle risorse di cui all'articolo 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Legge Finanziaria 2003).
La norma dispone che annualmente il 3% degli stanziamenti previsti per le infrastrutture sia destinato alla spesa per la tutela e gli interventi a favore dei beni e delle attività culturali. Arcus è individuata come la struttura destinataria di tali fondi. Ai sensi, poi, dell'articolo 3 della legge 31 marzo 2005, n. 43, la percentuale sopra indicata viene incrementata annualmente di un ulteriore 2%.
La Società, inoltre, può ricevere finanziamenti stanziati dall'Unione Europea, dallo Stato e da altri soggetti pubblici e privati.
Arcus si muove anche nell'ottica di aggregare attorno ai progetti i possibili stakeholders potenzialmente interessati. Di volta in volta, pertanto, vengono contattate fondazioni di origine bancaria e non, enti locali, esponenti delle autonomie e della società civile, università e anche soggetti privati, al fine di coagulare attorno alle iniziative risorse crescenti e finanziamenti coordinati.
Il progetto ambizioso di Arcus è così di diventare il "collante" che consente di rendere operativa la capacità sistemica di promozione e sostegno progettuale per la realizzazione di iniziative mirate a migliorare il quadro dei beni e delle attività culturali, in un'ottica di sempre migliore conservazione, fruizione e valorizzazione.
Arcus, muovendosi opportunamente, favorisce la necessaria convergenza di tutti i soggetti, contribuendo quindi al successo dei progetti culturali di volta in volta identificati.
LA CASTA ROSSA “Il Ministro uscente Francesco Rutelli non deve sentirsi immune dalle accuse nei confronti della “casta rossa”: una lobby che ha fatto dei soldi del contribuente una cassaforte personale per esaudire i desideri dei propri seguaci politici. Incurante del fatto che in Italia esistano sprechi amministrativi insanabili, Rutelli ha permesso che lARCUS diventasse un Ente finanziatore senza regole per il settore della cultura, delle arti e dello spettacolo. La capillarizzazione dello sperpero parte dalla sede dell’Ente, voluta a tutti i costi in Via Barberini dal Direttore Generale Ettore Pietrabissa (già Vice Direttore Centrale per la finanza dell’IRI ai tempi di Romano Prodi e Membro del Comitato Euro istituito dal Governo Prodi nel giugno 1995), per un canone di locazione mensile pari a 18mila euro.
Non si comprende perché sprecare soldi quando il MIBAC ha sedi idonee per accogliere un numero esiguo di persone quante sono quelle che lavorano per ARCUS (all’incirca 8 persone).
Altra anomalia è come mai una società che dovrebbe contenere i costi - così come ha sempre affermato la Corte dei Conti - paga invece stipendi di 95.000 e 65.000 euro ad un Direttore centrale non indispensabile, e di circa 65.000 euro al responsabile amministrativo. Senza contare che i rimborsi spese del Direttore generale ammontano mensilmente a oltre 2000 euro. Per soli scopi elettorali, la sinistra ha gettato alle ortiche i principi di trasparenza, efficacia ed efficienza della Pubblica Amministrazione, assumendo un comportamento scorretto e lesivo nei confronti degli addetti al settore, già fin troppo penalizzati dai ritardi delle sovvenzioni statali”.
apr 23 da http://www.gabriellacarlucci.it/2008/04/23/beni-culturaliarcusquesto-e-il-rispetto-che-rutelli-ha-del-denaro-pubblico/

Beniculturali): "STOPPATA L'ULTIMA MOSSA DI RUTELLI"
”IL CONSIGLIO DI STATO STOPPA L’ULTIMO COLPO DI MANO DI RUTELLI. BOCCIA IL DECRETO E RIDUCE LE PRETESE DI ARCUS.
“Rutelli voleva cedere ad Arcus S.p.A. la gestione finanziaria degli investimenti in opere pubbliche, senza prevedere una supervisione da parte del Ministero o di altro organo governativo”.
DOPO IL RIDIMENSIONAMENTO DEI GIUDICI DI PALAZZO SPADA INTERVENGA IL NUOVO MINISTRO CHIUDENDO ARCUS E RIPORTANDO LE COMPETENZE ALL’INTERNO DEL MINISTERO DELLA CULTURA”

“Quanto auspicato dalla Confsal Unsa Beniculturali qualche giorno fa - afferma il Segretario Generale Giuseppe Urbino - in parte è avvenuto dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, che ha bocciato un decreto dell’ultimo minuto con il quale Rutelli voleva affidare alla società Arcus - la Spa controllata dal Mibac - la gestione totale ed incontrollata di gran parte dei fondi pubblici, insomma, un vero e proprio colpo di mano, uno spostamento di competenze, dall’amministrazione centrale ad una S.p.A, una società che dopo la gestione Urbani è finita più volte nel mirino della Corte dei Conti.
Una gestione alquanto grossolana quella di Rutelli nei venti mesi trascorsi al Collegio Romano - prosegue il sindacalista - prima la questione delle nomine dirigenziali generali e non generali e dulcis in fundo la vicenda Arcus, quest’ultima gestita in condominio con Antonio Di Pietro, ex ministro delle Infrastrutture, come una cassaforte personale da cui attingere anche per questioni clientelari. Un vero e proprio pericolo per le casse dello Stato sventato per fortuna dal Consiglio di Stato che ha ricondotto in extremis l’Arcus in una zona d’azione più consona alle ragioni che l’hanno vista nascere.
“Ora dopo la bocciatura del Consiglio di Stato - tuona Urbino - intervenga il nuovo Ministro della cultura, chiuda la S.p. A. e riporti le competenze all’interno del Ministero per i beni e le attività culturali di concerto con il dicastero delle Infrastrutture. Anche l’On. Gabriella Carlucci (PDL) giorni fa dichiarò che Arcus sperpera denaro pubblico: La capillarizzazione dello sperpero - disse la Carlucci - parte dalla sede di Arcus, voluta a tutti i costi in via Barberini dal management, per un canone di locazione mensile pari a 18mila euro. Non si comprende - spiegò l'esponente del Pdl - perchè sprecare soldi quando il Mibac ha sedi idonee per accogliere un numero esiguo di persone quante sono quelle che lavorano per Arcus (all'incirca otto persone). Altra anomalia è come mai una società che dovrebbe contenere i costi, così come ha sempre affermato la Corte dei Conti, paga invece stipendi di 95mila e 65mila euro a un direttore centrale non indispensabile, e di circa 65mila euro al responsabile amministrativo.
Tra l’altro ci attendiamo un intervento deciso della Corte dei Conti - afferma l’esponente della Confsal Unsa BC - affinchè non registri il decreto a firma Rutelli-Di Pietro predisposto poco prima delle elezioni per una spesa di ben 107 milioni di euro. I giudici amministrativi lo rispedisca al mittente per le valutazioni dei prossimi ministri della Cultura e delle Infrastrutture e si faccia al più presto chiarezza sulla gestione di Arcus di cui solo in pochi oggi sanno.
Auspico trasparenza soprattutto sulla pubblicazione di tutti, ripeto tutti i progetti fino ad oggi finanziati, sul sito internet della società, www.arcusonline.org, dove all’appello mancano diversi interventi decisi da Arcus, come ad esempio il progetto(per cui Arcus ha erogato 750 mila euro) che si riferisce al recupero della Torre di Montebello sita in Montenero di Bisaccia, guarda caso - conclude il sindacalista - “patria” dell’ex Ministro moralizzatore Antonio Di Pietro”.
http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?id=8064

Qualche anno fa (2005) ci fu uno scandalo in Grecia...
Il Dipartimento di Archeologia del Bo' (Università di Padova), diretto da Francesca Ghedini sorella di Niccolò deputato Pdl e legale del premier Berlusconi, è un corpo che si è separato dal Dipartimento di Scienze dell'Antichità.
Si rompe una statua di Era, nei guai spedizione archeologica «Siamo di fronte a una scoperta straordinaria - dice Francesca Ghedini, che con Jacopo Bonetto guida la spedizione - purtroppo le polemiche per uno spiacevole incidente fanno passare in secondo piano la bravura della scuola padovana di archeologia».
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=14875
Padovani «sgridati» per gli scavi a Creta
il mattino di Padova 24-Ottobre 2005
PADOVA. Nei guai, per gli scavi in corso a Gortyna, sull'isola di Creta, una spedizione archeologica dell'Università di Padova. Durante i lavori di recupero di un tempio dedicato ad Apollo, una statua raffigurante Era è finita in pezzi. La notizia è comparsa sui giornali greci ed è stata oggetto di interrogazioni parlamentari.
La Direzione delle antichità elleniche ha immediatamente bloccato gli scavi, «punizione» ora rientrata. «Siamo di fronte a una scoperta straordinaria - dice Francesca Ghedini, che con Jacopo Bonetto guida la spedizione - purtroppo le polemiche per uno spiacevole incidente fanno passare in secondo piano la bravura della scuola padovana di archeologia».

La Grecia ordinò: temiate gli scavi Archeologi traditi dalla testa di Era
di Claudio Malfitano
La testa della statua di Era non porta fortuna agli archeologici impegnati in uno scavo a Gortyna, nell'isola di Creta. Il casus belli forse va cercato nella vendetta del dio Eolo, più tenace e dispettoso di Athena ed Era: un colpo di vento ha fatto oscillare lo stupendo reperto emerso dalla polvere e l'ha fatto cadere per terra.
E da quel giorno nefasto, per l'equipe dell'Università di Padova, guidata da Francesca Ghedini e Jacopo Bonetto non c'è pace.
I FATTI. Nello scavo di Gortyna, nell'isola di Creta, la missione padovana ha recuperato una preziosa statua della dea Era, ma una volta issata su una ruspa è caduta rompendosi in due parti. La notizia si è diffusa sui siti internet e sui giornali greci ed è stato oggetto di alcune interrogazioni al parlamento di Atene.
La Direzione delle antichità ellenica ha bloccato immediatamente gli scavi italiani, «punizione» ora rientrata. Il fatto risale al 30 settembre scorso: per qualche giorno è circolato solo sul web ed è stato ripreso dal quotidiano romano «II Messaggero». Lo scavo padovano, realizzato nell'ambito delle attività della prestigiosa Scuola archeologica italiana di Atene, sta analizzando il teatro di Py-thion, di cui è stata portata alla luce la cavea ed il complesso scenico.
Durante i lavori è avvenuta la scoperta di due statue in marmo alte circa 2 metri, che facevano parte dell'Odeon del tempio di Apollo, che confinava col teatro.
Una rappresentava la dea della guerra e della conoscenza Atena, ed è stata trovata già spezzata in più parti. L'altra, perfettamente integra, ritraeva Era moglie di Zeus e protrettrice del focolare familiare. Una scoperta clamorosa, da premio Nobel, che ha fatto grande onore all'equipe padovana impegnata sul posto insieme alle squadre di altre università italiane e straniere.
La notizia si diffonde subito su Internet, fino ad arrivare persino nel sito della prestigiosa università americana di Princeton. Ma la grande soddisfazione degli archeologi padovani dopo pochi giorni si trasforma in imbarazzo a causa dell'incidente che ha spezzato in due parti il basamento della statua. Sono ancora incerte le modalità della rottura, forse avvenuta nel trasporto verso il magazzino o proprio nel magazzino stesso mentre la statua veniva sollevata per essere fotografata.
In ogni caso un colpo di vento ha squilibrato il «carico sospeso» issato sulla gru, e la statua è rovinata in terra.
LE POLEMICHE.
Anche in questo caso la notizia è subito ripresa da molte pagine web. Qui è stata trovata dal deputato ed ex ministro dei trasporti Christos Verelis del Pasok, il partito socialista ellenico che ha presentato un'interrogazione parlamentare chiedendo perché la notizia fosse stata «insabbiata» dai giornali greci.
La Direzione generale greca per l'archeologia ha subito risposto negando qualsiasi tentativo di nascondere il fatto e garantendo che gli scavi italiani a Gortina erano stati immediatamente bloccati. Ora l'incidente diplomatico sembra rientrato. E a Padova si tira un sospiro di sollievo: la missione può riprendere, a caccia di nuovi tesori della civiltà minoica.

 

Presidenze e vice dei CdA e CdG FAI Fondo Ambiente Italiano

 

Presidente Onorario Giulia Maria Mozzoni Crespi
Presidente Ilaria Borletti Buitoni
Vice-Presidenti Paolo Baratta (Attualmente è nel Consiglio d'amministrazione delle Ferrovie dello Stato e, dal 2004, di Telecom Italia.)
Guido Roberto Vitale  ( fondatore dell'omonima banca d'affari indipendente, autore del collocamento in Borsa di una ventina di società ) Banchiere d’affari - presidente della società di consulenza bancaria Vitale & Associati
Vice Presidente Esecutivo Marco Magnifico
Direttore Generale Angelo Maramai (direttore finanziario di Telethon)
Consiglio di amministrazione Pier Fausto Bagatti Valsecchi (presidente della Fondazione Bagatti Valsecchi)
Paolo Baratta *( già vice-presidente del Nuovo Banco Ambrosiano e dell'Associazione bancaria italiana. Presidente Fondazione La Biennale di Venezia)
Ilaria Borletti Buitoni *
Luigi Colombo
Fedele Confalonieri (Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mediaset S.p.A..)
Antonio Emmanueli (Presidente di SMAU)
Bruno Ermolli (membro del comitato centrale Fondazione Cariplo)
Gabriele Galateri di Genola (presidente del Gruppo Telecom Italia, ex presidente di Mediobanca)
Luca Garavoglia (presidente della Campari, membro del Consiglio Direttivo e della Giunta di Assonime*
Anna Gastel *
Paola Gazzola Premoli
Federico Guasti (notaio)
Andrea Kerbaker (Responsabile di Brand Enrichment del Gruppo Telecom Italia.)*
Marco Magnifico *
Mario Monti (presidente dell'Università Bocconi di Milano e professore emerito di economia, banca d'affari Goldman Sachs)
Luigi Moscheri(Presidente di Unicoal SpA )
Giulia Maria Mozzoni Crespi
Galeazzo Pecori Giraldi (Presidente di Morgan Stanley in Italia)*
Giulia Puri Negri Clavarino (moglie del nuovo re del mattone italiano
Salvatore Settis (Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali)
Guido Roberto Vitale * fondatore dell'omonima banca d'affari indipendente, autore del collocamento in Borsa di una ventina di società, già presidente di Lazard Italia, amministratore delegato di Euromobiliare, consigliere del Fondo Ambiente Italiano, presidente di Rcs MediaGroup
Marco Vitale (ex commissario della Missione Arcobaleno
, economista d'impresa)
Anna Zegna (image director di Ermenegildo Zegna, casa di moda maschile, Direttore della Fondazione Zegna è coinvolta in progetti filantropici, impegnata con Amref in Africa.

* Membri del Comitato Esecutivo

Comitato dei Garanti Giulia Maria Mozzoni Crespi
Ezio Antonini (avvocato cassazionista)
Giovanni Bazoli (Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo
Luca Paravicini Crespi (Amministratore indipendente CIR S.p.A, Amministratore indipendente del Gruppo Editoriale L'Espresso, Amministratore Indipendente del Gruppo Piaggio, Amministratore di Scala Group, Amministratore e Vice Presidente di Education.it, Amministratore del Fondo Private Equity Consilium sgr.
Guido Peregalli (notaio)
Gustavo Zagrebelsky Socio Costituzionalista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti
Collegio dei Revisori Franco Dalla Sega (ASSBB Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa)
Pietro Graziani (Dirigente Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
Antonio Ortolani (Presidente Commissione Banche, Assicurazioni ed Intermediari Finanziari - Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano
Angelo Carbone (Supplente)
Francesco Logaldo (Supplente) (Società di Revisione Deloitte & Touche S.p.A)
Società di Revisione Deloitte & Touche S.p.A. Nel 2007 Deloitte aveva circa 150.000 impiegati in 142 nazioni. Deloitte Touche Tohmatsu è una Verein svizzera organizzazione sotto il codice civile svizzero in cui ogni società membra è un'entità legale separata ed indipendente. Quartier generale New York City Quartier generale europeo Londra
Deloitte, Big Four con PricewaterhouseCoopers - Ernst & Young - KPMG

 

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